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Brasile, l'estrema destra al potere attraverso il voto

Il nuovo presidente del Brasile Ŕ Jair Bolsonaro, l'ex capitano dell'esercito noto per le sue posizioni di estrema destra e le sue sparate misogine, razziste, omofobe, un nostalgico della dittatura che - a suo parere - ebbe l'unico torto di non uccidere abbastanza oppositori. La vittoria del "candidato dell'odio", come Ŕ stato definito, dell'uomo favorevole alla tortura e alla massiccia diffusione delle armi, Ŕ il risultato del colpo di Stato del 2016 contro Dilma Rousseff. Un colpo di Stato completato con la condanna senza prove e con l'arresto di Lula, che secondo tutti i sondaggi avrebbe vinto con facilitÓ le elezioni. Il 31 agosto il Tribunal Superior Eleitoral impediva all'ex presidente di candidarsi e gli proibiva qualsiasi intervento nella campagna attraverso interviste o dichiarazioni alla stampa. A nulla servivano gli appelli di personalitÓ di tutto il mondo contro questa sentenza, le decine di migliaia di firme raccolte, le massicce manifestazioni come la Marcha Nacional Lula Livre e persino le raccomandazioni del Comitato per i Diritti Umani dell'Onu.

Il Partido dos Trabalhadores doveva ripiegare su Fernando Haddad, ex sindaco di SŃo Paulo ed ex ministro dell'Istruzione, accompagnato da Manuela D'Avila del Partido Comunista de Brasil come candidata alla vicepresidenza. Ma il tentativo di far convergere su Haddad il potenziale elettorato di Lula riusciva solo in parte. Al primo turno, domenica 7 ottobre, Bolsonaro raccoglieva i voti di tutto lo schieramento di destra ottenendo il 46% dei consensi, contro il 29% di Haddad e il 12,5% di Ciro Gomes (centrosinistra). Ad aiutarlo forse anche l'attentato di cui aveva sofferto in settembre (un uomo, probabilmente uno squilibrato, lo aveva accoltellato durante un comizio): con il pretesto delle conseguenze dell'attacco aveva evitato ogni confronto televisivo con gli avversari, concedendo interviste senza contraddittorio a media compiacenti. E neppure le manifestazioni di centinaia di migliaia di donne, scese in piazza con lo slogan Ele nŃo per mostrare il loro ripudio verso l'ex capitano, avevano intaccato la sua base elettorale.

L'elezione di Bolsonaro con oltre il 55% dei voti Ŕ stata resa possibile grazie all'opera di demonizzazione del Pt portata avanti dai settori oligarchici con l'appoggio dei grandi media, che hanno presentato il partito di Lula come il responsabile della corruzione e dell'insicurezza esistenti nel paese. Ma per distruggere la figura di Haddad, la propaganda dell'ex capitano si Ŕ avvalsa di strumenti ancora pi¨ insidiosi: le tecnologie digitali che hanno diffuso agli elettori, tramite Whatsapp, milioni di fake news. Una campagna sporca che le autoritÓ elettorali non sono state in grado di contrastare.

Un sostegno fondamentale al nuovo presidente Ŕ venuto inoltre dalle sette evangeliche che nei decenni scorsi hanno guadagnato enorme spazio a spese della Chiesa cattolica, penetrando anche nei quartieri poveri. In particolare la guida spirituale dell'Igreja Universal do Reino de Deus, Edir Macedo, ha messo a disposizione di Bolsonaro la sua potente RecordTV. Altro importante alleato Ŕ l'esercito che si riconosce nel vicepresidente, il generale a riposo Hamilton MourŃo. Negli ultimi tempi le forze armate sono entrate di peso nella politica brasiliana, fiancheggiando le posizioni pi¨ reazionarie.

Nel suo primo discorso dopo la vittoria, Bolsonaro ha assicurato che libererÓ il paese dal pericolo comunista e socialista, difenderÓ la famiglia e prenderÓ decisioni sulla base della Costituzione e della Bibbia. Il suo successo alle presidenziali si Ŕ riflesso anche nelle legislative: alla Camera, su 513 membri, la sua formazione (Partido Social Liberal) Ŕ passata da uno a 52 deputati, erodendo i tradizionali raggruppamenti di destra, il Partido da Socialdemocracia Brasileira e il Movimento democrßtico brasileiro. Il Pt, pur restando il gruppo pi¨ numeroso, Ŕ sceso da 68 a 56 seggi. Il Partido Socialismo e Liberdade ha ottenuto dieci deputati. Al Senato, su 81 membri, il Pt ha conquistato sei senatori e il Partido Social Liberal quattro. Quello uscito dalle urne Ŕ un Congresso fortemente atomizzato, dove il governo potrÓ comunque contare sui voti dei numerosi militari o ex poliziotti passati alla politica, degli esponenti del fondamentalismo evangelico e dei rappresentanti dell'agroindustria, a cui promette di svendere ampi tratti dell'Amazzonia. (29/10/2018)

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Con Lula in prigione si conclude il golpe (8/4/2018)

L'uccisione di Marielle Franco (17/3/2018)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato