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Latinoamerica-online.it analisi e approfondimenti sull'America Latina |
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| Dieci anni senza Berta, con Berta siamo milioni |
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Haiti, dramma senza fine
(31/3/2026)
Sempre drammatiche le notizie che giungono da Haiti. Almeno
settanta morti e trenta feriti: questo il bilancio, fornito dal
Collettivo di Difesa dei Diritti Umani, dell'ultimo attacco di
una banda criminale nella regione agricola di Artibonite. Quasi
seimila persone hanno dovuto abbandonare le loro case per
sfuggire alla violenza, aggiungendosi ai tantissimi sfollati in
tutto il paese a causa del conflitto (si calcola siano quasi un
milione e mezzo).
La capitale continua ad essere controllata in gran parte
dai gruppi armati. A Port-au-Prince, denuncia un rapporto di
Médecins Sans Frontières basato su dati medici e
testimonianze delle vittime, "le aggressioni sessuali hanno
sperimentato una recrudescenza allarmante dal 2021. Vengono ora
utilizzate in maniera sistematica come mezzo per seminare il
terrore nella popolazione". Praticamente inutili finora le
operazioni condotte dalle forze di sicurezza, appoggiate dai più
di cinquemila membri della Gang Suppression Force,
trasformazione della Missione Multinazionale di Appoggio alla
Sicurezza, come deciso in ottobre dal Consiglio di Sicurezza
dell'Onu.
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Honduras, la destra cancella l'eredità di Xiomara Castro
(26/3/2026) La destituzione il 25 marzo del procuratore generale Johel Zelaya e
la sua sostituzione con un avvocato conservatore, Pablo Emilio
Reyes, è l'ultimo atto, in ordine di tempo, della strategia attuata
dalla maggioranza di destra che domina il nuovo Congresso per mettere a
tacere quanti continuano a evidenziare i brogli e le irregolarità
delle elezioni del 30 novembre. Sempre il 25 marzo la presidente della Corte Suprema de Justicia,
Rebeca Ráquel Obando, si è dimessa prima che contro di lei
venisse avviato un processo politico. Altro bersaglio è Marlon
Ochoa, che rischia di essere estromesso dal Consejo Nacional
Electoral di cui fa parte, per aver denunciato senza mezzi
termini il golpe elettorale conclusosi con la
proclamazione a presidente del candidato più gradito al grande capitale e alla
Casa Bianca, Nasry Asfura. E questo senza verificare le tante
inconsistenze dei verbali elettorali e gli innumerevoli ricorsi e
disattendendo la decisione del precedente Congresso, presieduto da
Luis Redondo del partito Libre, che ordinava la realizzazione di un
nuovo conteggio, decisione convalidata da Xiomara Castro.
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Argentina, centinaia di migliaia in piazza a cinquant'anni dal golpe
(25/3/2026)
Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza il 24
marzo, a cinquant'anni dal colpo di Stato del 1976, per ripetere ancora una volta Nunca más.
Un'affluenza mai vista e un chiaro segnale di ripudio alla politica
del presidente Milei. "Siamo in questa piazza con i 30.000 come
bandiera, con le Madres e le Abuelas, con i
sopravvissuti dei campi di concentramento, con i figli, le figlie,
i nipoti e le nipoti, i fratelli e le sorelle, con i familiari dei
detenidos-desaparecidos e con l'insieme degli organismi
dei diritti umani, accompagnati dal popolo, per dire a Milei: la
memoria è il nostro strumento", afferma il documento letto in Plaza
de Mayo dall'abuela Estela de Carlotto. Il governo Milei
"non solo è negazionista, ma rivendica il terrorismo di Stato e il
genocidio. Per questo smantella le politiche di Memoria, Verdad
y Justicia e taglia anche i finanziamenti agli spazi di
memoria che funzionano nei luoghi dove ci furono centri
clandestini". Lo stesso comunicato è stato ripetuto nelle tante
mobilitazioni che si sono tenute in tutte le principali città
argentine.
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Sui cinquant'anni dal golpe v.:
Organismos de derechos humanos aún resisten
El laboratorio de las Abuelas
Un campo de concentración para niños |
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Ecuador, il socio privilegiato degli Usa
(18/3/2026)
Un giro di vite contro gli avversari politici e un rafforzamento dei già
stretti legami con gli Stati Uniti. Questi gli
obiettivi prioritari di Daniel Noboa. Per quanto riguarda il primo
punto, va in tal senso la cancellazione del visto
all'accademico spagnolo Fernando Casado, accusato di "incitare al
disordine e destabilizzare il paese" e, grazie a una sentenza del
Tribunal Contencioso Electoral, la proscrizione per nove mesi
del maggior partito d'opposizione, Revolución Ciudadana,
per il presunto reato di criminalità organizzata "a fini di
riciclaggio". Gli esponenti di Rc non potranno così partecipare
alle elezioni locali del prossimo febbraio, per le quali dovrebbero
iscrivere la loro candidatura entro novembre.
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Cuba tra dialogo e attacchi
(18/3/2026) In un messaggio televisivo trasmesso il 13 marzo
Díaz-Canel ha confermato l'esistenza di riunioni bilaterali tra
funzionari dell'Avana e rappresentanti del governo di Washington
per "cercare soluzioni attraverso il dialogo" alle divergenze tra i
due paesi. Questi incontri - ha spiegato il presidente cubano - si
realizzano seguendo la politica storica della Rivoluzione e "sulla
base dell'uguaglianza, della sovranità e dell'autodeterminazione".
Il giorno successivo Díaz-Canel è intervenuto sui disordini
avvenuti nella città di Morón, riconoscendo l'esistenza di un
malessere sociale per i continui apagones e la scarsità di
alimenti, ma assicurando che "non ci sarà impunità" per gli atti di
violenza commessi. Nel corso delle proteste un gruppo di
manifestanti aveva lanciato pietre contro la sede del Comitato
Municipale del Partido Comunista, trascinando poi
all'esterno alcuni mobili dell'edificio per darli alle fiamme.
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Scudo delle Americhe: l'ultima trovata di Trump
(8/3/2026)
Shield of the Americas, Scudo delle Americhe: questa
l'iniziativa lanciata da Trump che ha riunito il 7 marzo, nel suo club di golf
di Doral (Florida), i capi di Stato e di governo dell'America
Latina e dei Caraibi a
lui affini per "sradicare i cartelli criminali" che operano nell'emisfero. In realtà un'alleanza con tutti quei leader disposti ad
aprire i confini dei propri paesi alle truppe statunitensi con il
pretesto di colpire il narcotraffico. "L'unico modo per sconfiggere
questi nemici è quello di scatenare il potere dei nostri eserciti:
Dobbiamo usare il nostro esercito, voi dovete usare il vostro", ha
affermato il magnate. Il terreno di scontro di questa coalizione
militare, accolta con applausi dai presenti, sarà naturalmente il territorio
latinoamericano. Come ha sintetizzato Natalia Molano, portavoce in
lingua spagnola del Dipartimento di Stato, "questa amministrazione
ha ristabilito la preminenza degli Stati Uniti nella regione".
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Finanza e criminalità in Brasile
(25/2/2026)
Vorrei affrontare in modo molto riassuntivo il venire sempre più
alla luce del collegamento fra segmenti del sistema finanziario e
criminalità organizzata. Non che ciò sia qualche cosa di nuovo, ma
fino ad ora in Brasile era poco visibile. Negli ultimi tempi invece
una serie di indagini delle polizia federale e la crisi di
alcune banche di media dimensione fanno luce e rendono di pubblico
dominio tale nesso. Così anche il Brasile entra nel gruppo di paesi
in cui finanza e crimine organizzato si sostengono reciprocamente e
condividono lo stesso spazio, grazie all’utilizzo di reti
logistiche comuni lungo le quali si muovono denari legali e
illegali e attraverso accordi e aree di sovrapposizione
operativa di vario tipo. Inutile spiegare agli italiani come
ciò avviene, ma dal momento che la criminalità organizzata
italiana ha un ruolo anche internazionale di primo piano può
essere non disutile qualche informazione sulla situazione
brasiliana. (Teresa Isenburg)
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Altri approfondimenti sul Brasile
a questo link |
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Che cosa sta succedendo in Venezuela
(23/2/2026)
Breno Altman, autorevole giornalista brasiliano di
sinistra, avendo passato più di una settimana a Caracas (dal 13 al
21 febbraio scorso) e avendo lì realizzando venti incontri e
interviste con vari soggetti, dalla presidente interina Delcy
Rodríguez a personaggi dell'opposizione, fa una relazione
dettagliata e risponde a domande specifiche sulla situazione in cui
si trova realmente il Venezuela.
Dopo il rapimento del presidente Nicolás Maduro, sui media e
sui social network sono state diffuse molte informazioni false e
opinioni diverse su possibili tradimenti e concessioni della
rivoluzione bolivariana. La mia idea è stata quella di parlare con
le persone più diverse rispetto agli eventi del 3 gennaio,
dell'ambiente che ha preceduto l'attacco americano a Caracas e
anche di ciò che sta accadendo ora, quasi due mesi dopo questa
operazione.
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Come è cambiato il panorama dell'America Latina
(21/2/2026)
Nel 2020 il partito spagnolo di estrema destra Vox
lanciava il Foro de Madrid, la crociata per la riconquista
della Iberosfera in parte "sequestrata da regimi totalitari di
ispirazione comunista - si legge nel documento ideologico Carta
de Madrid - appoggiati dal narcotraffico e da paesi terzi.
Tutti questi sotto l'ombra del regime cubano e di iniziative come
il Foro de São Paulo e il Grupo de Puebla (...)
L'avanzata del comunismo costituisce una seria minaccia per la
prosperità e lo sviluppo delle nostre nazioni e per la libertà e i
diritti dei nostri compatrioti". Sono passati pochi anni e questa
nuova offensiva ha ridisegnato il volto della regione, grazie anche
all'appoggio dell'amministrazione Trump, che ha rispolverato la
Dottrina Monroe. Da notare che tra i firmatari della Carta de
Madrid troviamo anche esponenti di paesi estranei alla
Iberosfera, come l'italiana Giorgia Meloni.
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Nuovo cambio della guardia in Perù
(19/2/2026) Dal 18 febbraio il Perù ha un nuovo
presidente, il parlamentare José María Balcázar.
Sostituisce José Jerí, destituito dal Congresso dopo
soli quattro mesi perché accusato di contratti
irregolari e di aver favorito gli interessi di
alcuni imprenditori con i quali si era riunito in
segreto (era circolata una sua foto mentre di sera
si recava a un incontro in un ristorante cinese, con
un cappuccio in testa per non farsi riconoscere). Il
suo successore appartiene a Perú Libre, il
partito che aveva portato Castillo al governo.
Formalmente di sinistra, questa formazione ha finito
per allearsi con il fujimorismo. Il leader di Pl,
Vladimir Cerrón, su cui pende un mandato di cattura
per corruzione, ha dichiarato che la sua priorità è
combattere "la sinistra moderata" e che per questo
non teme di appoggiarsi all'estrema destra.
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Sul
Perù v. anche:
CIDH condena a Perú por la muerte de una mujer a causa de la política de esterilización en los años 90 |
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Costa Rica, Laura Fernández è la nuova presidente
(2/2/2026)
Promette mano dura contro la delinquenza organizzata, seguendo le
orme di Bukele in Salvador, e la riforma del potere giudiziario, in
linea con altri governi di destra del mondo. È la nuova
presidente del Costa Rica, la politologa Laura Fernández Delgado
(Partido Pueblo Soberano),
uscita vincitrice dalle presidenziali del primo febbraio
sconfiggendo il socialdemocratico Alvaro Ramos, del Partido de
Liberación Nacional. "Dobbiamo edificare la Terza Repubblica -
ha detto nel suo primo discorso dopo la vittoria - Il mandato che
mi conferisce il popolo sovrano è chiaro, il cambiamento sarà
profondo e irreversibile", senza fornire ulteriori dettagli sulle
modifiche che intende proporre.
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L'aggressione Usa al Venezuela
(13/1/2026) Nelle prime ore del 3 gennaio gli Stati Uniti hanno
bombardato installazioni militari (colpendo anche abitazioni civili) a Caracas e in altre
località, sequestrando il presidente Nicolás Maduro e la
moglie, la deputata e Primera Combatiente Cilia Flores
(nota da sempre per il suo impegno a fianco della Rivoluzione Bolivariana), condotti ammanettati prima a Guantanamo e poi
a New York, per essere sottoposti a un processo farsa.
L'operazione lampo è stata resa possibile, a
quanto si è appreso, da potenti mezzi militari che hanno spento i radar e gli strumenti di comunicazione. Un centinaio le vittime tra civili e
soldati:
tra questi 32 cubani. Donald Trump ha rivendicato l'aggressione e ha
preannunciato che Washington si prenderà carico di dirigere il
Venezuela verso una "transizione giudiziosa e appropriata", impadronendosi
naturalmente delle sue
risorse (i giacimenti di petrolio più ricchi al mondo,
oltre alle terre rare).
segue
Sull'argomento v.anche:
Venezuela, la verità oltre il fango mediatico
Bolivia, i minatori scendono in piazza
(31/12/2025) Minatori con petardi e piccole cariche di
dinamite (i cosiddetti cachorros) infilate nella cintura
hanno affrontato il 30 dicembre la repressione della polizia, che
ha fatto ricorso a gas lacrimogeni e proiettili di gomma. La Paz è
stata teatro dell'ottavo giorno di proteste contro l'eliminazione
del sussidio ai carburanti deciso dal nuovo governo di centrodestra
di Rodrigo Paz. Il provvedimento, sostenuto dai settori
imprenditoriali e da Washington, ha provocato un immediato rialzo
dei prezzi di benzina e diesel, che gli esecutivi di Morales e Arce
avevano congelato. Il leader della Central Obrera Boliviana
Mario Argollo guida la protesta, appoggiata dai lavoratori dei
trasporti che hanno annunciato il blocco dei terminal e delle
frontiere. Continua anche lo sciopero della fame iniziato il 29
dicembre da sedici sindacalisti e due casalinghe.
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Panama, i movimenti popolari resistono all'aggressione Usa
(29/12/2025)
Breve ritratto della congiuntura attuale e
dichiarazioni del rappresentante della principale organizzazione
dei lavoratori nel paese, il Sindacato Unico dei Lavoratori delle
Costruzioni e Simili. Raquel Sets: La Repubblica
di Panama è diventata un laboratorio politico e militare nel cuore
dell'America Latina. Sotto il governo dell'attuale presidente José Raul
Mulino due tendenze che attraversano la regione si combinano: la crescente
militarizzazione, specialmente nella regione dei Grandi Caraibi, e la
radicalizzazione delle politiche conservatrici. Sono state riattivate le
basi militari e la presenza di truppe straniere. Gli accordi con gli Stati
Uniti mettono in pericolo la sovranità nazionale e preoccupano i movimenti
popolari.
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Cile, un pinochetista alla presidenza
(15/12/2025)
Giovedì 11 settembre il Cile si era ritrovato unito nel ricordare
Salvador Allende, il presidente abbattuto dal golpe del
1973. E la domenica precedente almeno duemila persone avevano
raggiunto il Cementerio General di Santiago per
commemorare le vittime della dittatura di Pinochet. In ottobre il
Congresso aveva approvato il progetto di legge che creava il
Registro de Personas Ausentes por Desaparición Forzada,
riparazione simbolica per le famiglie dei tanti prigionieri politici di cui,
dopo l'arresto, non si era saputo più nulla.
Eppure, poco più di un mese dopo, il primo turno delle
presidenziali mostrava un paese dove la destra era dominante. Il
16 novembre infatti, se al primo posto si affermava la comunista
Jeannette Jara, sostenuta dalla coalizione di sinistra, subito
dietro di lei si piazzava il pinochetista José Antonio Kast,
seguito dal
populista di destra Franco Parisi (Partido de la Gente),
dall'altro estremista di destra
Johannes Kaiser e dalla conservatrice Evelyn Matthei. Il quadro era
subito chiaro: nel ballottaggio del 14 dicembre tra Jara e Kast,
quest'ultimo vinceva con il 58% dei suffragi grazie all'alleanza delle
destre (con Parisi che aveva fatto appello al voto nullo). L'argentino Milei si
precipitava a congratularsi con il neoeletto, mentre il segretario
di Stato Usa Marco Rubio rendeva noto che "gli Stati Uniti sperano
di collaborare con la sua amministrazione per rafforzare la
sicurezza regionale e rivitalizzare la nostra relazione
commerciale".
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La Colombia denuncia una minaccia di invasione
(25/10/2025)
"Gli Stati Uniti stanno commettendo esecuzioni
extragiudiziarie. Che il lanchero (o il pescatore) siano
colpevoli o no, in entrambi i casi c'è un uso sproporzionato della
forza che è condannato dal diritto internazionale umanitario". Lo
ha detto Gustavo Petro nel corso di una conferenza stampa
riferendosi alla distruzione, da parte dei mezzi militari
statunitensi, di nove imbarcazioni accusate di trasportare droga,
sette nel Mar
dei Caraibi e due nel Pacifico Orientale (cui va aggiunto un decimo
attacco avvenuto il 24 ottobre ancora in acque caraibiche). A queste operazioni, realizzate con
il pretesto della lotta al traffico di droga, il presidente colombiano ha
contrapposto il lavoro del suo governo, il più efficace a livello
mondiale nel sequestrare cocaina "senza uccidere nessuno", ma
catturando i responsabili. In precedenza Trump aveva definito Petro "un leader del narcotraffico", aveva annunciato la sospensione
degli aiuti economici a Bogotá e aveva intimato di interrompere
immediatamente le coltivazioni illegali "altrimenti lo faranno gli
Stati Uniti". Si tratta di una "minaccia di invasione", aveva
denunciato il ministro dell'Interno Armando Benedetti. Lo stesso
Benedetti è stato adesso raggiunto, come Petro, la moglie Verónica
e il figlio maggiore Nicolás, dalle sanzioni finanziarie Usa, un
provvedimento di solito riservato a terroristi, capi mafia e
dittatori.
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La scomparsa di Vera Vigevani, madre di Plaza de Mayo
(3/10/2025)
Di origine ebraica, era arrivata da Milano in Argentina nel 1939 fuggendo dalle leggi razziali del fascismo (suo nonno morirà ad Auschwitz).
Nel paese che l'aveva accolta l'attendeva però un'altra tragedia:
nel 1976 l'unica figlia, Franca Jarach, 18 anni, verrà sequestrata
dalla dittatura e figura
tra i desaparecidos, vittima di uno dei tanti voli della
morte.
segue (foto di Tullio
Quaianni)
Guyana, Irfaan Ali riconfermato presidente
(7/9/2025)
Irfaan Ali, del People's Progressive Party/Civic,
è stato confermato presidente della Guyana in seguito alle elezioni
generali che si sono tenute il primo settembre. La riconferma di Ali
è stata favorita dalla recente crescita economica del paese, che
dal 2019 ha quadruplicato il bilancio statale grazie allo
sfruttamento petrolifero nelle acque dell'Esequibo, zona su cui il
governo di Caracas rivendica la sua sovranità. Proprio la concessione alla
transnazionale ExxonMobil di questo sfruttamento nelle
acque territoriali contese ha garantito all'ex colonia britannica
l'appoggio degli Stati Uniti, che approfittano del contenzioso tra
i due paesi in funzione antivenezuelana.
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Da Trump via libera al Pentagono per intervenire in America
Latina?
(12/8/2025)
Secondo il New York Times,
Donald Trump ha firmato una direttiva segreta che consente al
Pentagono l'intervento militare contro otto cartelli della
droga (di cui sei con base in Messico), definiti in febbraio dal suo
stesso governo organizzazioni terroristiche. Una decisione che dà
via libera a eventuali operazioni in territorio straniero. Secondo la legislazione statunitense, infatti, il
capo dello Stato può usare le forze armate contro qualsiasi persona
o istituzione accusata di terrorismo, senza chiedere
l'autorizzazione del Congresso e senza essere ritenuto responsabile
per l'eventuale morte di civili o per danni materiali.
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A Santiago in difesa della democrazia
(22/7/2025)
Democracia Siempre. Con questo
slogan quattro presidenti
latinoamericani (il cileno Boric, il brasiliano Lula, il colombiano
Petro, l'uruguayano Orsi) e il capo del governo spagnolo, Pedro Sánchez, si
sono riuniti il 21 luglio a Santiago de Chile per inviare un
messaggio in difesa della democrazia, sotto attacco a causa
dell'offensiva della destra globale. Il giorno precedente i cinque
leader avevano resa pubblica una lettera in cui denunciavano che
"l'erosione delle istituzioni, l'avanzata dei discorsi autoritari
spinti da diversi settori politici e la crescente disaffezione
civica sono sintomi di un malessere profondo in ampi settori della
cittadinanza", cui si sommano "le persistenti disuguaglianze, i
passi indietro nei diritti fondamentali, la diffusione della
disinformazione e dei discorsi d'odio sulle piattaforme digitali e
l'espansione di reti criminali che sfidano la legittimità dello
Stato".
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A Bogotá la Conferenza d'Emergenza sulla Palestina
(17/7/2025)
"L'era dell'impunità è finita".
