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Messico, la sinistra candida López Obrador Prd, Pt, Movimiento Ciudadano (ex Convergencia) e il Movimiento de Regeneración Nacional (Morena) fondato da López Obrador si presenteranno insieme alle elezioni del 2012. Lo hanno annunciato i rappresentanti dei diversi partiti nel corso di una conferenza stampa congiunta. Il candidato alle massima carica dello Stato sarà ancora Andrés Manuel López Obrador, che nelle inchieste condotte da due agenzie indipendenti ha superato l'altro aspirante, Marcelo Ebrard. La decisione di costituire una coalizione, presa dopo mesi di discussioni, permetterà alla sinistra di concorrere con qualche speranza di successo alle presidenziali del prossimo anno. E soprattutto dovrebbe chiudere ogni ipotesi di accordo del Prd con l'attuale partito di governo, il Pan, per contrastare l'avanzata del Pri (favorito nei sondaggi con il suo precandidato, Enrique Peña Nieto). La proclamazione di un candidato comune per il 2012 "non elude la crisi del Prd né le sconfitte elettorali accumulate, ma pone le cose in una prospettiva politica che permette di ricreare l'ottimismo, sempre necessario al momento di intraprendere una nuova sfida di portata storica: la costruzione di un nuovo patto sociale per l'uguaglianza e il progresso". Questo il commento su La Jornada di Adolfo Sánchez Rebolledo, che aggiunge: "Si tratta ora di costruire un ampio fronte, un polo capace di attrarre non solo i cittadini che già sono convinti dell'urgenza di agire a favore dei cambiamenti, ma la maggioranza che per le sue condizioni di esistenza è posta, obiettivamente e moralmente, al margine degli intrallazzi del potere costituito, sempre a beneficio dei grandi interessi in gioco". Intanto nel paese si moltiplicano i segnali di una reazione della società civile di fronte alla spirale di violenza. In occasione del Día de Muertos intorno all'Angel de la Independencia, il monumento simbolo di Città del Messico, il Movimiento por la Paz con Justicia y Dignidad (Mpjd) di Javier Sicilia ha collocato decine di croci bianche per dare visibilità ai tanti morti dimenticati, caduti nella fallimentare guerra contro il crimine organizzato. Pochi giorni dopo, a Ciudad Juárez, le autorità sono state accolte con fischi e insulti all'inaugurazione del Memoriale dedicato alle vittime del feminicidio. La realizzazione del monumento era stata ordinata dalla Corte Interamericana per i Diritti Umani, davanti alla quale avevano fatto ricorso le madri di tre ragazze assassinate: nel 2009 la Corte aveva riconosciuto le responsabilità dello Stato messicano, che non aveva fatto nulla per individuare gli autori degli omicidi. Il viceministro dell'Interno (Gobernación), Felipe Zamora, ha chiesto ufficialmente perdono per questi delitti, ma le sue parole sono state coperte dalle grida di quanti reclamavano giustizia e protestavano perché né il presidente Calderón né il ministro dell'Interno Blake Mora avevano sentito il dovere di essere presenti. E proprio José Francisco Blake Mora è morto l'11 novembre, insieme ad altri sette funzionari, in un incidente nei pressi della capitale: l'elicottero in cui viaggiava è precipitato per ragioni non ancora chiarite. L'accaduto ha subito richiamato alla mente quanto avvenuto tre anni fa a un altro titolare del dicastero dell'Interno, Juan Francisco Mouriño: poco prima dell'atterraggio, l'aereo con cui Mouriño stava rientrando a Città del Messico si era schiantato al suolo esplodendo. MOVIMIENTO POR LA PAZ NEL MIRINO. Gli inquirenti hanno tentato di spiegare il delitto con una rissa familiare o un litigio tra ubriachi. Ma l'uccisione di Pedro Leyva Domínguez, militante del Movimiento por la Paz con Justicia y Dignidad, è solo l'ultimo episodio di una feroce guerra dei possidenti contro le comunità che lottano per le loro terre. I comuneros di Santa María Ostula (Stato del Michoacán) erano riusciti nel giugno 2009, dopo una lunga battaglia, a recuperare un territorio di 1.300 ettari. Da quel momento contro di loro si è scatenata la violenza dei gruppi armati, con il bilancio di 26 morti e quattro scomparsi. Il 6 ottobre alla tragica lista si è aggiunto il nome di Pedro Leyva, membro della Comisión por la Defensa de los Bienes Comunales, che a fine giugno, in un incontro organizzato dal giornale Cambio, aveva ricordato con commozione i suoi compagni assassinati e ancora in attesa di giustizia. Anche Nepomuceno Moreno Muñoz, ucciso il 28 novembre a Hermosillo (capitale dello Stato di Sonora), era impegnato nel Mpjd. Era stato più volte minacciato perché aveva denunciato la scomparsa, nel 2010, del figlio Jorge Mario e di altri quattro giovani e aveva raccolto prove e testimonianze che chiamavano in causa la Procura statale e la polizia municipale di Ciudad Obregón. 28/11/2011 Altri dettagli sul movimento di Javier Sicilia nell'archivio notizie: La carovana della resistenza Sulla sentenza di condanna dello Stato messicano da parte della Corte Interamericana per i Diritti Umani: Lo Stato condannato per i feminicidios |
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l'informazione dall'America Latina e dai Caraibi a cura di Nicoletta Manuzzato |