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La presidenza brasiliana del G-20 e il Sud del mondo    El fantasma stronista sigue vivo en Paraguay

Ecuador, ratificati due accordi militari con gli Usa

(22/2/2024) Come previsto, dopo il via libera della Corte Constitucional il governo Noboa ha ratificato il 15 febbraio due accordi di cooperazione militare con Washington. Il primo stabilisce i benefici, le esenzioni e le immunità garantite al personale statunitense (soldati, contrattisti, impiegati) che opererà in territorio ecuadoriano ufficialmente per combattere il narcotraffico. Il secondo riguarda il contrasto alle attività marittime transnazionali illecite e comporta la realizzazione di operazioni navali congiunte. In tal modo la sovranità nazionale viene delegata agli Stati Uniti, riportando il paese al periodo pre-Correa. segue

Sull'argomento v. anche: Ecuador en la agenda imperial


Brasile, Tempus Veritatis

(10/2/2024) Già da alcune settimana era evidente che nuvole minacciose si accumulavano attorno al nucleo bolsonarista più estremo. All’indomani dell’8 gennaio 2023 il ministro della Giustizia e i ministri del Supremo Tribunale Federale avevano dichiarato che nessuno dei responsabili degli atti referenti al percorso eversivo sarebbe rimasto impunito e che le indagini avrebbero in un primo tempo riguardato gli esecutori materiali dei vandalismi contro i palazzi simbolo dei tre poteri a Brasilia, per poi risalire ai finanziatori degli stessi, per approdare infine ai responsabili intellettuali e morali del progetto destabilizzatore e anticostituzionale. (T.I.) segue

Tutti gli approfondimenti sul Brasile a questo link


El Salvador, Bukele rieletto tra denunce di irregolarità

(10/2/2024) Sono stati resi noti dal Tribunal Supremo Electoral i risultati definitivi delle presidenziali del 4 febbraio: Nayib Bukele è stato rieletto con l'82,6% dei voti. Un dato poco credibile, anche tenendo conto della grande popolarità conquistata dal capo dello Stato con la sua spregiudicata lotta alle maras. In realtà vengono taciute le tante denunce di brogli e di irregolarità: disconnessione del sistema durante la trasmissione dei conteggi, mancanza di dati ufficiali, sostituzione degli scrutatori designati... Senza contare che i salvadoregni si sono recati alle urne nel quadro di un estado de excepción in rigore dal marzo del 2022 (e che dopo il voto è stato nuovamente prorogato per altri 30 giorni). segue

Su El Salvador v. anche: ¿Es posible una democracia de partido único como quiere Bukele?


Argentina, un milione e mezzo in piazza contro Milei

(25/1/2024) Al grido di La patria no se vende, un milione e mezzo di persone hanno riempito le piazze di tutto il paese il 24 gennaio, in occasione dello sciopero generale proclamato dalle centrali sindacali. Una giornata di lotta per esprimere la protesta sociale contro il presidente Milei e per chiedere al Congresso di non ratificare il Decreto de Necesidad y Urgencia e la Ley Omnibus inviate dal governo, che derogano più di mille leggi costituzionali e prevedono la concessione di facoltà straordinarie all'esecutivo per due anni. Proposte che non solo cancellano i diritti dei lavoratori e le libertà sindacali, ma aprono la strada alla privatizzazione di tutte le imprese pubbliche, modificano il codice civile e commerciale, inaspriscono le pene per le manifestazion mentre ammorbidiscono le norme per la difesa dell'ambiente. La mobilitazione del 24 è stata accompagnata da iniziative di appoggio in tutto il mondo: in Italia si sono tenuti presidi a Roma, davanti all'ambasciata, e a Milano di fronte al consolato. segue

L'ARGENTINA NON ENTRA NEI BRICS. In una lettera inviata al gruppo dei Brics, il presidente Milei ha reso noto di non considerare opportuna "l'adesione della Repubblica Argentina come membro pieno a partire dal primo gennaio 2024", perché "l'impronta in materia di politica estera del governo che presiedo da pochi giorni differisce in molti aspetti da quella del governo precedente". La decisione è stata criticata da numerosi analisti economici, perché volta le spalle a paesi che sono potenziali acquirenti di prodotti argentini come alimenti, minerali, risorse energetiche. Ma le motivazioni del capo dello Stato sono ben chiare, come scrive su Página/12 Javier Lewkowicz: si tratta di "un forte gesto a favore degli Stati Uniti, da cui l'amministrazione Milei spera di ottenere finanziamento, sia da parte del Fondo Monetario Internazionale che da investitori privati, che le permettano di sostenersi come governo".

Sull'Argentina v. anche: Murió Sara Rus, sobreviviente de Auschwitz y Madre de Plaza de Mayo


Venezuela, scoperti cinque piani eversivi

(24/1/2024) Dal maggio scorso 32 persone sono finite in carcere, accusate di aver partecipato a cinque piani eversivi sventati dall'intelligence bolivariane. Lo ha rivelato il 22 gennaio il fiscal general Tarek William Saab, aggiungendo che sono stati emessi altri ordini di cattura. Tra i sospettati di cospirazione figurano civili e membri della Fuerza Armada Nacional Bolivariana. Tra gli obiettivi dei golpisti l'assassinio del presidente Maduro e assalti a installazioni militari. Il procuratore ha mostrato le testimonianze di due arrestati che coinvolgono in questi complotti la Cia e alcuni dirigenti politici di destra. segue

Il governo Maduro svela i 5 piani cospirativi dell'estrema destra nel 2023


Guatemala, la promessa di una nuova primavera

(20/1/2024) L'investitura di Bernardo Arévalo de León alla massima carica dello Stato e della sua vice Karin Herrera Aguilar era previsto per le 16 di domenica 14 gennaio, ma ha potuto avvenire solo nelle prime ore di lunedì 15, a causa del ritardo nell'insediamento dei nuovi deputati. Un ritardo dovuto ai tentativi dei parlamentari legati alla vecchia legislatura di mantenere il controllo del Congresso o almeno della sua Junta Directiva, ostacolando l'ingresso degli eletti del Movimiento Semilla. Tentativi andati a vuoto, dal momento che alla fine a presiedere il Parlamento è stato proclamato un esponente di Semilla, Samuel Pérez. E anche la seconda votazione dei vertici del Congresso, imposta dalla Corte de Constitucionalidad in seguito ai ricorsi dell'opposizione, si è conclusa giorni dopo con la sconfitta della destra: la nuova Junta Directiva è composta da legislatori vicini ad Arévalo ed è presieduta da Nery Ramos, del Partido Azul. segue


Perù, in libertà l'ex dittatore Fujimori

(23/12/2023) Que se vayan todos. È questa la richiesta di migliaia di persone scese in piazza a un anno dall'insediamento della presidente Boluarte e dopo la liberazione di Alberto Fujimori, uscito il 6 dicembre dal carcere vip in cui era rinchiuso. I manifestanti chiedono non solo la rinuncia dell'esecutivo, ma anche lo scioglimento del Congresso ed elezioni anticipate. In pratica è il rifiuto totale di una classe dirigente corrotta. L'ex dittatore, che stava scontando una condanna a 25 anni di prigione per crimini di lesa umanità, ha beneficiato di un indulto del 2017, che era stato in seguito dichiarato illegale dalla Corte Suprema e che è stato ripristinato su ordine del Tribunal Constitucional. La scarcerazione di Fujimori è avvenuta in barba alle risoluzioni della Corte Interamericana de Derechos Humanos, che si era pronunciato contro l'indulto "per garantire il diritto di accesso alla giustizia delle vittime". Dina Boluarte ha però deciso di non obbedire alla Cidh: ha bisogno dell'alleanza dei fujimoristi, sui quali si appoggia per contrastare le denunce a suo carico per violazione dei diritti umani dopo la morte di oltre sessanta persone, uccise dalle forze di sicurezza nel corso di manifestazioni antigovernative. Fujimori è dunque libero e godrà di un ulteriore beneficio: è stato infatti annullato il procedimento di indagine sulle sterilizzazioni forzate commesse durante il suo regime ai danni di migliaia di donne indigene povere. segue


Brasile, 8 gennaio 2024

(11/1/2024) Un anno è passato da quando in Brasile il governo federale, da poco insediato sotto le presidenza di Luiz Inácio Lula da Silva, veniva frontalmente attaccato da azioni golpiste coordinate che devastarono le sedi istituzionali dei tre poteri nel Distretto Federale. A distanza di dodici mesi da quei fatti l’esecutivo federale e in prima persona il presidente hanno promosso un atto pubblico forte negli spazi del Parlamento, convocando i rappresentati istituzionali principali, cioè il presidente del Supremo Tribunale Federale, il presidente del Tribunale Superiore Elettorale, il procuratore generale della Repubblica, i presidenti dei due rami del Parlamento, i governatori degli Stati e del Distretto Federale. In parallelo in molte città si sono tenute manifestazioni per la difesa dello stato democratico di diritto. (Teresa Isenburg) segue

