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Brasile, si prepara il ritorno dei militari?

Sono in corso dal 6 novembre le esercitazioni militari congiunte AmazonLog17, con la partecipazione di effettivi brasiliani, colombiani, peruviani e del South Command statunitense. Per la prima volta dunque soldati Usa sono sbarcati in Amazzonia e precisamente a Tabatinga (Stato di Amazonas), al confine con la città colombiana di Leticia che ospita una moderna base aerea. Da qui muoveranno verso Pacaraima, nello Stato di Roraima che divide la sua frontiera con il Venezuela. Non a caso proprio in questo Stato si sono recati spesso, negli ultimi mesi, gli alti comandi brasiliani e i funzionari del Ministero della Difesa.

AmazonLog17, che consiste ufficialmente nell'addestramento all'assistenza umanitaria in caso di catastrofe, terminerà il 13 novembre. Non rimarrà dunque una presenza militare fissa, hanno assicurato i vertici delle forze armate brasiliane. "E' un attentato alla sovranità nazionale, la costruzione di una base temporanea può evolvere più tardi in una base permanente", ha ribattuto il senatore del Partido dos Trabalhadores Lindbergh Farias.

E' chiaro che nella mira c'è la Repubblica Bolivariana. Del resto il ministro della Difesa di Brasilia, Raul Jungmann, ha più volte dichiarato che "non esclude nessuna ipotesi" per la soluzione della crisi venezuelana. Jungmann non ha trovato invece nulla da ridire sulle parole eversive del generale Antônio Hamilton Mourão che in settembre, alla riunione di una loggia massonica, aveva giustificato l'ipotesi di un colpo di Stato per lottare contro la corruzione della politica. In una nota sull'episodio, Jungmann rilevava "un clima di assoluta tranquillità e di osservanza dei principi di disciplina e gerarchia che costituiscono le forze armate".

Nel frattempo il comandante dell'esercito Eduardo Villas Bôas, che aveva definito il populismo "la disgrazia dell'America del Sud", veniva ricevuto con tutti gli onori in un programma televisivo della rete Globo: si prepara in tal modo l'opinione pubblica a un eventuale ritorno dei militari. Gli stessi che hanno sempre definito Dilma Rousseff "una sovversiva" e che celebrano ogni 31 marzo l'anniversario del golpe del 1964.

E' questa la carta che l'estrema destra ha in serbo per il dopo Temer? Intanto l'illegittimo presidente, che conta su un misero 3% di popolarità, già due volte è riuscito a rimanere ancorato alla poltrona, sottraendosi alla giustizia. In agosto era stato chiesto il suo rinvio a giudizio per corruzione; in ottobre era stato accusato di essere a capo di un'organizzazione illegale che avrebbe sottratto 175 milioni di dollari: in entrambi i casi il voto dei parlamentari, ben ricompensati con incarichi, elargizioni, esenzioni fiscali, gli ha assicurato l'impunità. Rimarrà in sella almeno fino a quando non avrà garantito ai poteri reali la privatizzazione di tutto il patrimonio nazionale (a partire dal petrolio) e la cancellazione di ogni provvedimento a favore di lavoratori e pensionati. (7/11/2017)

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Militari Usa nell'Amazzonia brasiliana (21/72017)

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a cura di Nicoletta Manuzzato