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Argentina, Cristina Fernández sarà operata in gennaio Sarà il vicepresidente Amado Boudou ad assumere il potere esecutivo dal 4 al 24 gennaio, periodo in cui Cristina Fernández non potrà esercitare le sue funzioni. Il 4 infatti la presidente sarà sottoposta a intervento chirurgico per un cancro alla tiroide. Il tumore sembra circoscritto e non sono state riscontrate metastasi, ma la notizia della malattia ha fortemente scosso l'opinione pubblica. Il 10 dicembre una grande folla aveva accompagnato la cerimonia di inizio del secondo mandato presidenziale. Nel suo discorso d'investitura, Cristina Fernández aveva ricordato la svolta segnata dall'ascesa alla presidenza del marito Néstor Kirchner: "L'Argentina ha fatto un balzo fenomenale dalla sua assunzione nel maggio 2003. Oggi abbiamo un paese che è cresciuto più che nei suoi duecento anni di storia". Ma aveva anche sottolineato che il compito non è finito: "Finché ci sarà un solo povero, il nostro progetto nazionale, popolare e democratico non sarà completato". Pochi i cambiamenti nel gabinetto, che sarà guidato da Juan Manuel Abal Medina in sostituzione di Aníbal Fernández. Tra le prime iniziative del nuovo governo, il progetto di legge che dichiara di interesse pubblico la produzione, la commercializzazione e la distribuzione della carta da stampa e che impone alla compagnia Papel Prensa di garantirne la fornitura a un prezzo unico a tutti i quotidiani. Il provvedimento è stato approvato grazie ai risultati delle recenti elezioni, che hanno dato al Frente para la Victoria la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Un colpo non indifferente al monopolio fin qui esercitato da Papel Prensa, i cui principali azionisti (accanto a una partecipazione dello Stato) sono i giornali di destra Clarín e La Nación. La loro acquisizione della proprietà era avvenuta con l'appoggio della giunta militare, che nel 1977 aveva costretto la vedova del proprietario, Lidia Papaleo, a firmare l'atto di cessione. NUOVE CONDANNE DI REPRESSORI. L'ex generale Reynaldo Bignone, dittatore dal luglio 1982 al dicembre 1983, ha ricevuto la terza condanna per crimini di lesa umanità. Nell'aprile 2010 gli era stata comminata una pena di 25 anni di prigione e nell'aprile 2011 l'ergastolo: a tutto questo si aggiungono ora 15 anni per l'assalto nel 1976 all'Hospital Posadas di Buenos Aires e l'arresto arbitrario di medici e infermieri (alcuni vennero assassinati, altri risultano desaparecidos), accusati di aver curato guerriglieri feriti. Si conclude così un anno importante nella lotta contro l'impunità. La sentenza più significativa è stata quella del 26 ottobre contro i principali responsabili di sequestri, torture e omicidi nella prigione clandestina dell'Escuela de Mecánica de la Armada: dodici repressori, tra cui Alfredo Astiz (l'ex ufficiale di marina soprannominato "l'angelo biondo della morte"), Jorge Tigre Acosta, Ricardo Miguel Cavallo sono stati condannati al carcere a vita; altri quattro a pene varianti dai 18 ai 25 anni. La vigilia di Natale è stato catturato nella città boliviana di Santa Cruz, ed estradato in Argentina, l'ex colonnello carapintada Luis Enrique Baraldini, ricercato per gravi violazioni dei diritti umani. Baraldini era protetto dagli ambienti dell'estrema destra boliviana, con cui aveva cospirato nel 2009 per uccidere il presidente Morales. Il 24 novembre è morto l'ex generale Antonio Domingo Bussi: durante la dittatura aveva operato nella provincia di Tucumán, facendosi conoscere per la sua ferocia. Con il ritorno della democrazia era riuscito a riciclarsi: aveva fondato un suo partito, Fuerza Republicana, giungendo a occupare un seggio al Congresso nazionale e a diventare governatore di Tucumán. Ma alla fine la giustizia era arrivata anche per lui: nel 2007 era stato arrestato e l'anno seguente condannato all'ergastolo per il sequestro e la scomparsa del senatore peronista Guillermo Vargas Aignasse. Una vittima tra le oltre mille che gli vengono attribuite. 29/12/2011 |
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l'informazione dall'America Latina e dai Caraibi a cura di Nicoletta Manuzzato |