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Guatemala, Ríos Montt sarà processato per genocidio Come previsto, uno dei primi provvedimenti adottati dal governo di Otto Pérez Molina è stato quello di affidare all'esercito la lotta contro il crimine organizzato. Il nuovo presidente ricalca così le scelte adottate dal messicano Calderón (con il catastrofico risultato di un aumento esponenziale della violenza). Del resto l'ex generale aveva centrato la sua campagna elettorale sulla promessa di mano dura contro il narcotraffico, che del Guatemala ha fatto uno degli snodi principali nella rotta dalla Colombia al grande mercato statunitense. La cerimonia di insediamento di Pérez Molina, il 14 gennaio, alla presenza di decine di delegazioni internazionali, si è svolta in un clima di tensione: il giorno prima, nel centro della capitale, il deputato Oscar Valentín Leal, del partito di destra Libertad Democrática Renovada, e il fratello Erick erano caduti sotto i colpi di ignoti killer. Nel suo discorso Pérez ha alternato appelli alla riconciliazione nazionale a pesanti critiche al suo predecessore, Alvaro Colom, che avrebbe portato il paese vicino al "fallimento economico e morale", a causa del disordine amministrativo e finanziario e di programmi sociali "clientelari e populisti". Con Pérez Molina, espressione dell'oligarchia tradizionale, torna al potere - sia pure attraverso il voto - un militare sospettato di crimini di lesa umanità. Si interrompe così il ciclo di governi civili inaugurato nel 1986 dal democristiano Vinicio Cerezo: un pericoloso segno di involuzione nella vita democratica del paese. Eppure le organizzazioni per i diritti umani, che il 29 dicembre 2011 hanno ricordato il 15° anniversario della firma degli Accordi di Pace, continuano a lottare per la verità e la giustizia. In gennaio due ex generali-dittatori sono comparsi in tribunale sotto l'accusa di genocidio. In considerazione delle sue cattive condizioni di salute, per Oscar Humberto Mejía Víctores, la giudice Patricia Flores ha deciso la sospensione del procedimento. Per Efraín Ríos Montt invece, che non essendo stato rieletto nelle ultime legislative ha perso l'immunità parlamentare, la stessa magistrata ha disposto il rinvio a giudizio e gli arresti domiciliari. Ma la battaglia contro l'impunità è ancora lunga e difficile. Come scrive Magdalena Gómez su La Jornada del 17 gennaio, non è un caso che "il mese scorso siano state presentate accuse formali a numerosi giornalisti e attivisti per partecipazione al terrorismo durante il conflitto armato. E' evidente che si tratta di un'azione di intimidazione". 26/1/2012 Altre informazioni su Pérez Molina nell'archivio notizie: Il ritorno del Kaibiles |
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l'informazione dall'America Latina e dai Caraibi a cura di Nicoletta Manuzzato |