Latinoamerica-online.it

La giustizia italiana contro i torturatori del Plan Cˇndor

╚ iniziato il 14 luglio, presso la III Sezione della Corte d'Assise di Roma, il secondo processo contro Jorge Troccoli, l'italo-uruguayano membro dei servizi segreti della marina militare di Montevideo, giÓ condannato all'ergastolo un anno fa per la scomparsa, nell'ambito del cosiddetto Plan Cˇndor, di una ventina di oppositori alla dittatura. Questa volta Troccoli, che per sfuggire alla giustizia del suo paese si era rifugiato in Italia, Ŕ accusato dell'omicidio dell'uruguayana Elena Quinteros, dell'italiana Raffaella Filippazzi e del marito JosÚ AgustÝn Potenza, cittadino argentino. Sequestrati a Montevideo nel 1977 e portati in Paraguay, Filippazzi e Potenza vennero assassinati: i loro resti furono identificati nel 2016. Rimane desaparecida Elena Quinteros, militante del sindacato dei lavoratori dell'istruzione. Arrestata nel 1976, di lei si sa solo - dai racconti di altri prigionieri - che venne selvaggiamente torturata in un centro di detenzione clandestino dell'esercito uruguayano.

╚ ancora in fase istruttoria invece il procedimento contro l'italo-argentino Carlos Luis Malatto, che nel 2011 era scappato anche lui nel nostro paese per evitare l'arresto e ultimamente si era stabilito, da tranquillo pensionato, in un lussuoso resort siciliano. Contro Malatto, che durante il regime militare era ufficiale del Regimiento de InfanterÝa de Monta˝a 22 di base a San Juan, erano stati spiccati dai magistrati argentini tre mandati di cattura: era accusato della morte di otto persone, assassinate o fatte scomparire sempre nell'ambito del Plan Cˇndor, ed era tra i pi¨ segnalati dai sopravvissuti "per la partecipazione agli interrogatori sotto tortura". Il primo giugno il segretario per i Diritti Umani del governo di Buenos Aires, Horacio Pietragalla Corti, ha depositato presso il Tribunale di Roma una denuncia chiedendo di indagare su altri trenta casi di persone uccise o scomparse a San Juan tra il 1976 e il 1977: da qui l'iscrizione di Malatto nel registro degli indagati. Per anni l'ex ufficiale ha viaggiato liberamente in Italia, spostandosi su tutto il territorio nazionale e con l'aiuto del suo legale Augusto Sinagra, ex avvocato di Licio Gelli e candidato alle politiche del 2018 nelle liste di CasaPound, Ŕ riuscito a sfuggire alle richieste di estradizione in Argentina. Ora potrebbe essere finalmente arrivata la resa dei conti.

Anche per un altro complice dei repressori si avvicina forse la giusta punizione. Sono state rese note le motivazioni con le quali il 30 giugno la Cassazione ha accolto il ricorso del governo di Buenos Aires contro il no della Corte d'Appello di Bologna all'estradizione dell'ex cappellano militare Franco Reverberi, rifugiatosi nel 2011 a Sorbolo (Parma), suo paese d'origine, dove ha continuato a dir messa e a confessare i fedeli. Sono molti i testimoni che lo accusano di aver presenziato alle torture dei prigionieri politici nei centri clandestini di detenzione, con la Bibbia in mano e la pistola nella fondina, portando agli aguzzini il suo sostegno morale. E gli viene attribuito anche il concorso nella morte del giovane operaio JosÚ Guillermo Berˇn, sequestrato e desaparecido. I crimini contro l'umanitÓ non si prescrivono: lo prevede il diritto internazionale che prevale anche sulle Costituzione nazionale. Sulla base di questo principio la Cassazione ha rinviato la questione alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio, che potrÓ concludersi con la concessione dell'estradizione o la decisione di giudicarlo in Italia, vista l'etÓ avanzata e le precarie condizioni di salute del sacerdote. (27/7/2022)

 

Latinoamerica-online.it

a cura di Nicoletta Manuzzato