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Negli Usa sterilizzazione forzata a migranti latinoamericane

E' stata Dawn Wooten, un'infermiera che ha lavorato presso l'Irwin County Detention Center (un centro di detenzione per migranti in Georgia), a sollevare il caso: numerose donne latinoamericane rinchiuse nella struttura avrebbero subito interventi di isterectomia senza il loro consenso e senza alcuna giustificazione clinica. Il Centro è amministrato dall'impresa privata LaSalle Corrections, contrattata dall'istituzione governativa statunitense Immigration and Customs Enforcement. L'accusa di Wooten è corroborata dalla testimonianza di alcune migranti, una delle quali ha paragonato il Centro a "un campo di concentramento in cui si fanno esperimenti sulle persone" (uno dei medici implicati viene indicato con il significativo soprannome di "collezionista di uteri"). La denuncia, appoggiata da diverse organizzazioni in difesa dei diritti umani, parla anche di condizioni igieniche pessime in un periodo di massima diffusione del contagio da Covid-19.

Immediata la reazione del governo messicano: un comunicato del Ministero degli Esteri afferma che è stata "sollecitata informazione dettagliata alle autorità al fine di chiarire gli eventuali danni a cittadine messicane", annunciando il ricorso a "strumenti diplomatici e giuridici" per chiarire quanto accaduto. Anche negli Stati Uniti la notizia non ha lasciato indifferenti: 173 congressisti hanno chiesto l'immediata apertura di un'indagine in merito e la presidente della Camera, la democratica Nancy Pelosi, ha dichiarato che "se sono vere le spaventose condizioni descritte nella denuncia, comprese le accuse di isterectomie di massa a donne migranti vulnerabili, si tratta di una violazione spaventosa dei diritti umani".

Gli Usa non sono nuovi a simili aberrazioni, che si ritrovano fin dai primi anni della loro storia. il dottor James Marion Sims (1813-1883) conduceva dolorose sperimentazioni, senza anestesia, sulle schiave; per questi suoi studi viene considerato "il padre della moderna ginecologia" e numerose sono le statue erette in suo onore (qualcuna negli anni scorsi è stata fortunatamente rimossa). Come afferma la scrittrice Allison Hope, "Gli Stati Uniti hanno una storia lunga e documentata dell'uso di corpi umani, specialmente i corpi di donne nere, mulatte e indigene, per esperimenti scientifici".

Quanto alla pratica della sterilizzazione forzata, risale a oltre un secolo fa. La prima legge sulla sterilizzazione eugenetica venne approvata nell'Indiana nel 1907; dopo quella data altri 31 Stati seguirono le stesse orme, con la California che si distinse per la solerzia nell'applicazione. Tali norme, dalle quali Adolf Hitler trasse ispirazione per l'eugenetica nazista, legittimavano la sterilizzazione delle persone (di entrambi i sessi) considerate non idonee alla riproduzione: minorati psichici, epilettici, alcoolizzati, autori di determinati reati e indigenti. All'elenco si aggiunsero, con un'ottica razzista, afroamericani, nativi americani e ispanici: quella parte della popolazione che i suprematisti bianchi consideravano "indesiderabile".

Negli Stati del Sud le operazioni erano così frequenti che venivano popolarmente definite Mississippi appendectomies: ne fu vittima tra l'altro l'attivista per i diritti civili Fannie Lou Hamer. Secondo uno studio realizzato nel 1968 dal demografo José Vásquez Calzada, oltre il 35% delle donne portoricane tra i 20 e i 49 anni era stato sterilizzato. Negli anni Sessanta e Settanta migliaia di native americane subirono analoga sorte ad opera dei sanitari dell'Indian Health Service, come ha documentato la ricercatrice Jane Lawrence. E tra il 2006 e il 2010, in due carceri californiane, avvenne lo stesso ai danni di 148 detenute: lo ha rivelato il Center for Investigative Reporting, organizzazione non profit che da decenni svolge lavoro giornalistico indipendente. Quanto successo in Georgia dunque non è soltanto in linea con la politica dell'amministrazione Trump verso i migranti (ricordiamo i bambini strappati ai genitori e chiusi in gabbie), ma è la continuazione di pratiche eugenetiche di antica data che trovano ancora terreno fertile negli Usa. (22/9/2020)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato