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 El Salvador, el capitalismo de la era digital    Israele e America Latina: le relazioni pericolose (Parte 1)

Colombia, il programma di ultradestra di De la Espriella

(9/8/2026) Rompendo con la tradizione, Abelardo de la Espriella ha scelto come sede del suo insediamento non la capitale Bogotá, ma la città di Cali. E il 7 agosto, dopo aver giurato e aver ricevuto la fascia presidenziale dal presidente del Congresso, si è recato a pronunciare il discorso inaugurale nella base del Batallón Pichincha: dunque davanti a militari e non davanti ad autorità civili. Alla cerimonia di investitura non erano presenti i parlamentari del Pacto Histórico, il partito di Gustavo Petro, che considerano illegittima la sua vittoria. Hanno presenziato invece i capi di Stato di Argentina, Chile, Ecuador, Honduras, Panama, Paraguay, Repubblica Dominicana, il re di Spagna Felipe VI, il titolare della Fifa, Gianni Infantino e gli ex presidenti colombiani, a eccezione di Ernesto Samper e di Juan Manuel Santos, che non figuravano tra gli invitati. segue


Argentina, contro le proteste il governo sceglie la repressione

(8/8/2026) Una feroce repressione è stata la risposta del governo Milei alle migliaia di manifestanti scesi in piazza il 6 agosto contro il progetto di legge di Inviolabilidad de la Propiedad Privada in discussione al Congresso. Per tre ore le forze di sicurezza hanno attaccato con proiettili di gomma, idranti e gas lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo i dimostranti pacifici, che inalberavano bandiere nazionali e cartelli con la scritta La patria no se vende. Centinaia le persone ferite, tra cui una fotografa ricoverata per una frattura al cranio; 28 le persone arrestate. Il dibattito al Senato si è concluso con una parziale disfatta per l'esecutivo, che per far approvare la legge ha dovuto rinunciare agli articoli più controversi, come quello che cancellava ogni limite all'acquisizione di terre argentine da parte di cittadini stranieri. È passata invece la norma che concede ai proprietari di immobili di sfrattare gli inquilini in ritardo anche di pochi giorni nel pagamento dell'affitto, quando tante famiglie sono costrette a indebitarsi solo per comprare il cibo. segue


Venezuela, l'avvio del dialogo tra il governo e una parte dell'opposizione

(3/8/2026) Una telefonata tra il presidente dell'Asamblea Nacional Jorge Rodríguez, in qualità di coordinatore della delegazione governativa, e l'ex parlamentare Dinorah Figuera ha dato avvio al processo di dialogo tra il chavismo e un settore dell'opposizione. Nella conversazione telefonica è stata definita la composizione delle due delegazioni. In un comunicato del primo agosto Rodríguez ha affermato che la prima sessione di colloqui avrà come obiettivi "1) L'assistenza alle vittime del doppio terremoto. 2) Il rafforzamento della democrazia. 3) Diritti e garanzie politiche". Dal carcere di New York, dove è rinchiuso, Nicolás Maduro ha celebrato "ogni percorso di dialogo che aiuti a consolidare la pace, la convivenza e l'incontro tra venezuelani". segue


Perù, le forze armate assumeranno il controllo della sicurezza

(1/8/2026) Keiko Fujimori ha prestato giuramento il 28 luglio, insediandosi nella più alta carica dello Stato. L'inizio del suo primo discorso come presidenta è stato però ritardato dalla protesta di una quarantina di deputati e senatori dell'opposizione, che hanno innalzato fotografie con i volti delle vittime dei crimini di Stato e hanno poi abbandonato il Congresso, raggiungendo Plaza San Martín. Qui si erano radunati i familiari delle persone assassinate dalla dittatura fujimorista e dagli ultimi governi, controllati dalla coalizione di estrema destra che deteneva la maggioranza parlamentare. Quanti si sono macchiati di crimini di lesa umanità durante il regime del padre Alberto hanno beneficiato di prescrizioni e amnistie e i magistrati che, in nome della Costituzione e degli obblighi internazionali dello Stato, si sono rifiutati di applicare tali leggi sono oggetto di procedimenti disciplinari. segue


Cuba tra riforme economiche e sanzioni Usa

(30/7/2026) Il 26 luglio Cuba ha celebrato il Día de la Rebeldía Nacional, l'anniversario (il 73°) dell'assalto al Cuartel Moncada, la prima azione dei guerriglieri contro la dittatura di Batista. Quell'atto segnò l'inizio della Rivoluzione che porterà, pochi anni più tardi, a cambiare radicalmente la vita dell'isola e diventerà punto di riferimento per i movimenti di liberazione latinoamericani e africani. Parlando a Pinar del Río, il presidente Díaz-Canel ha denunciato il bloqueo imposto da Washington, "un'arma di guerra" con cui gli Stati Uniti sperano di provocare "una rivolta sociale con l'unico proposito di imporre governi vicini agli interessi imperiali". La nostrra risposta "è l'inventiva, la creatività e, pur se può molestarli, anche l'allegria - ha aggiunto - La risposta ai tentativi mai abbandonati di isolarci e dividerci è l'unità. L'audacia che ci ha lasciato in eredità il Moncada ci obbliga a non aver paura dei cambiamenti, ma in nome dell'ideale supremo di quanti caddero allora e di quanti hanno dato tutto nel corso di questi anni, le trasformazioni economiche devono essere guidate da un principio fondamentale: il maggior grado di giustizia sociale". segue


Ecuador, i candidati correisti esclusi dal voto locale

(19/7/2026) Come già avvenuto con Revolución Ciudadana, proscritta per nove mesi con motivi pretestuosi, anche il Movimiento Amigo, con cui il correismo pensava di partecipare alle prossime elezioni locali, è stato sospeso dallo stesso Tribunal Contencioso Electoral per sospetto riciclaggio. Una decisione mossa evidentemente dal desiderio di escludere dalle urne gli avversari più temibili: guarda caso colpisce l'intera organizzazione politica e non i presunti responsabili ed è stata presa a meno di 24 ore dalla scadenza del termine per l'iscrizione alle consultazioni, rendendo così praticamente impossibile ai candidati della sinistra correre ai ripari. Senza contare che a fine marzo il Consejo Nacional Electoral aveva deciso di anticipare al 29 novembre il voto, inizialmente previsto per il 14 febbraio, giustificando lo spostamento con le previsioni di forti piogge, a causa del Niño, nei primi mesi del 2027. segue


Guerra commerciale Usa-Brasile?

(20/7/2026) L’impero in decadenza ritorna a pratiche coloniali tradizionali: le cannoniere laddove ritiene che questo sia possibile o forse conveniente (magari errando nelle previsioni come in Iran), misure tecnico-economiche destabilizzanti come dazi o sanzioni, che attraverso pochi prodotti ben selezionati possono bloccare intere filiere, strategie variegate di alleanze con segmenti politico-sociali specifici nazionali o esteri. In questa desolata mappa dell’Occidente, quale il destino del Brasile? In primo luogo il paese si colloca nell’ambito dello spazio regionale latinoamericano, oggetto diretto del colonialismo del XXI secolo affidato, nella seconda amministrazione Trump, a Marco Rubio, figura dalla biografia nebbiosa e di modesta levatura (v. Hedelberto Lòpez Blanch, Marco Rubio. Un mitomane incontrollabile, Milano, Edizioni Punto Rosso, 2026). Il progetto statunitense di trasformare Latinoamerica in protettorato è esplicitamente e ripetutamente dichiarato e in parte già in corso, ma trova nel Brasile un certo ostacolo. Questo infatti è un paese troppo grande da controllare fisicamente, ha un livello non banale di avanzamento scientifico-tecnologico, una economia che si colloca fra le prime del pianeta, settori sociali antimperialisti radicati, non pochi dirigenti politici competenti ed infine è inserito in sodalizi internazionali di peso. Ma proprio per queste sue caratteristiche di disturbo per l’obiettivo coloniale è incalzato e provocato in continuazione. Cerco di riassumere qualche informazione sulla situazione recente che si inserisce nel confronto in vista delle elezioni politiche generali di ottobre 2026. Elezioni che qui come altrove sono di contrapposizione fra progetti incompatibili, piuttosto che di alternanza fra indirizzi, magari diversi, ma inquadrabili nella cornice delle rispettive Costituzioni. (Teresa Isenburg) segue

Altri approfondimenti sul Brasile a questo link


Il Nicaragua rompe le relazioni diplomatiche con l'Italia

(20/7/2026) Managua ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con Roma in seguito a un intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani al Forum promosso dal Ppe a Madrid. Tajani aveva accusato il Nicaragua di offrire protezione "a pericolosi terroristi delle Brigate Rosse". Il riferimento era ad Alessio Casimirri, l'ex brigatista condannato per il suo coinvolgimento nel sequestro di Aldo Moro e che negli anni Ottanta si è rifugiato nel paese centroamericano prendendone la cittadinanza. La richiesta italiana di estradizione di Casimirri ha sempre ricevuto risposta negativa da parte del governo di Daniel Ortega e Rosario Murillo. Quest'ultima è diventata copresidenta grazie a una parziale modifica costituzionale approvata dall'Asamblea Nacional nel gennaio 2025. La riforma ha anche stabilito che il coordinamento di tutti gli altri poteri dello Stato venga esercitato dall'esecutivo e ha ampliato il periodo presidenziale da cinque a sei anni. Le prossime consultazioni dovrebbero svolgersi dunque nel 2027, ma il 19 luglio, nel corso della celebrazione del 47° anniversario della Rivoluzione Sandinista, Ortega ha affermato che in Nicaragua "non ci saranno più elezioni" che possano permettere agli oppositori di impadronirsi del potere. "È finita la storia che i partiti posti dagli yankee, posti dai somozisti, tornino al governo", ha aggiunto, spiegando che verranno formulate "leggi che erigano un muro, un blocco ai golpisti, ai vendepatria". segue


Brasile e Messico di fronte all'arroganza Usa

(15/7/2026) In una lettera inviata al Congresso brasiliano il ministro degli Esteri, Mauro Vieira, ha espresso i timori del governo per la decisione di Washington di dichiarare organizzazioni terroristiche straniere, alla stregua di Al-Qaida o dell'Isis, le bande criminali Primeiro Comando da Capital e Comando Vermelho. "Questa classificazione unilaterale potrebbe essere invocata come giustificazione per azioni extraterritoriali su istituzioni brasiliane", scrive Vieira, aggiungendo: "Esiste il rischio dell'uso della forza militare statunitense contro il territorio nazionale". segue


Si è spenta Taty Almeida, presidente delle Madres de Plaza de Mayo

(15/6/2026) Se ne è andata senza poter accarezzare le ossa di suo figlio Alejandro, come avrebbe tanto desiderato. Lydia Estela Uranga de Almeida, da tutti nota come Taty, si è spenta il 14 giugno a Buenos Aires, all'età di 95 anni. La presidente delle Madres de Plaza de Mayo - Línea Fundadora era nata in una famiglia di militari e la sua vita si era svolta senza scosse fino al 17 giugno del 1975 quando Alejandro, studente di medicina e militante del Partido Revolucionario de los Trabajadores, venne sequestrato dalla Triple A, l'Alianza Anticomunista Argentina. Da allora Taty non aveva smesso un giorno di cercarlo, bussando a tutte le porte, ma inutilmente. Inizialmente aveva creduto a quanto le avevano raccontato i parenti militari: che i responsabili erano da rintracciare tra i peronisti, tanto che il golpe del 1976 per un breve momento le aveva infuso speranza. In seguito si era resa conto dell'errore e aveva deciso di avvicinarsi alle Madres, anche se con qualche esitazione: temeva che per la sua estrazione familiare la considerassero una spia. segue


La Bolivia in rivolta chiede le dimissioni di Rodrigo Paz

(22/6/2026) Una vera e propria rivolta contro il governo di Rodrigo Paz è scoppiata agli inizi di maggio in Bolivia. Ad accendere la scintilla l'effetto sui prezzi al consumo dell'aumento dei carburanti, che per vent'anni avevano goduto di sussidi statali (da un giorno all'altro si è registrato un rialzo dell'87% della benzina e del 163% del diesel). A questo si è aggiunta la soppressione delle imposte alle grandi fortune, compresa ovviamente la famiglia presidenziale, e la legalizzazione dell'appropriazione delle terre comunali da parte dell'agroindustria. Per non parlare del memorandum d'intesa sui minerali critici firmato a fine aprile con gli Stati Uniti: in pratica una svendita delle ricchezze del paese, in particolare il litio. segue


America Latina, si prepara un nuovo Plan Cóndor?

(29/5/2026) Si prepara un nuovo Plan Cóndor con la scusa della lotta al crimine? Il 28 maggio, in una riunione nella capitale cilena, i rappresentanti di Argentina, Bolivia, Cile, Ecuador e Perù (tutti paesi governati dalla destra o dall'estrema destra) hanno concordato un coordinamento in materia di sicurezza, intelligence e controllo di frontiere, sottoscrivendo il Compromiso regional de Santiago contra la delincuencia organizada transnacional. Già in aprile il presidente cileno José Antonio Kast aveva scelto Buenos Aires come meta del primo viaggio ufficiale dopo il suo insediamento. Nel corso di quella che lo stesso Kast ha definito "una riunione molto produttiva" con il suo omologo argentino Javier Milei, i due capi di Stato si sono impegnati ad approfondire un'agenda bilaterale in tema di integrazione economica, ma soprattutto contrasto alla delinquenza organizzata e all'immigrazione irregolare. segue


La nuova politica Usa in America Latina

(28/5/2026) Come scrivono vari commentatori, la politica statunitense verso l'America Latina ha virato dalla Dottrina Monroe alla Dottrina Donroe, come il New York Post ha definito la politica dell'attuale presidente Donald Trump. Se infatti prima di lui l'intromissione Usa nel resto del continente era mascherata e i colpi di Stato, pur favoriti e guidati da Washington, erano affidati alle forze armate locali o ultimamente alla magistratura e a parlamentari asserviti, ora gli Stati Uniti intervengono direttamente, come è avvenuto il 3 gennaio in Venezuela. Del resto in questi anni gli Usa stanno ampliando la loro presenza militare in America Latina e nei Caraibi: secondo dati risalenti al 2023 si contano 76 basi, più o meno grandi, sotto il controllo operativo del Southern Command. A queste andrebbero aggiunte altre installazioni non confermate ufficialmente, a formare una fitta rete che copre l'intera regione. segue

Sulla risposta del Messico agli Usa v. anche: Sheinbaum: no a la injerencia; legítimo, dudar de EU


Honduras, venti contadini massacrati nel Bajo Aguán

(25/5/2026) È stato uno dei peggiori massacri in un paese purtroppo abituato alla violenza. Venti contadini della regione del Bajo Aguán sono stati assassinati il 21 maggio mentre stavano per iniziare il lavoro in una piantagione di palma africana. Tra le vittime due ragazzi di 14 e 16 anni e tre sorelle sulla trentina. La comunità aveva già denunciato, qualche giorno prima, l'irruzione di agenti di polizia che avevano attaccato abitazioni e botteghe, bruciando mobili ed elettrodomestici. Anche nel caso di quest'ultima strage, secondo alcuni testimoni gli attaccanti vestivano uniformi della polizia. segue


Messico, la polemica sulle desapariciones

(4/4/2026) "Tendenzioso e privo di rigore giuridico". Così le autorità messicane hanno definito il rapporto del Comitato delle Nazioni Unite contro la Sparizione Forzata che, afferma il governo di Città del Messico, non ha preso in considerazione "le osservazioni, le analisi e gli aggiornamenti presentati, in base ai quali si dimostra che le argomentazioni non coincidono né con la definizione di sparizione forzata dello stesso Comitato, né con i progresso istituzionali raggiunti dal 2019 e in particolare dal 2025". La reazione si spiega con la decisione del Comitato di sollecitare il segretario generale dell'Onu, Guterres, affinché porti con urgenza il problema davanti all'Assemblea Generale, dal momento che "indizi ben fondati" dimostrerebbero che desapariciones forzadas come crimini di lesa umanità si sono commesse e continuano a commettersi nel paese. segue

Sul Messico v. anche: Drogas por armas: Estados Unidos y el narco de México


El Salvador, in quattro anni oltre 500 morti nelle carceri

(29/3/2026) Dall'instaurazione nell'aprile 2022 del régimen de excepción, secondo i dati del Socorro Jurídico Humanitario sono 504 le persone che hanno perso la vita mentre erano rinchiuse in centri di detenzione. Il 90% dei decessi riguarderebbe detenuti che non erano legati alle maras. E - sostiene il Sjh - le vittime potrebbero essere molte di più, addirittura duemila. Da quei centri vengono continue denunce di sovraffollamento, torture, mancanza di assistenza medica, mentre una commissione di esperti delle Nazioni Unite accusa El Salvador di possibili crimini di lesa umanità. Contro la sospensione delle garanzie costituzionali, usata non solo per combattere le bande criminali, ma per silenziare sindacalisti, ambientalisti, difensori dei diritti umani e chiunque si opponga al presidente Bukele, il 25 gennaio si era svolta nella capitale una massiccia manifestazione. Sonia Urrutia, della direzione del Bloque de Resistencia y Rebeldía Popular, aveva riassunto così le richieste dei dimostranti: "Esigiamo che cessi il regime d'eccezione". Nonostante questo, l'Asamblea Legislativa ha continuato ad approvarne ogni mese la proroga (l'ultima in ordine di tempo il 26 marzo). segue


Le possibilità di Cuba nel confronto con gli Stati Uniti

(2/4/2026) Una profonda analisi geopolitica su uno dei temi più stimolanti di oggi: le reali possibilità di Cuba di fronte alla minaccia della superpotenza statunitense. Il giornalista Breno Altman intervista Joana Salém, storica ed economista, riferimento negli studi latinoamericani, analizzando le armi della resistenza culturale, la forza della diplomazia cubana, gli impatti dell'embargo economico e le lacune geopolitiche che riconfigurano questo scontro storico. Abbiamo cercato di andare oltre le narrazioni convenzionali per capire come l'isola caraibica continui a scrivere la sua storia con sovranità, anche in mezzo alle forti pressioni unilaterali degli Stati Uniti. Una conversazione imperdibile per chi vuole capire le dinamiche di potere nel continente e il futuro della sinistra latinoamericana. segue


Haiti, dramma senza fine

(2/4/2026) Sempre drammatiche le notizie che giungono da Haiti. Almeno settanta morti e trenta feriti: questo il bilancio, fornito dal Collettivo di Difesa dei Diritti Umani, dell'attacco di una banda criminale avvenuto la settimana scorsa nella regione agricola di Artibonite. Quasi seimila persone hanno dovuto abbandonare le loro case per sfuggire alla violenza, aggiungendosi ai tantissimi sfollati in tutto il paese a causa del conflitto (si calcola siano quasi un milione e mezzo). La capitale continua ad essere controllata in gran parte dai gruppi armati. A Port-au-Prince, denuncia un rapporto di Médecins Sans Frontières basato su dati medici e testimonianze delle vittime, "le aggressioni sessuali hanno sperimentato una recrudescenza allarmante dal 2021. Vengono ora utilizzate in maniera sistematica come mezzo per seminare il terrore nella popolazione". Una situazione che vede la polizia locale praticamente impotente. In ottobre il Consiglio di Sicurezza dell'Onu aveva deciso la trasformazione della Missione Multinazionale diretta dal Kenia in una nuova Gang Suppression Force, che potrà contare su oltre cinquemila membri e, a differenza della missione precedente, avrà la facoltà di procedere all'arresto dei sospetti pandilleros. Un primo contingente di agenti provenienti dal Ciad è già giunto ad Haiti. segue

Su Haiti v. anche: Alexandre Sabès Pétion, la república negra y el horizonte de la emancipación


Scudo delle Americhe: l'ultima trovata di Trump

(8/3/2026) Shield of the Americas, Scudo delle Americhe: questa l'iniziativa lanciata da Trump che ha riunito il 7 marzo, nel suo club di golf di Doral (Florida), i capi di Stato e di governo dell'America Latina e dei Caraibi a lui affini per "sradicare i cartelli criminali" che operano nell'emisfero. In realtà un'alleanza con tutti quei leader disposti ad aprire i confini dei propri paesi alle truppe statunitensi con il pretesto di colpire il narcotraffico. "L'unico modo per sconfiggere questi nemici è quello di scatenare il potere dei nostri eserciti: Dobbiamo usare il nostro esercito, voi dovete usare il vostro", ha affermato il magnate. Il terreno di scontro di questa coalizione militare, accolta con applausi dai presenti, sarà naturalmente il territorio latinoamericano. Come ha sintetizzato Natalia Molano, portavoce in lingua spagnola del Dipartimento di Stato, "questa amministrazione ha ristabilito la preminenza degli Stati Uniti nella regione". segue


Brasile, condannati i mandanti dell'omicidio di Marielle Franco

(26/2/2026) 76 anni e tre mesi di reclusione: questa la sentenza, letta dal presidente dalla prima sezione del Supremo Tribunal Federal Flávio Dino, a carico dell'ex deputato federale João Francisco e del fratello Domingos Inácio Brazão. I due sono stati riconosciuti colpevoli di aver ordinato l'uccisione della consigliera comunale di Rio e attivista per i diritti umani Marielle Franco e del suo autista, Anderson Gomes. A commettere materialmente l'omicidio erano state le milícias, i gruppi paramilitari che spadroneggiano a Rio e che sono composti in gran parte da ex guardie municipali ed ex poliziotti come il reo confesso Ronnie Lessa, condannato nell'ottobre 2024. segue


Costa Rica, Laura Fernández è la nuova presidente

(2/2/2026) Promette mano dura contro la delinquenza organizzata, seguendo le orme di Bukele in Salvador, e la riforma del potere giudiziario, in linea con altri governi di destra del mondo. È la nuova presidente del Costa Rica, la politologa Laura Fernández Delgado (Partido Pueblo Soberano), uscita vincitrice dalle presidenziali del primo febbraio sconfiggendo il socialdemocratico Alvaro Ramos, del Partido de Liberación Nacional. "Dobbiamo edificare la Terza Repubblica - ha detto nel suo primo discorso dopo la vittoria - Il mandato che mi conferisce il popolo sovrano è chiaro, il cambiamento sarà profondo e irreversibile", senza fornire ulteriori dettagli sulle modifiche che intende proporre. segue


Panama, i movimenti popolari resistono all'aggressione Usa

(29/12/2025) Breve ritratto della congiuntura attuale e dichiarazioni del rappresentante della principale organizzazione dei lavoratori nel paese, il Sindacato Unico dei Lavoratori delle Costruzioni e Simili. Raquel Sets: La Repubblica di Panama è diventata un laboratorio politico e militare nel cuore dell'America Latina. Sotto il governo dell'attuale presidente José Raul Mulino due tendenze che attraversano la regione si combinano: la crescente militarizzazione, specialmente nella regione dei Grandi Caraibi, e la radicalizzazione delle politiche conservatrici. Sono state riattivate le basi militari e la presenza di truppe straniere. Gli accordi con gli Stati Uniti mettono in pericolo la sovranità nazionale e preoccupano i movimenti popolari. segue


Cile, un pinochetista alla presidenza

(15/12/2025) Giovedì 11 settembre il Cile si era ritrovato unito nel ricordare Salvador Allende, il presidente abbattuto dal golpe del 1973. E la domenica precedente almeno duemila persone avevano raggiunto il Cementerio General di Santiago per commemorare le vittime della dittatura di Pinochet. In ottobre il Congresso aveva approvato il progetto di legge che creava il Registro de Personas Ausentes por Desaparición Forzada, riparazione simbolica per le famiglie dei tanti prigionieri politici di cui, dopo l'arresto, non si era saputo più nulla. Eppure, poco più di un mese dopo, il primo turno delle presidenziali mostrava un paese dove la destra era dominante. Il 16 novembre infatti, se al primo posto si affermava la comunista Jeannette Jara, sostenuta dalla coalizione di sinistra, subito dietro di lei si piazzava il pinochetista José Antonio Kast, seguito dal populista di destra Franco Parisi (Partido de la Gente), dall'altro estremista di destra Johannes Kaiser e dalla conservatrice Evelyn Matthei. Il quadro era subito chiaro: nel ballottaggio del 14 dicembre tra Jara e Kast, quest'ultimo vinceva con il 58% dei suffragi grazie all'alleanza delle destre (con Parisi che aveva fatto appello al voto nullo). L'argentino Milei si precipitava a congratularsi con il neoeletto, mentre il segretario di Stato Usa Marco Rubio rendeva noto che "gli Stati Uniti sperano di collaborare con la sua amministrazione per rafforzare la sicurezza regionale e rivitalizzare la nostra relazione commerciale". segue


