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Messico, morire di fame nella Sierra Tarahumara Già a fine novembre era stato lanciato l'allarme: a causa della prolungata siccità, le riserve di cibo delle comunità della Sierra Tarahumara (Stato di Chihuahua) stavano esaurendosi. "Molta gente non ha da mangiare; poiché non ha piovuto non è cresciuto il mais e neppure i fagioli; da mesi abbiamo dovuto uccidere le capre perché non c'era erba per alimentarle; gli asini e le mule stanno morendo e ancora non è arrivato l'inverno": questa la denuncia di una rappresentante della popolazione, che aveva bussato a diverse istituzioni statali e federali senza ottenere risposta. Ora si apprende che quattro persone (sei secondo altre versioni) sono morte d'inedia e si è diffusa la voce - poi smentita - che altre decine si sarebbero suicidate per la fame. Ma, come scrive Víctor Quintana su La Jornada del 17 gennaio, "nella Tarahumara la fame non è una notizia, è un fatto cronico, strutturale". Le etnie di questa regione "furono spinte dalla conquista spagnola prima, dall'avidità di bianchi e meticci poi, verso le zone più alte e inospitali di quel territorio: pendici, cime e gole sassose. Questo le condannò a praticare un'agricoltura non sufficiente alla sussistenza, che li mantiene in uno stato di denutrizione permanente". Eppure la Sierra Tarahumara possiede enormi risorse minerarie e forestali (spesso sfruttate dalle grandi compagnie straniere); qui nascono numerosi corsi d'acqua che irrigano le valli vicine, o che vengono dirottati verso gli Stati Uniti in base a un trattato internazionale del 1944. Di queste ricchezze nulla rimane agli abitanti, condannati da sempre alla miseria. Il dramma che si sta consumando nel nord del Messico ha avuto eco anche nella rete, dove si moltiplicano gli appelli e i richiami alla solidarietà. Ma intanto c'è chi trae profitto dalla situazione: il governatore priista di Chihuahua, César Duarte, si è recato nella zona e si è fatto ampiamente riprendere mentre distribuiva viveri. Gli aiuti non erano sufficienti per tutti i convenuti, ma poco importa: il risultato politico è stato raggiunto. L'accusa di Angela Ramos, leader comunitaria, è precisa: "Dicono alla gente di venire, che qui distribuiranno razioni di cibo; arrivano da lontano tutti affamati, fanno file e file e alla fine se ne vanno come sono arrivati: con le mani vuote, senza aver ricevuto niente; in compenso il governatore si fa fotografare e dice che tutta la gente che era lì ha ricevuto una razione e non è vero". UCCISO DIRIGENTE SOCIALE. La vigilia di Natale il professor Rafael Vicente Rodríguez Enríquez, segretario generale del Frente Amplio de Comunidades Marginadas, è stato gravemente ferito da ignoti killer a Santa Lucía del Camino, nello Stato di Oaxaca. Trasportato all'ospedale, Rodríguez è morto poco dopo. Il docente assassinato aveva partecipato attivamente alla lotta del movimento degli insegnanti e alla difesa dei diritti delle comunità indigene. Nel 2002 era finito in carcere, sospettato di essere membro dell'Ejército Popular Revolucionario e di aver preso parte al rapimento del nipote di un dirigente del Pri: in seguito era stato scarcerato per l'assenza di prove a suo carico. 18/1/2012 |
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l'informazione dall'America Latina e dai Caraibi a cura di Nicoletta Manuzzato |