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Nuovo viaggio di Ahmadinejad in America Latina

"Le nostre relazioni con i paesi dell'America Latina sono molto buone e continuano a svilupparsi; la cultura dei popoli di quella regione e le loro esigenze storiche sono simili alle richieste del popolo iraniano". Lo ha detto Ahmadinejad prima di lasciare Teheran per un nuovo giro nella regione. Accanto alle ragioni economiche (gli scambi commerciali sono in crescita, soprattutto con l'Ecuador), la motivazione politica: la ricerca di appoggi nel pieno del conflitto diplomatico con gli Stati Uniti. Da questo punto di vista il risultato per il presidente iraniano non può dirsi entusiasmante, anche se non gli è mancato il sostegno dei tradizionali alleati. Non a caso da questo viaggio era assente il Brasile, dove Dilma Rousseff - a differenza del suo predecessore Lula, che nel 2010 aveva svolto opera di mediazione sulla questione del nucleare - sembra orientata a prendere le distanze dalla Repubblica Islamica.

La prima tappa di Ahmadinejad è stata Caracas, dove è stato accolto trionfalmente da Hugo Chávez. I due capi di Stato, in polemica con gli Usa e le altre potenze occidentali, hanno affermato che i loro governi hanno intenzioni pacifiche e che la loro guerra "è contro la povertà, la fame e il sottosviluppo". Proprio alla vigilia dell'arrivo di Ahmadinejad, Washington aveva mostrato la sua irritazione rendendo nota la decisione di espellere la console generale del Venezuela a Miami, Livia Acosta Noguera. In dicembre la diplomatica era stata accusata, da un servizio della catena Univisión, di complicità in un complotto iraniano mirante a lanciare attacchi informatici contro impianti nucleari statunitensi.

Seconda tappa, Managua. Il 10 gennaio il presidente iraniano ha assistito all'insediamento di Daniel Ortega, giunto al suo terzo mandato. Alla cerimonia erano presenti oltre trenta delegazioni internazionali. Poi Ahmadinejad è partito alla volta di Cuba, dove si è incontrato con il presidente Raúl e ha tenuto una conferenza all'università dell'Avana, che lo ha insignito della laurea honoris causa in Scienze Politiche. Il leader iraniano, che ha avuto anche un lungo colloquio con Fidel, ha definito "buonissimi" gli incontri con i fratelli Castro e ha affermato che Cuba e Iran "si trovano sullo stesso fronte di lotta con lo scopo di rivendicare i diritti dei popoli". Va comunque ricordato che nel 2010 Fidel, in una dichiarazione alla rivista statunitense The Atlantic, aveva criticato Ahmadinejad per la sua negazione dell'Olocausto e aveva difeso il diritto di Israele a esistere come Stato.

Infine il presidente iraniano si è recato in Ecuador, per una visita volta "ad approfondire e a rafforzare i rapporti di amicizia e fratellanza" tra i due paesi. Ad accoglierlo il suo omologo Rafael Correa, con il quale ha passato in rassegna gli accordi bilaterali. Il governo Correa, che difende il diritto di Teheran a sviluppare l'energia nucleare per usi civili, ha recentemente lanciato un appello affinché le parti in causa evitino qualsiasi intervento o provocazione nello Stretto di Hormuz.

13/1/2012

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a cura di Nicoletta Manuzzato