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Colpo mortale all'integrazione sudamericana?

Un colpo forse mortale all'integrazione sudamericana. Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Per˙ e Paraguay hanno annunciato con una lettera la sospensione della loro partecipazione all'Unasur, l'Uniˇn de Naciones Suramericanas. Il messaggio, indirizzato al ministro degli Esteri di La Paz Fernando Huanacuni (la Bolivia ha assunto il 12 aprile la presidenza pro tempore), giustifica la decisione con "l'urgente necessitÓ di risolvere la mancanza di dirigenza dell'organismo". Al termine del mandato del colombiano Ernesto Samper nel 2017, infatti, non era stato possibile raggiungere un'intesa sul nome del nuovo segretario generale. I sei paesi firmanti contestano inoltre "gli obiettivi dell'Unasur, la sua struttura e i metodi di lavoro".

Non Ŕ difficile capire gli obiettivi di questa decisione presa da sei governi di destra. Innanzitutto uno "schiaffo" alla Bolivia, uno dei pochi paesi progressisti della regione. E un ulteriore passo verso l'isolamento del Venezuela, che vive un momento politico estremamente difficile. Insomma un regalo agli Stati Uniti, che nell'integrazione sudamericana trovano un ostacolo alle loro mire. Non va dimenticato il ruolo importante giocato dall'Unasur nel frenare le manovre golpiste in Bolivia nel 2008 (tentativo secessionista) e in Ecuador nel 2010 (ammutinamento di alcuni reparti di polizia). Sempre nel 2010 grazie alla mediazione del primo segretario generale, l'argentino NÚstor Kirchner, era stato risolto il conflitto diplomatico - fomentato dagli Usa - tra Colombia e Venezuela. Senza contare che con l'Unasur viene indebolito il Consejo de Defensa, che era stato creato per "consolidare una zona di pace" e promuovere la cooperazione tra gli Stati membri in materia di difesa.

L'Unasur era nata nel 2008, come erede della Comunidad Suramericana de Naciones, con l'obiettivo di "costruire un'identitÓ e una cittadinanza sudamericane". Tra i suoi principali promotori l'ex presidente brasiliano Lula. E non Ŕ un caso che questa crisi avvenga proprio ora, con un golpista al potere a Brasilia e l'imprigionamento di Lula in base a un'accusa infondata. Al suo posto guadagna terreno il Grupo de Lima, l'iniziativa dei governi neoliberisti che vogliono riportare il continente indietro di decenni. (21/4/2018)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato