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Brasile, la difesa della sovranità nazionale

La senatrice Gleisi Hoffmann (Bloco Parlamentar da Resistência Democrática/Pt – Paraná), presidente del Partito dei Lavoratori/Pt, il 12 ottobre ha tenuto un importante discorso in Senato rivolto alle Forze Armate e al loro ruolo insostituibile per la difesa della sovranità nazionale, oggi gravemente minacciata delle scelte politiche dell’illegittimo governo Temer. Si traduce il testo. (T.I.)

Signor Presidente, signori senatori e signore senatrici, coloro chi ci seguono sulla TV Senato, dalla radio Senato e nelle reti sociali.

Il mio intervento di oggi è rivolto alle Forze Armate Brasiliane. Ieri il Partito dei Lavoratori, i leaders del Pt in Senato e nella Camera dei Deputati, insieme alla Fondazione Peseu Abramo e al Settore Educazione del Pt hanno realizzato un Seminario di Educazione Pubblica a Brasilia sullo Sviluppo e la Sovranità Nazionale – un atto di grande importanza che ha visto la presenza del Presidente Lula che, oltre ad esprimere appoggio alle università pubbliche, agli istituti federali e all’investimento in scienza e tecnologia nel Paese, ha sottolineato che per il Partito dei Lavoratori/Pt è un impegno strategico e irrinunciabile la difesa della sovranità nazionale come pilastro fondamentale per lo sviluppo autonomo del Paese: autonomo e indipendente.

Parlare di sovranità nazionale passa necessariamente dal dibattito sulla difesa del Paese, delle nostre Forze Armate, della nostra diplomazia e del nostro sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale. Viviamo tempi difficili, sia per la nostra diplomazia che per la nostra difesa, la nostra scienza e la nostra tecnologia. Da un lato abbiamo un governo che, come mai nella storia recente, porta avanti una politica estera in modo partitico. Dopo che il Pt ha ricevuto tante false accuse di praticare una diplomazia ideologica, vediamo il governo attuale che per le sue posizioni e azioni politiche disastrose nella regione è incapace, per esempio, di partecipare a un qualsiasi sforzo come mediatore per trovare una soluzione per la crisi in Venezuela. Il Brasile, maggiore paese del continente, confinante con il Venezuela, con diversi interessi economici in quel paese, è emarginato da qualunque processo di negoziazione a causa delle bravate diplomatiche dell’attuale governo, senza capacità di dialogare nella nostra stessa area di influenza.

A che punto siamo arrivati? Sfortunatamente nell’area della difesa la situazione è parimenti critica. Abbiamo sempre messo in guardia sui rischi per i settori strategici e di grande importanza nel bilancio federale in rapporto all’approvazione del fatidico emendamento costituzionale n. 95, la Pec del Limite di Spese. Durante tutta la discussione in questa sede abbiamo anticipato che, dietro il discorso fiscale in difesa dello Stato minimo, vi era una decisione che avrebbe portato enormi pregiudizi alle politiche sociali, in quanto avrebbe ridotto drasticamente le risorse destinate a salute ed educazione, ma che metteva a rischio anche la sovranità nazionale, rendendo invivibili gli investimenti pubblici in aree strategiche come scienza, tecnologia e difesa.

Ed ecco che il Progetto della Legge di Bilancio per il 2018, presentato dal governo, propone una riduzione del 71% delle risorse destinate ai programmi per la difesa nazionale in rapporto all’anno in corso. Siamo passati da una già disagevole situazione di 6,8 miliardi di reais nel 2017 a 1,9 miliardi nel 2018 nel programma di bilancio più importante della difesa del Paese, responsabile per l’acquisto di attrezzature, realizzazioni di operazioni, spesa corrente, ecc.

E' bene ricordare che nell’ultimo anno del Governo Dilma, nel 2015, anche quando già vigeva l’austerità del ministro Levy, il bilancio dello stesso programma di difesa nazionale rimase di 9 miliardi di reais, quasi cinque volte superiore a quello che adesso propone il governo Temer. E' solo un governo che non pone al primo posto la sovranità nazionale che può fare un simile taglio in un programma di difesa nazionale. Prendendo in considerazione il totale delle risorse destinate al settore della difesa, sommando tutti i programmi presenti nel bilancio, la riduzione proposta dal governo Temer dal 2017 al 2018 raggiunge il 61%, passando da 9 miliardi di reais a 3,5 miliardi. E' facile immaginare che i soldati saranno rimandati alle loro case. Per chi non si ricorda, nel governo precedente al governo Lula, quello di Fernando Henrique Cardoso, le reclute erano licenziate dalle caserme alle 11 del mattino perché l’Esercito non aveva soldi per pagare il rancio, il pranzo. Non c’era denaro per pagare neppure le scarpe. Era una realtà umiliante per l’istituzione, che è stata corretta durante i governi del Presidente Lula.

E' questo dialogo che io vorrei continuare oggi, con i Comandanti Militari delle Forze Armate. Ben diverso da quanto viene fatto oggi, i governi del Pt hanno dato priorità alla costruzione di una base industriale di difesa, che insieme all’ammodernamento delle Forze Armate sarebbe diventato il pilastro strategico centrale della difesa del Brasile e del nostro sviluppo tecnologico. Abbiamo sempre capito che la difesa della sovranità nazionale è la ragion d’essere delle Forze Armate. Difendere il nostro vasto territorio, l’Amazzonia, con la sua biodiversità e le sue ricchezze minerarie; difendere l’Amazzonia blu, le acque territoriali in cui sfruttiamo gli invidiati giacimenti del presal; vigilare i cieli del Paese ed essere capaci di reagire alle violazioni dello spazio aereo. Non si può pensare a un progetto di Nazione sovrana senza capire in modo chiaro la relazione diretta fra le Forze Armate e la difesa del Paese. Anzi è fondamentale, a dispetto di ciò che molti immaginavano, rafforzare la relazione matura e, soprattutto, democratica che ha collegato le Forze Armate e i governi Lula e Dilma, sempre in difesa degli interessi nazionali.

Durante i tredici anni in cui il Pt ha governato il Paese, i militari sono sempre stati a disposizione della Nazione, per la difesa del nostro Paese, per la promozione della pace mondiale, come nell'importante partecipazione del Brasile alla guida della Missione Onu ad Haiti, ma anche operando direttamente in programmi sociali e opere strutturali nelle parti più remote del nostro territorio. Non vi era allora notizia di polemiche al riguardo delle competenze costituzionali delle Forze Armate, come è stato molto ben chiarito in una recente dichiarazione del Generale Villas Bôas, nell’intento di risolvere un episodio apparentemente isolato. Il fatto è che, contrariamente alle aspettative di alcuni, che forse non sanno del riconoscimento dell’importanza che la difesa e la sovranità nazionale hanno per il Pt, i nostri governi hanno sempre mantenuto un dialogo rispettoso e produttivo con i militari. Il trattamento riservato ai portafogli della difesa nel bilancio ha sempre cercato di blindare le risorse destinate ai principali progetti di ciascuna delle componenti. A differenza da quanto avvenuto nei governi precedenti ai nostri, abbiamo anche agito per compensare le significative perdite salariali che si accumulavano da anni.

In tredici anni, in collaborazione con le Forze Armate, il Pt ha promosso il maggiore programma di riarmo della difesa nazionale di tutti i tempi: ha ordinato la costruzione del sottomarino a propulsione nucleare della Marina, in collaborazione con la Francia, con un investimento di 5,5, miliardi di reais; ha ordinato l’acquisto di caccia in collaborazione con la Svezia, entrambi con la clausola di trasferimento di tecnologia; ha contrattato la fabbricazione del Satellite Geostazionario di Difesa e Comunicazioni Strategiche, attuata dalla Telebras e dal Ministero della Difesa, per garantire la sovranità delle Forze Armate nel settore delle telecomunicazioni, che adesso sono in fase di privatizzazione; ha investito 4,5 miliardi di reais nella Embraer per lo sviluppo degli aerei da trasporto KC-390, con tecnologia nazionale, in sostituzione dei vecchi aerei statunitensi Hercules. Ha trattato la costruzione dei nuovi blindati leggeri Guaraní, fabbricati in Brasile; ha investito nei progetti dell’Esercito Brasiliano di difesa cibernetica, difesa antiaerea, Proteger, Recop, Astros 2020 e Sisfon (Sistema Integrato di Monitoraggio di Frontiere), un progetto di grande importanza strategica per un paese con migliaia di chilometri di frontiere in buona parte in aree forestali.

Ben oltre i programmi citati, per dimostrare l’impegno del Partito dei Lavoratori su questo tema, abbiamo creato la Strategia Nazionale di Difesa, che stabilisce indirizzi per l’adeguata preparazione e l’ammodernamento delle Forze Armate, al fine di garantire la sicurezza del Paese sia in tempo di pace che in situazioni di crisi. La Strategia Nazionale di Difesa è strutturata in quattro assi principali: come le Forze Armate devono organizzarsi e orientarsi per svolgere al meglio il loro compito costituzionale e le loro attribuzioni in pace e in guerra; la riorganizzazione della Base Industriale di Difesa, per assicurare il soddisfacimento delle necessità di equipaggiamento delle Forze Armate, appoggiato su tecnologie sotto il controllo nazionale, di preferenza con impostazione duale (militare e civile); la composizione degli effettivi delle Forze Armate e il futuro del Servizio Militare Obbligatorio, rispettando la necessità che le Forze Armate siano formate da cittadini provenienti da tutte le classi sociali.

Un’appropriata struttura di difesa assicura una maggiore stabilità per il paese e protezione del suo territorio, della sua popolazione e di settori strategici dell’economia. La Strategia Nazionale di Difesa è inseparabile dalla strategia nazionale di sviluppo, vincolando il concetto e la politica di indipendenza del Paese alla responsabilità costituzionale delle Forze Armate di difendere la nostra sovranità.

Sfortunatamente l’attuale governa sembra non aderire a questa agenda. In effetti abbiamo visto di tutto, tranne che preoccupazione per la sovranità nazionale. Fin dall’arrivo di Temer e dei suoi alleati al potere si consegnano le nostre ricchezze, si riduce lo Stato e il Bilancio Federale, si attaccano il servizio e gli investimenti pubblici, insomma un insieme di azioni e iniziative che non antepongono gli interessi nazionale e del popolo brasiliano. Si riduce il Bilancio di Difesa Nazionale e le Forze Armate sono state utilizzate esageratamente in Operazioni di Garanzia di Legge e Ordine, che non sono la loro funzione primaria, mettendo a rischio i militari che agiscono in tali operazioni e la popolazione civile. Questo non è un compito precipuo delle Forze Armate, che devono essere usate in forma moderata e specifica.

Il momento è grave e abbiamo con urgenza bisogno di riprendere la democrazia e la difesa della sovranità nazionale. Non vi è uscita sopportabile da qualunque crisi al di fuori della democrazia. Chiudo rivolgendomi a tutti i brasiliani e a tutte le brasiliane che amano il Paese, civili e militari, affinché stiano attenti, vigili, difendendo gli interessi nazionali e della nostra popolazione, combattendo le deviazioni di questo governo, la cui visione strategica di difesa e sovranità è allineata agli interessi dei paesi più ricchi del Pianeta, con i quali noi non concordiamo.

Noi vogliamo un Brasile orgoglioso, sovrano e forte.

Grazie, Presidente

Fonte: https://www.senado.gov.br

Traduzione e introduzione di Teresa Isenburg

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato