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Militari Usa nell'Amazzonia brasiliana

La sentenza con cui il giudice Moro ha condannato Lula a nove anni e mezzo di carcere e all'interdizione da ogni incarico pubblico per 19 anni, per un reato di corruzione di cui non esiste alcuna prova (la proprietà di un appartamento a Guarujá, che sarebbe stato ottenuto in cambio di "favori politici"), costituisce l'ultimo atto del golpe consumato nell'agosto 2016 contro Dilma Rousseff. Se confermata in seconda istanza, la condanna impedirebbe infatti all'ex presidente di concorrere nel 2018 per un nuovo mandato. E renderebbe definitiva la regressione del Brasile a un passato in cui ai lavoratori e agli strati più svantaggiati era negato qualsiasi diritto. Lo dimostra la nuova legislazione del lavoro sancita dal Senato l'11 luglio, che cancella conquiste ottenute a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso e concede agli imprenditori un enorme potere contrattuale. Una legge che "ci farà ritornare alla schiavitù", ha commentato la senatrice petista Fátima Bezerra.

Gli scioperi generali (a quello del 28 aprile è seguito un secondo il 30 giugno) e le proteste di massa, contro questa riforma e contro le misure di austerità che stanno impoverendo sempre più la popolazione, si scontrano con una repressione selvaggia. In maggio Temer è arrivato a mettere in campo l'esercito per "difendere" le sedi dei Ministeri a Brasilia: una misura, ritirata dopo meno di 24 ore di fronte a una valanga di critiche, che ha evidenziato ancor più la debolezza del regime.

La presidenza Temer sembra avere i giorni contati, la corruzione (questa sì provata) dell'illegittimo capo dello Stato lo rende sempre più indifendibile agli occhi dei suoi stessi alleati. Ma l'eredità che lascerà al paese è pesante e non solo sul piano interno. Dal 6 al 13 novembre effettivi dell'esercito Usa parteciperanno per la prima volta a esercitazioni militari, insieme a Brasile, Colombia e Perú, nell'Amazzonia brasiliana. Le unità verranno addestrate nell'assistenza a personale impegnato in regioni impervie, come avviene "nelle operazioni di pace e di aiuti umanitari".

Al di là della facciata pacifista, l'iniziativa - che consente al Southern Command l'ingresso in una zona ricca di risorse naturali e con la maggiore biodiversità del pianeta - segna un giro di 180° nella politica estera di Brasilia, che anche con la destra al potere aveva sempre mantenuto una relativa autonomia nei confronti di Washington. I governi del Pt avevano approfondito questa autonomia puntando sull'integrazione regionale. Uno degli artefici in tal senso fu proprio Marco Aurélio Garcia, consigliere di Lula e di Dilma per le questioni internazionali, stroncato da un infarto il 20 luglio.

La base delle esercitazioni di novembre sarà la città di Tabatinga (Stato di Amazonas), nei pressi della località colombiana di Leticia e dell'isola peruviana di Santa Rosa. "Basta guardare la carta dello Stato di Amazonas - scrive il politologo argentino Juan Manuel Karg - per avvertire la gravità regionale dell'annuncio: a nord il Venezuela; a sud, dopo un brevissimo passaggio per lo Stato di Acre, la Bolivia. Paesi che si contrappongono geopoliticamente a Washington come lo faceva - anche se in diverso grado, è chiaro - il Brasile prima dell'impeachment a Dilma Rousseff. Dall'altro lato della frontiera colombiano-peruviana l'Ecuador, che ha appena votato per la continuazione dell'esperienza della Revolución Ciudadana, guidata per un decennio da Rafael Correa Delgado che nel 2009 giunse a smantellare la base che gli Stati Uniti avevano a Manta". (21/7/2017)

In archivio 2017 altre notizie sul Brasile:

Lula e il giudice Moro a confronto (13/5/2017)

Sciopero generale contro Temer (2/5/2017)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato