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Messico, caccia ai militanti sociali

"Nel quadro della violenza scatenata dalla guerra contro il narcotraffico, il paese assiste a una caccia a militanti sociali, difensori dei diritti umani e cittadini che hanno deciso di alzare la voce e reclamare giustizia - afferma l'editoriale de La Jornada dell'8 dicembre, dopo aver riportato un lungo elenco di sequestri e omicidi - E' difficile pensare che tutte le aggressioni riferite siano prodotto del caso; al contrario sembrerebbero contenere un messaggio di morte diretto ai settori della società che si sono mobilitati per la pacificazione del paese e per la giustizia verso le vittime e i loro familiari".

Tra i più recenti bersagli di questa caccia figurano Eva Alarcón Ortiz e Miguel Marcial Bautista Valle, rispettivamente coordinatrice e presidente dell'Organización de Campesinos Ecologistas de la Sierra de  Petatlán y Coyuca de Catalán, nello Stato del Guerrero. Di loro non si sa più nulla dal 7 dicembre: un gruppo di uomini armati ha fermato l'autobus su cui viaggiavano alla volta di Città del Messico, li ha obbligati a scendere e li ha trascinati via. Nei mesi scorsi era stata chiesta invano la protezione della polizia per Eva Alarcón che, insieme a Natalia Ruiz Martínez, aveva denunciato i responsabili dell'assassinio del giovane ecologista Zenaido Ruiz Martínez, avvenuto in giugno.

Sempre il 7 dicembre nel comune di Aquila (Stato del Michoacán) è stato rinvenuto il cadavere di Trinidad de la Cruz Crisóforo, sequestrato il giorno prima in circostanze che gettano una pesante ombra sul ruolo delle forze di sicurezza. Trinidad de la Cruz, leader comunitario di Santa María de Ostula, e altri membri del Movimiento por la Paz con Justicia y Dignidad viaggiavano con la scorta di agenti della polizia federale, che però a un certo punto si sono ritirati. Priva di protezione, la comitiva è stata aggredita da una banda di paramilitari, che hanno portato via il dirigente contadino e lo hanno torturato e ucciso. Un nuovo atto intimidatorio nei confronti delle famiglie indigene che due anni fa erano riuscite a recuperare le proprie terre. Per loro sfortuna quei terreni sono ricchi di giacimenti di ferro e oro, su cui hanno posto gli occhi compagnie minerarie straniere. Sorgono inoltre nei pressi di una proprietà dell'ex presidente Vicente Fox e della moglie Marta Sahagún, che da tempo progettano di realizzare nella zona un vasto villaggio turistico.

Cinque giorni prima dell'uccisione di Trinidad, era stata ferita a colpi d'arma da fuoco Norma Andrade, una delle fondatrici dell'organizzazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa che lotta contro i feminicidios di Ciudad Juárez. L'attentato era stato preceduto da una lunga serie di minacce e dall'incendio della casa della figlia di Norma, Malú García, "colpevole" di aver segnalato alla magistratura i membri di una banda specializzata nella "tratta delle bianche".

DUE STUDENTI UCCISI DALLA POLIZIA. Volevano solo ottenere un incontro con il governatore del Guerrero, Angel Aguirre Rivero, per presentargli una serie di richieste. Per questo il 12 dicembre gli studenti dell'Escuela Normal Rural di Ayotzinapa avevano occupato l'autostrada che da Città del Messico porta ad Acapulco. Agenti federali e statali sono intervenuti con estrema violenza per sgomberarli e di fronte alla reazione dei manifestanti hanno sparato, uccidendo Jorge Alexis Herrera Pino (21 anni) e Gabriel Echeverría de Jesús (20 anni). Dopo aver negato, in maniera poco convincente, le responsabilità degli agenti, le autorità hanno dovuto arrendersi di fronte alla valanga di proteste da tutto il paese e hanno disposto la rimozione di tre funzionari e l'arresto di dieci poliziotti, cinque federali e cinque statali, sospettati di aver aperto il fuoco.

14/12/2011

Altri dettagli sulla situazione della comunità di Santa María de Ostula nell'archivio notizie: Movimiento por la Paz nel mirino

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a cura di Nicoletta Manuzzato