Tutti gli approfondimenti sul Brasile a questo link


Bolivia, Evo Morales non potrà ricandidarsi

(30/12/2023) "La restrizione alla possibilità di candidatura illimitata è una misura idonea ad assicurare che una persona non si perpetui al potere". Lo ha affermato il Tribunal Constitucional Plurinacional, annullando così la decisione del 2017 della stessa corte che aveva permesso a Evo Morales di ricandidarsi con la giustificazione che si trattava di un "diritto umano". Secondo questa nuova sentenza, presidente e vicepresidente possono presentarsi solo per due mandati, consecutivi o meno. Morales dunque non potrà partecipare alla contesa elettorale del 2025, come aveva preannunciato, avendo già completato tre gestioni presidenziali (la quarta era stata interrotta dal golpe del 2019). segue


Cile, respinta la proposta di Costituzione dell'estrema destra

(19/12/2023) I cileni hanno respinto, con il 55,7% dei voti, il progetto di Costituzione presentato da una maggioranza di estrema destra, che proponeva un inasprimento delle leggi contro l'immigrazione clandestina, poneva un'ipoteca sul diritto di aborto e limitava il ruolo dello Stato in un'economia di mercato, delineando un regime fortemente neoliberista. Il testo era stato elaborato da un Consejo Constitucional eletto in maggio e dominato dal reazionario Partido Republicano dopo la bocciatura, nel settembre 2022, della proposta democratica e innovativa redatta da una prima assemblea costituente. segue


"La dottrina Monroe è viva"

(29/11/2023) Commemorando il duecentesimo anniversario della sua proclamazione da parte del presidente statunitense Monroe, un gruppo di parlamentari repubblicani ha presentato in Senato una risoluzione che riconosce i principi di libertà e indipendenza dell'emisfero consacrati nella Dottrina Monroe "come una pietra angolare durevole della politica estera degli Stati Uniti" e riafferma il diritto Usa "di opporsi a un potere straniero che estenda un'influenza maligna che potrebbe porre in pericolo o minare le democrazie dell'emisfero occidentale". segue

La búsqueda de justicia más allá de las fronteras


L'America Latina condanna il massacro di civili a Gaza

(24/11/2023) Di fronte al massacro della popolazione civile nella Striscia di Gaza da parte delle truppe israeliane, dure reazioni di condanna sono venute da gran parte dell'America Latina. Il governo boliviano ha annunciato il 31 ottobre la rottura delle relazioni diplomatiche con Israele "in ripudio e condanna dell'aggressiva e sproporzionata offensiva militare in atto". Non è la prima volta che La Paz interrompe i rapporti con Tel Aviv: era già successo nel 2009 per decisione di Evo Morales, sempre in seguito a un attacco israeliano a Gaza; le relazioni erano state poi riallacciate dal governo golpista di Jeanine Añez. segue

Sull'argomento v. anche: Miradas feministas sobre Gaza


Cuba, nuovo voto dell'Onu contro il bloqueo

(3/11/2023) Anche quest'anno l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riunita il 2 novembre, ha chiesto in modo quasi unanime di "porre fine all'embargo economico, commerciale e finanziario" imposto dagli Stati Uniti contro Cuba. 187 i voti a favore, solo due contrari (Usa e Israele) e un'astensione (Ucraina). Un successo importante per l'isola, sottoposta da decenni a un vero e proprio atto di guerra in tempo di pace. Ma un successo simbolico, perché destinato a rimanere lettera morta di fronte alla volontà statunitense di perseguire con questo strumento il suo obiettivo: "annullare la capacità del governo di rispondere alle necessità della popolazione, creare una situazione di ingovernabilità e distruggere l'ordine costituzionale", come ha denunciato il ministro degli Esteri dell'Avana Bruno Rodríguez. segue

Su Cuba v. anche: Cuba se mira en el espejo palestino


 

 

Latinoamerica-online.it anno XXIV

a cura di Nicoletta Manuzzato

Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 259 del 13/4/04