La scomparsa di Vera Vigevani, madre di Plaza de Mayo

(3/10/2025) Di origine ebraica, era arrivata da Milano in Argentina nel 1939 fuggendo dalle leggi razziali del fascismo (suo nonno morirà ad Auschwitz). Nel paese che l'aveva accolta l'attendeva però un'altra tragedia: nel 1976 l'unica figlia, Franca Jarach, 18 anni, verrà sequestrata dalla dittatura e figura tra i desaparecidos, vittima di uno dei tanti voli della morte. segue (foto di Tullio Quaianni)


Guyana, Irfaan Ali riconfermato presidente

(7/9/2025) Irfaan Ali, del People's Progressive Party/Civic, è stato confermato presidente della Guyana in seguito alle elezioni generali che si sono tenute il primo settembre. La riconferma di Ali è stata favorita dalla recente crescita economica del paese, che dal 2019 ha quadruplicato il bilancio statale grazie allo sfruttamento petrolifero nelle acque dell'Esequibo, zona su cui il governo di Caracas rivendica la sua sovranità. Proprio la concessione alla transnazionale ExxonMobil di questo sfruttamento nelle acque territoriali contese ha garantito all'ex colonia britannica l'appoggio degli Stati Uniti, che approfittano del contenzioso tra i due paesi in funzione antivenezuelana. segue


Da Trump via libera al Pentagono per intervenire in America Latina?

(12/8/2025) Secondo il New York Times, Donald Trump ha firmato una direttiva segreta che consente al Pentagono l'intervento militare contro otto cartelli della droga (di cui sei con base in Messico), definiti in febbraio dal suo stesso governo organizzazioni terroristiche. Una decisione che dà via libera a eventuali operazioni in territorio straniero. Secondo la legislazione statunitense, infatti, il capo dello Stato può usare le forze armate contro qualsiasi persona o istituzione accusata di terrorismo, senza chiedere l'autorizzazione del Congresso e senza essere ritenuto responsabile per l'eventuale morte di civili o per danni materiali. segue


A Santiago in difesa della democrazia

(22/7/2025) Democracia Siempre. Con questo slogan quattro presidenti latinoamericani (il cileno Boric, il brasiliano Lula, il colombiano Petro, l'uruguayano Orsi) e il capo del governo spagnolo, Pedro Sánchez, si sono riuniti il 21 luglio a Santiago de Chile per inviare un messaggio in difesa della democrazia, sotto attacco a causa dell'offensiva della destra globale. Il giorno precedente i cinque leader avevano resa pubblica una lettera in cui denunciavano che "l'erosione delle istituzioni, l'avanzata dei discorsi autoritari spinti da diversi settori politici e la crescente disaffezione civica sono sintomi di un malessere profondo in ampi settori della cittadinanza", cui si sommano "le persistenti disuguaglianze, i passi indietro nei diritti fondamentali, la diffusione della disinformazione e dei discorsi d'odio sulle piattaforme digitali e l'espansione di reti criminali che sfidano la legittimità dello Stato". segue


A Bogotá la Conferenza d'Emergenza sulla Palestina

(17/7/2025) "L'era dell'impunità è finita". È questo il messaggio lanciato dalla Conferenza Ministeriale d'Emergenza sulla Palestina, che si è tenuta a Bogotá il 15 e 16 luglio. Delegati di oltre trenta paesi hanno discusso del modo di fermare il genocidio in atto a Gaza. L'incontro era promosso dal Gruppo dell'Aia, creato a fine gennaio da nove Stati di tre continenti: Belize, Bolivia, Colombia, Cuba, Honduras, Malesia, Namibia, Senegal e Repubblica Sudafricana, con l'obiettivo di battersi per difendere i principi della giustizia internazionale e sostenere il diritto dei palestinesi all'autodeterminazione. segue


Jennifer Geerlings-Simons è la nuova presidente del Suriname

(7/7/2025) L'Assemblea Nazionale del Suriname ha eletto presidente Jennifer Geerlings-Simons dopo le elezioni legislative che si erano tenute il 25 maggio. Geerlings-Simons, che si insedierà il 16 luglio, è la prima donna ad assurgere alla più alta carica dello Stato. È stata eletta per acclamazione dopo aver stretto un'alleanza con altre cinque organizzazioni e dopo che il Partito Riformista Progressista, attualmente al potere, aveva rinunciato a proporre un suo candidato. segue

 

 

Latinoamerica-online.it - anno XXVI

a cura di Nicoletta Manuzzato

Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 259 del 13/4/04