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Mafalda la contestataria rimane orfana

Mafalda, la bambina anticonformista che con le sue fulminanti battute metteva in luce le contraddizioni e le incoerenze degli adulti, è rimasta orfana. Il disegnatore Quino, Joaquín Salvador Lavado Tejón il suo vero nome, si è spento il 30 settembre a Mendoza, la città in cui era nato nel 1932 da genitori spagnoli emigrati in Argentina.

A Mendoza Quino cominciò a frequentare l'Escuela de Bellas Artes, che abbandonò ben presto per dedicarsi al fumetto. Nel 1954 si trasferì a Buenos Aires e le sue prime vignette uscirono nel settimanale Esto Es. Dal 1957 collaborò con vari periodici tra cui Rico Tipo e Tía Vicenta, realizzando la sua prima esposizione nel 1962 e pubblicando l'anno successivo il suo primo libro, Mundo Quino. Nel frattempo lavorava alle illustrazioni per alcune campagne pubblicitarie. E fu proprio per una marca di elettrodomestici che ideò il personaggio di Mafalda, che peraltro non venne mai utilizzato dal committente. Le prime strisce di Mafalda apparvero su Gregorio, supplemento umoristico della rivista Leoplán, uscendo poi regolarmente - dal 29 settembre 1964 - sul settimanale Primera Plana. L'anno seguente approdarono sul quotidiano El Mundo (e alla chiusura di questo sul periodico Siete Días).

Con il tempo alla bambina si aggiunsero tanti personaggi minori (oltre ai genitori, gli amici Felipe, Susanita, Manolito, Miguelito, Libertad, il fratellino Guille), un piccolo mondo in cui si rispecchiavano le inquietudini della classe media progressista degli anni Sessanta. Non solo di quella argentina: le strisce di Quino, che in patria erano diventate ben presto popolarissime, vennero tradotte e apprezzate in molti altri paesi tra cui l'Italia, dove apparvero per la prima volta nel 1969 nella raccolta Mafalda la contestataria, con il prologo di Umberto Eco.

Le avventure di Mafalda terminarono, per decisione dello stesso autore, il 25 giugno 1973, anche se Quino utilizzerà in seguito saltuariamente il suo personaggio per campagne umanitarie a favore dell'Unicef o nella Giornata dei Diritti Umani del 1988. Numerose sono state negli anni le raccolte e le trasposizioni in serie animate. Noto per la sua timidezza e la sua modestia, il disegnatore che ha rivoluzionato la grafica argentina si dichiarava sorpreso nel constatare il successo riscontrato ancora nel XXI secolo da Mafalda. Così dichiarava nel 2014, dopo essere stato insignito del Premio Príncipe de Asturias: "Riconoscimenti come questo fanno pensare di aver fatto qualcosa che alla gente piace. E questo dà molte soddisfazioni. Una cosa che mi dice molta gente è 'grazie per tutto quello che ci ha dato'. E io mi fermo a pensare che cosa ho dato loro. Non sono molto cosciente di quello che ho fatto".

La portata rivoluzionaria dei suoi disegni era però ben chiara a dittatori e repressori. Sappiamo che non piacevano al cileno Pinochet e al boliviano Barrientos. E nel luglio 1976 a Buenos Aires membri delle forze armate massacrarono tre sacerdoti e due seminaristi della chiesa di San Patricio, oppositori della giunta militare: i killer strapparono dalle pareti un manifesto con una vignetta di Quino e lo gettarono sopra i cadaveri. (1/10/2020)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato