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Una comunità continentale senza Usa e Canada "Un giorno storico". Così si è espresso il presidente Chávez commentando la conclusione del vertice che il 2 e 3 dicembre, nella capitale venezuelana, ha portato alla nascita della Celac, la Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños. E l'aggettivo storico non è eccessivo: trenta capi di Stato, un vicepresidente e due ministri degli Esteri hanno sancito la creazione di una comunità che riunisce tutti i paesi del continente, a eccezione di Stati Uniti e Canada. In pratica un'alternativa all'Organización de los Estados Americanos, come ha sottolineato l'ecuadoriano Rafael Correa: "Abbiamo bisogno di un nuovo sistema interamericano. L'Oea è stata sistematicamente sequestrata dagli interessi nordamericani. Questo la rende poco affidabile per i tempi dell'America Latina". La Celac è il frutto di un lungo processo verso l'integrazione, le cui tappe fondamentali sono rintracciabili nel Gruppo di Rio, costituito nel 1986 con l'obiettivo di "rafforzare e rendere sistematico l'accordo politico dei governi attraverso la realizzazione di consultazioni regolari", e nella Calc, la Cumbre de América Latina y del Caribe riunitasi per la prima volta nel dicembre 2008 a Salvador da Bahia. "Che la Celac avanzi nel processo di integrazione politica, economica, sociale e culturale con un saggio equilibrio tra l'unità e la diversità dei nostri popoli, affinché il meccanismo regionale di integrazione sia lo spazio idoneo per l'espressione della nostra ricca diversità culturale e al tempo stesso lo spazio adeguato per riaffermare l'identità dell'America Latina e del Caribe, della sua storia comune e delle sue continue lotte per la giustizia e la libertà", si legge nella Declaración de Caracas. Il documento invita a "dare impulso allo sviluppo sostenibile della regione" e ad approfondire "la cooperazione e la concretizzazione di politiche sociali per la riduzione delle disuguaglianze sociali interne". Le 33 nazioni della Celac raggruppano quasi 600 milioni di abitanti, sparsi su un territorio di 20 milioni di chilometri quadrati. Il prodotto interno lordo complessivo della comunità si aggira sui sei miliardi di dollari. La regione possiede le maggiori riserve mondiali di petrolio e il 30% delle fonti di acqua dolce del pianeta. E' al primo posto per la produzione ed esportazione di alimenti e al terzo per la generazione di energia. 3/12/2011 |
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l'informazione dall'America Latina e dai Caraibi a cura di Nicoletta Manuzzato |