![]() |
Latinoamerica-online.it |
|
Colombia, chi c'è dietro l'ondata di attentati? E' stata una delle peggiori ondate di attentati degli ultimi anni: agli inizi di febbraio lo scoppio di una serie di ordigni, in diverse località dei dipartimenti di Nariño, Cauca e Tolima, ha provocato 18 morti e un centinaio di feriti. Non si esclude che i responsabili vadano ricercati tra i gruppi di narcos attivi nella regione, ma il presidente Santos ha subito incolpato i guerriglieri delle Farc, invitandoli a "non essere ipocriti, a non parlare di pace da una parte e commettere atti terroristici dall'altra". Netta la risposta degli insorti che, in una dichiarazione pubblica riportata dall'agenzia Anncol, respingono l'accusa come "assolutamente falsa" e sottolineano: "Niente di più lontano dalle nostre convinzioni che le azioni indiscriminate contro la popolazione civile. I nostri unici obiettivi militari sono le forze armate dello Stato colombiano e le bande criminali al loro servizio". Nel comunicato le Farc ribadiscono anche il loro appello alla trattativa, ricordando che alla guerra si può trovare una via d'uscita "dialogata, politica, senza imposizioni arroganti, che cerchi una soluzione delle cause alla base del conflitto". In dicembre la guerriglia aveva annunciato la prossima liberazione di sei ostaggi, ma ha poi rinviato il rilascio a data da destinarsi perché la zona scelta "è stata militarizzata in modo ingiustificato dal governo". IL PAESE PIU' PERICOLOSO PER I SINDACALISTI. La Colombia continua a essere il paese più pericoloso al mondo per i sindacalisti. Secondo Human Rights Watch, pur registrandosi un miglioramento rispetto a un decennio fa, negli ultimi quattro anni sono state 175 le persone assassinate per aver difeso i diritti dei lavoratori. Nel suo rapporto annuale, reso noto il 22 gennaio, l'organizzazione statunitense denuncia l'impunità generalizzata di cui godono i responsabili di questi omicidi e sottolinea come, dal 2007, la maggior parte delle minacce contro i leader sindacali provenga dalle bande criminali emergenti. Questi gruppi, legati al traffico di droga, hanno preso il posto dei paramilitari di estrema destra e mantengono stretti vincoli con membri delle forze di sicurezza e con funzionari locali. E la strage di sindacalisti non si ferma. Il 17 gennaio Mauricio Arredondo, dell'Unión Sindical Obrera de la Industria del Petroleo, è stato assassinato a Puerto Asís insieme alla moglie, Janeth Ordóñez Carlosama. Nove giorni dopo, a Barranquilla, i killer hanno colpito a morte Ricardo Ramón Paublott Gómez, dirigente sindacale e dipendente dell'Industria Nacional de Gaseosas S.A. (Coca-Cola). 6/2/2012 |
|
l'informazione dall'America Latina e dai Caraibi a cura di Nicoletta Manuzzato |