È questo il messaggio lanciato dalla Conferenza Ministeriale
d'Emergenza sulla Palestina, che si è tenuta a Bogotá il 15 e 16 luglio.
Delegati di oltre trenta paesi hanno discusso del modo di fermare
il genocidio in atto a Gaza. L'incontro era promosso dal Gruppo
dell'Aia, creato a fine gennaio da nove Stati di tre continenti:
Belize, Bolivia, Colombia, Cuba, Honduras, Malesia, Namibia,
Senegal e Repubblica Sudafricana, con l'obiettivo di battersi per
difendere i principi della giustizia internazionale e sostenere il
diritto dei palestinesi all'autodeterminazione.
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Il Nord del mondo ignora il Gruppo dell'Aia
(30/6/2025) Viviamo giorni drammatici, in cui le
parole guerra e genocidio sono tornate nel linguaggio quotidiano e
dove misuriamo la nostra impotenza nell’arrestare la distruzione di
un popolo, quello palestinese, massacrato dalle bombe israeliane
(spesso prodotte e fornite dai nostri paesi) o condannato a una
lenta morte per inedia. Un massacro che avviene sotto i nostri
occhi, con l’aperto appoggio statunitense e la complicità europea,
anche se i media nostrani fanno di tutto per oscurarla e
minimizzarla. Un tacito atteggiamento razzista: i morti palestinesi
non possono ambire alla stessa risonanza mediatica delle vittime
del civile Occidente.
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Jennifer Geerlings-Simons è la nuova presidente del Suriname
(7/7/2025)
L'Assemblea Nazionale del Suriname ha eletto presidente Jennifer
Geerlings-Simons dopo le elezioni legislative che
si erano tenute il 25 maggio. Geerlings-Simons, che si insedierà il
16 luglio, è la prima donna ad assurgere alla più alta carica dello
Stato. È stata eletta per acclamazione dopo aver stretto
un'alleanza con altre cinque organizzazioni e dopo che il Partito
Riformista Progressista, attualmente al potere, aveva rinunciato a
proporre un suo candidato.
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El Salvador, come far tacere gli oppositori
(1/7/2025)
L'uso di accuse infondate per far tacere gli oppositori
è diventato uno degli strumenti più utilizzati dal regime di
Nayib Bukele. Il caso più eclatante è quello dell'avvocata Ruth
Eleonora López Alfaro, arrestata il 18 maggio per peculato (accusa
trasformata poi dalla Procura in arricchimento illecito).
In realtà la vera ragione è che López, dirigente della ong
Cristosal, investigava casi di corruzione all'interno del governo
(presidente compreso),
criticava con forza le politiche di sicurezza del capo dello Stato
e assisteva i 252 venezuelani deportati dagli Usa e rinchiusi in
una prigione salvadoregna dopo l'accordo con l'amministrazione
Trump. Qualche giorno prima erano stati
incarcerati l'avvocato ambientalista Alejandro Henríquez e il
pastore evangelico José Pérez. La loro colpa: aver appoggiato un
pacifico presidio della cooperativa El Bosque, su cui pendeva la
minaccia di sgombero.
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Messico, provocazioni e ingerenze dagli Stati Uniti di Trump
(11/6/2025)
La presidente messicana Claudia
Sheinbaum fomenta le proteste violente a Los Angeles. È l'accusa
lanciata dalla ministra per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti,
Kristi Noem, nel corso di una conferenza stampa, come risposta al
richiamo al rispetto della dignità umana rivolto da Sheinbaum alle
autorità statunitensi di fronte alla caccia all'immigrato
scatenata in California. Accanto a Noem vi era lo stesso Trump, che
si è ben guardato dal frenare l'attacco della sua ministra.
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In Uruguay la 30ª Marcha del Silencio
(21/5/2025)
Migliaia di persone hanno partecipato il 20 maggio, nella capitale,
alla 30ª Marcha del Silencio in ricordo delle vittime del
terrorismo di Stato. La prima Marcha si tenne nel 1996 e
la data venne scelta perché il 20 maggio di vent'anni prima erano
stati ritrovati i corpi dei parlamentari Héctor Gutiérrez Ruiz e
Zelmar Michelini e degli ex tupamaros Rosario Barredo e William
Whitelaw Blanco, assassinati a Buenos Aires nel quadro del Plan
Cóndor. In prima fila, in questo silenzioso corteo che ha
attraversato il centro di Montevideo, i familiari dei
desaparecidos. Come ha sottolineato il deputato Gabriel Otero,
figlio di due militanti tupamaros condannati a lunghe pene
detentive, la marcia esprime la lotta e la resistenza di un popolo
"che vuole sapere dove sono i 197 scomparsi. Reclama verità.
Reclama giustizia".
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A Pechino il IV Forum Cina-Celac
(15/5/2025)
Il 13 maggio, in un contesto di tensione mondiale per le continue
minacce di Trump di applicare sanzioni ad amici e nemici, si è svolta a Pechino la quarta riunione ministeriale
del Forum Cina-Celac, il principale strumento di
cooperazione tra la Comunidad de Estados Latinoamericanos y
Caribeños e il gigante asiatico. All'incontro erano presenti,
oltre al presidente cinese Xi Jinping, il brasiliano Lula, il colombiano Petro
e il cileno
Boric, a testimoniare l'importanza data all'iniziativa dai paesi
partecipanti. L'Argentina è stato l'unico dei 33 membri
della Comunidad a non firmare la Dichiarazione di Pechino,
il documento finale che promuove il multilateralismo, la salvaguardia della pace
mondiale e lo sviluppo comune a livello globale.
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La scomparsa di José Mujica
(14/5/2025)
Una traiettoria politica eccezionale: da guerrigliero
tupamaro, che per la sua battaglia ha passato in prigione
quattordici anni spesso in condizioni inumane, a
presidente dell'Uruguay dal 2010 al 2015, anni in cui il paese
realizzò importanti passi avanti sul piano dei diritti sociali e
civili (riduzione della povertà, approvazione della giornata di
otto ore per i braccianti, riconoscimento del matrimonio
egualitario, depenalizzazione dell'aborto, legalizzazione della
marijuana). José Pepe Mujica si è spento il 13 maggio
nella modesta casa contadina nei pressi di Montevideo che divideva
con la moglie e compagna di lotta, la senatrice Lucía Topolansky.
Il "presidente povero", così veniva chiamato per la semplicità con
cui seppe vivere rinunciando ai privilegi della sua carica:
durante il suo mandato destinò il 90% del suo appannaggio
a programmi sociali e si distinse sempre per la sua critica serrata
al consumismo e alla ricerca spasmodica della ricchezza.
segue
Sull'argomento v. l'articolo
Las muertes y resurrecciones de Pepe Mujica
La Repubblica Dominicana contro i migranti haitiani
(26/4/2025)
Il razzismo come politica di Stato. Avviene nella Repubblica
Dominicana, dove da giorni è iniziata l'applicazione dei
nuovi provvedimenti governativi contro l'immigrazione nelle strutture sanitarie
pubbliche. Gli haitiani che
ricorrono agli ospedali vengono identificati e costretti a
dimostrare che risiedono e lavorano nel paese. Non solo: devono
anche pagare per le cure ricevute. I reparti maternità sono
stati militarizzati e
decine di donne incinte o in procinto di partorire sono state
arrestate e deportate, mentre probabilmente altre stanno
rinunciando, per paura, a richiedere attenzione medica. La
misura è stata duramente criticata da Stéphane Dujarric,
portavoce del segretario generale dell'Onu Guterres. Ma è solo
l'ultima di una serie di azioni di stampo xenofobo messe in atto
dal governo di Santo Domingo per rispondere alle sollecitazioni
dell'estrema destra.
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Luis Almagro lascia la guida dell'Oea
(11/3/2025)
In maggio l'uruguayano Luis Almagro lascerà la guida dell'Organización
de los Estados Americanos. A sostituirlo è stato designato il
ministro degli Esteri del Suriname, Albert Ramdin: sarà il primo
rappresentante di un paese dei Caraibi ad assumere l'incarico di
segretario generale dell'Oea. E proprio gli Stati caraibici,
insieme ai governi progressisti della regione (Bolivia, Brasile,
Cile, Colombia, Messico, Uruguay) sono stati determinanti nella
nomina. Ramdin era rimasto l'unico candidato dopo il
ritiro del suo avversario, il paraguayano Rubén Ramírez Lezcano,
spinto alla rinuncia per l'assottigliarsi del gruppo dei suoi sostenitori. "Il mio impegno è di
servire tutti gli Stati membri di questa organizzazione - sono
state le prime parole del segretario eletto - La nostra forza collettiva si
basa sulla nostra capacità di lavorare insieme".
segue


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