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Muore impunito il terrorista Posada Carriles

"Il maggior terrorista dell’emisfero occidentale" è morto a 90 anni "senza aver pagato i suoi debiti con la giustizia e senza aver risarcito una sola delle sue vittime. Gli Stati Uniti lo hanno protetto fino all’ultimo dei suoi giorni". Così scrive il Granma commentando il decesso, il 23 maggio, dell'anticastrista cubano Luis Posada Carriles. L'ex agente della Cia viveva da tempo in una casa di riposo per veterani di guerra nei pressi di Miami.

Già nel 1961 Posada aveva partecipato ai preparativi della fallita invasione alla Baia dei Porci. In seguito aveva tentato innumerevoli volte di attentare alla vita di Fidel Castro. Ma non si era limitato a cospirare per abbattere la Rivoluzione Cubana: aveva collaborato con le dittature dell'America del Sud, dal Cile di Pinochet all'Argentina di Videla; aveva appoggiato le operazioni militari della Contra antisandinista; aveva stretto legami con i maggiori esponenti della destra mondiale, compreso l'estremista italiano Stefano Delle Chiaie.

Nel 1976 il fatto più grave: una bomba collocata a bordo di un aereo di linea della Cubana de Aviación esplose provocando la morte di 73 persone. Complici di Posada in questa strage erano stati il cubano Orlando Bosch e i due esecutori materiali, i venezuelani Hernán Ricardo e Freddy Lugo. Arrestato a Caracas, il terrorista riuscì a fuggire nel 1985 con l'appoggio della Fundación Nacional Cubano Americana, l'organizzazione degli esiliati anticastristi. Nel 1997 nuovi ordigni, questa volta contro alberghi dell'Avana, uccisero il giovane italiano Fabio Di Celmo: lo stesso Posada, intervistato dai media statunitensi, si assunse la responsabilità di queste azioni.

Imprigionato a Panama dopo l'ennesimo tentativo di assassinare Fidel Castro durante un vertice latinoamericano, nel 2004 Posada ottenne l'indulto dalla presidente panamense Mireya Moscoso (lautamente ricompensata, per questo "atto di clemenza", dal clan di Miami). L'anno successivo entrò illegalmente negli Stati Uniti. La giustizia nordamericana, pur rinviandolo a giudizio per reati migratori, respinse sempre le richieste di estradizione avanzate dal governo cubano e dal Venezuela Bolivariano. Un tribunale del Texas lo assolse definitivamente nel 2011, permettendogli di trascorrere i suoi ultimi anni da tranquillo pensionato in Florida. (24/5/2018)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato