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Articolo 11 della Costituzione: L'Italia ripudia la guerra. NO all'invio di armi! Contro Putin e contro la NATO

Messico, oltre un milione in piazza per Amlo

(28/11/2022) Un milione e duecentomila persone. Tanti, secondo alcune valutazioni, i partecipanti alla marcia di domenica 27 novembre a Città del Messico, indetta dal presidente Andrés Manuel López Obrador al termine del suo quarto anno di governo. Il gigantesco corteo, cui il capo dello Stato ha partecipato confondendosi tra la folla, è partito dall'Angel de la Independencia per confluire nello Zócalo della capitale. Qui Amlo ha tenuto un lungo discorso, ribadendo la sua decisione di non ricandidarsi nel 2024, alla scadenza del mandato: "No alla rielezione, siamo maderistas" ha esclamato richiamando la consegna di Francisco Madero contro la dittatura di Porfirio Díaz. segue

Nella foto: Amlo tra la folla durante la manifestazione del 27 novembre



Armi italiane al Brasile di Bolsonaro

(30/11/2022) La Società consortile Iveco-Oto Melara (CIO) collegata a Leonardo SpA si è aggiudicata la gara per fornire all’esercito brasiliano blindati su gomma Centauro II, battendo le concorrenti canadese e cinese. I giornali italiani del 28 novembre danno la notizia esaltando l’eccellenza tecnica italica e citano parole di plauso del ministro della Difesa e dell’ambasciatore di Brasilia. La fornitura prevede la consegna di 96 blindati per 900 milioni di euro, con potenziale fino a 220 veicoli. Mi permetto di condividere due considerazioni al riguardo. L’Italia si conferma sempre di più come paese grande esportatore di armi, da quelle leggere a quelle pesanti, e il governo, nelle sue articolazioni dei Ministeri della Difesa e degli Esteri, diventa un mercante, un commesso viaggiatore di armi interessato in primo luogo ad allargare il proprio mercato che è, come ovvio, un mercato di morte. Questa ormai consolidata opzione comporta conseguenze sia nei paesi verso i quali le costose importazioni vengono inviate, sia nel tipo di interlocutori con cui il governo italiano via via tesse relazioni privilegiate. (T.I.) segue

Sul Brasile v. anche il documento: Le aggregazioni pentecostali e neopentecostali

Tutti gli approfondimenti sul Brasile a cura di Teresa Isenburg a questo link


Si è spenta la voce di Pablo Milanés

(23/11/2022) Yo pisaré las calles nuevamente de lo que fue Santiago ensangrentada y en una hermosa plaza liberada me detendré a llorar por los ausentes... I versi di questa canzone non potevano non commuovere chi aveva conosciuto il Cile di Allende, pieno di speranza e di fiducia nel futuro, ed era costretto a pensare a un paese schiacciato dalla feroce dittatura di Pinochet. Pablo Milanés la scrisse in pochi minuti nel 1974, colpito dalla notizia dell'uccisione di Miguel Henríquez. Il grande cantautore si è spento il 22 novembre a Madrid, all'età di 79 anni. Come ha ricordato il Ministero della Cultura dell'isola, "le sue canzoni e le sue magistrali interpretazioni integrano di diritto la colonna sonora della Rivoluzione Cubana. La sua morte avviene quando celebriamo il cinquantesimo anniversario di quello straordinario fatto culturale che fu la fondazione del Movimiento de la Nueva Trova, di cui è uno dei pilastri fondamentali". segue


Argentina, è morta Hebe de Bonafini

(21/11/2022) "È una tragedia che noi Madri abbiamo trasformato in amore e in lotta". Così Hebe María Pastor de Bonafini sintetizzava il significato della battaglia che aveva combattuto, insieme ad altre donne coraggiose, per la verità e la giustizia. La presidente dell'Asociación Madres de Plaza de Mayo è morta il 20 novembre a La Plata. La sua vicenda personale si innesta nel periodo più drammatico della storia argentina, gli anni della dittatura che fece scomparire 30.000 persone, per lo più giovani, colpevoli di sognare un mondo migliore. segue

Nella foto: Hebe de Bonafini tra Hugo Chávez e Fidel Castro


Ancora una volta l'Onu vota contro il bloqueo a Cuba

(4/11/2022) L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato il 3 novembre una nuova risoluzione che chiede la fine del blocco statunitense contro Cuba. 185 i voti a favore, due i contrari (Stati Uniti e Israele) e due le astensioni (Brasile e Ucraina). Nonostante la condanna trentennale dell'Onu Washington non ha mai allentato il bloqueo, che secondo i calcoli è costato all'isola oltre sei miliardi di dollari solo nei primi 14 mesi dell'amministrazione Biden. Si tratta di "un atto deliberato di guerra economica con il proposito di impedire le entrate finanziarie del paese, di distruggere la capacità dell'esecutivo di attendere alle necessità della popolazione, di far collassare l'economia e di creare una situazione di ingovernabilità", ha denunciato il ministro degli Esteri dell'Avana, Bruno Rodríguez. "L'attuale governo statunitense non ha una sua politica verso Cuba. Attua per inerzia e dà continuità alla politica inumana di massima pressione instaurata durante la presidenza di Donald Trump", ha aggiunto Rodríguez ribadendo che il suo paese "è disposto ad avanzare verso una migliore intesa con gli Stati Uniti e a sviluppare rapporti civili e di cooperazione sulla base del mutuo rispetto e senza pregiudizio per la nostra sovranità".


Lula ha vinto, ora dovrà ricostruire il Brasile

(3/11/2022) "Il popolo vuole più libertà, uguaglianza e fraternità nel nostro paese", vuole "libri e non armi": queste parole di Luiz Inácio da Silva mostrano l'abisso esistente tra le due proposte che si sono fronteggiate nel ballottaggio del 30 novembre, tra l'inno alla vita di Lula e il culto della violenza di Bolsonaro. Il ballottaggio ha segnato la sconfitta del presidente in carica per uno stretto margine (50,9 contro 49,1%), rivelando un paese spaccato in due. Una spaccatura accentuata dall'atteggiamento del perdente che nel suo brevissimo discorso, arrivato dopo 48 ore di silenzio, non ha ufficialmente riconosciuto il trionfo dell'avversario. Si è limitato a ringraziare chi aveva votato per lui e, pur chiedendo ai suoi sostenitori più fanatici di porre fine ai blocchi stradali, ha parlato di "indignazione e sentimento di ingiustizia per il modo in cui è stato condotto il processo elettorale", conferendo così legittimità alla protesta di quanti, bloccando decine di arterie in tutto il paese, invocavano a gran voce l'intervento militare "contro il comunismo". segue


Primo incontro a Caracas tra Maduro e Petro

(2/11/2022) Storico incontro il primo novembre a Caracas tra Nicolás Maduro e Gustavo Petro, che sancisce il riavvicinamento tra le due nazioni dopo la parziale riapertura delle frontiere in settembre. "Siamo due paesi segnati dalla storia per essere fratelli e per intenderci", ha dichiarato Maduro alla stampa. "Il cammino è quello del buon vicinato e questo significa articolare politiche comuni", ha affermato dal canto suo Petro. Tra i temi trattati il consolidamento dei rapporti bilaterali, la lotta contro il narcotraffico, l'elaborazione di una posizione regionale sulla salvaguardia della foresta amazzonica, il rafforzamento degli organismi internazionali come la Celac e il ritorno del Venezuela in seno alla Comunidad Andina de Naciones da cui era uscito nel 2006. È stata "una giornata fruttuosa, intensa ed estesa", ha commentato Maduro al termine dei colloqui. L'ultimo vertice tra i capi di Stato dei due paesi era avvenuto nel 2016, quando Maduro aveva ricevuto a Puerto Ordaz il suo omologo Juan Manuel Santos. Le relazioni erano state poi interrotte a causa del riconoscimento, da parte del colombiano Iván Duque, dell'autoproclamato Juan Guaidó come "presidente incaricato" del Venezuela.


Un'assemblea dell'Oea non troppo favorevole a Washington

(8/10/2022) "Uniti contro la disuguaglianza e la discriminazione": questo il tema dell'Assemblea Generale dell'Organización de los Estados Americanos, che si è svolta dal 5 al 7 ottobre a Lima. All'incontro ha partecipato anche il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, che ha insistito sui punti che premono a Washington, in particolare sulla necessità di serrare le file contro quelli che considera suoi nemici. Non tutto però è andato come nei calcoli statunitensi. Blinken si è congratulato con l'Oea per l'espulsione, mesi fa, della Russia come paese osservatore permanente, una decisione assunta su iniziativa del Guatemala e di Antigua and Barbuda. Ma il messaggio trasmesso da Zelensky nella sessione inaugurale, in cui ha citato le figure di Bolívar, San Martín e Hidalgo sostenendo che, se fossero in vita, sosterrebbero la causa dell'Ucraina, non ha prodotto l'entusiasmo sperato. E la mozione presentata dal Guatemala in favore di un "continuo appoggio per la fine dell'aggressione russa" non ha incontrato l'unanimità dell'assemblea: Messico, El Salvador, Honduras, Argentina, Bolivia e Brasile non l'hanno sottoscritta. segue


Haiti in piazza contro una nuova occupazione militare

(19/10/2022) "Henry vattene. No all’occupazione". La protesta nelle strade di Haiti indica così i responsabili della crisi devastante che attraversa il paese: crisi economica, sanitaria, istituzionale, umanitaria. È tornato anche il colera che, tra il 2010 e il 2019, aveva colpito oltre 820.000 persone e provocato 10.000 morti. Ora i morti sono già una ventina e l’epidemia rischia di espandersi fra la popolazione povera che non può comprarsi il cibo né il sapone. La grave denutrizione, che colpisce un bambino o una bambina ogni cinque, le pessime condizioni igieniche e l’assenza di acqua potabile favoriscono la diffusione del colera, insieme alla rabbia della popolazione. Su un totale di 11,5 milioni di abitanti, 4,7 milioni soffrono la fame. (G.C.) segue


Perù, Lima in mano all'estrema destra

(4/10/2022) Rafael López Aliaga, di Renovación Popular (estrema destra), è il nuovo sindaco di Lima. Con poco più del 26% dei voti ha superato, per meno di un punto percentuale, il generale a riposo Daniel Urresti, anche questi un estremista di destra, responsabile durante la sua carriera militare di violazione dei diritti umani. Al terzo posto si è piazzato l'ex calciatore George Forsyth (centrodestra). Le formazioni vicine al governo hanno ottenuto risultati assai scarsi: il candidato di Perú Libre non ha raggiunto neppure l'1,5%, ultimo tra gli otto aspiranti alla guida della capitale. E Gonzalo Alegría, di Juntos por el Perú, si è fermato al 6% anche perché colpito da accuse di abuso sessuale. Nonostante il voto fosse obbligatorio, a Lima l'astensionismo ha raggiunto il 21,4%, cui va aggiunto un 10,3% di schede bianche o nulle. segue


Il Cile dice no al progetto di nuova Costituzione

(9/9/2022) La vittoria del Rechazo era prevista dai sondaggi, ma non in questa misura: il 4 settembre quasi il 62% dei cileni ha detto no alla proposta di nuovo ordinamento dello Stato elaborata dalla Convención Constitucional. L'elettorato, che due anni fa si era nettamente pronunciato per la cancellazione dell'eredità di Pinochet, ha respinto un progetto estremamente avanzato: la prima Costituzione del mondo redatta in modo paritario da uomini e donne, un testo apertamente antineoliberista, che riconosce il diritto all'interruzione volontaria della gravidanza, all'educazione gratuita, all'acqua pubblica, all'aria pulita e definisce il Cile "uno Stato sociale e democratico di diritto (...) plurinazionale, interculturale, regionale ed ecologico". segue


Ecuador, Jorge Glas resta in carcere

(11/8/2022) L'ex vicepresidente Jorge Glas, condannato per presunti atti di corruzione, non potrà lasciare la prigione in cui è rinchiuso dal 2017. Il provvedimento di scarcerazione, deciso dal giudice Banny Rubén Molina in considerazione delle precarie condizioni di salute del detenuto, è stato respinto dal governo con un comunicato ufficiale, reso pubblico con un tweet dallo stesso presidente Lasso. Il pretesto: irregolarità nel procedimento. "Dal 2017 siamo abituati al lawfare in Ecuador. Ci sono state pressioni di diversi poteri dello Stato nei confronti della giustizia. Tuttavia ci meraviglia il modo in cui direttamente e pubblicamente un presidente della Repubblica si riferisce a un processo giudiziario - ha affermato Carlos Alvear, uno degli avvocati difensori - È qualcosa che non ha precedenti nella recente storia democratica del paese". Guillermo Lasso non perdona a Glas la sua fedeltà all'ex capo di Stato Rafael Correa, costretto all'esilio per sottrarsi ad accuse prefabbricate. E lo stesso Molina, il magistrato reo di aver decretato la liberazione, è stato arrestato per "usurpazione e simulazione di funzioni pubbliche". In aprile Glas aveva beneficiato di un altro ordine di scarcerazione, poi revocato: aveva potuto uscire dal carcere solo per quaranta giorni.


La spada di Bolívar nella Colombia di Petro e Márquez

(8/8/2022) Con la statura politica che lo caratterizza e che ha dimostrato in quasi un decennio alla guida del paese, il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, si è congratulato con il suo omologo Gustavo Petro, che il 7 agosto ha prestato giuramento come nuovo capo di Stato della Colombia, insieme alla sua vice Francia Márquez, per il periodo 2022-2026. "Dobbiamo approfittare di questa seconda opportunità per il bene, la pace e la stabilità di Colombia e Venezuela", ha detto Maduro riprendendo il discorso di Petro, iniziato e concluso con il riferimento alla frase di Garcia Márquez, nel romanzo Cent’anni di solitudine: "Tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent’anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra". Invece, ha promesso Petro, "questa seconda opportunità si apre oggi. È il momento del cambio. Il nostro futuro non sta scritto. Possiamo scriverlo insieme in pace e nell’unità". Quindi ha detto che nessun paese dev’essere aggredito, e si è espresso a favore di una vera integrazione latinoamericana, basata sulla solidarietà e su pari condizioni. (G.C.) segue


La giustizia italiana contro i torturatori del Plan Cóndor

(27/7/2022) È iniziato il 14 luglio, presso la III Sezione della Corte d'Assise di Roma, il secondo processo contro Jorge Troccoli, l'italo-uruguayano membro dei servizi segreti della marina militare di Montevideo, già condannato all'ergastolo un anno fa per la scomparsa, nell'ambito del cosiddetto Plan Cóndor, di una ventina di oppositori alla dittatura. Questa volta Troccoli, che per sfuggire alla giustizia del suo paese si era rifugiato in Italia, è accusato dell'omicidio dell'uruguayana Elena Quinteros, dell'italiana Raffaella Filippazzi e del marito José Agustín Potenza, cittadino argentino. Sequestrati a Montevideo nel 1977 e portati in Paraguay, Filippazzi e Potenza vennero assassinati: i loro resti furono identificati nel 2016. Rimane desaparecida Elena Quinteros, militante del sindacato dei lavoratori dell'istruzione. Arrestata nel 1976, di lei si sa solo - dai racconti di altri prigionieri - che venne selvaggiamente torturata in un centro di detenzione clandestino dell'esercito uruguayano. segue


 

La Colombia volta pagina

(22/6/2022) Il 19 giugno segna una data storica per la Colombia: con il 50,4% dei voti contro il 47,3% del suo avversario Rodolfo Hernández, Gustavo Petro è stato eletto presidente, carica che assumerà il 7 agosto diventando così il primo capo di Stato progressista del paese. Lo affiancherà l'avvocata femminista Francia Márquez, protagonista di tante battaglie per i diritti umani e per la salvaguardia dell'ambiente, la prima donna di origine africana a diventare vicepresidente. Il ballottaggio ha visto una partecipazione alle urne di quasi il 58% degli aventi diritto, un'alta percentuale per la nazione caraibica. Al termine dello scrutinio si è scatenata una vera e propria festa popolare: migliaia di persone sono scese in piazza a celebrare la vittoria. segue


 

Honduras, Castillo condannato per l'uccisione di Berta Cáceres

(21/6/2022) Nel luglio 2021 la giustizia honduregna aveva riconosciuto David Castillo Mejía, presidente esecutivo della Desarrollos Energéticos (Desa), colpevole di partecipazione nell'assassinio di Berta Cáceres. Dopo ben quattro rinvii e quasi un anno di attesa, il 20 giugno è arrivata finalmente la sentenza: 22 anni e sei mesi di reclusione. La cofondatrice del Copinh venne uccisa nel marzo 2016 per la sua opposizione al progetto idroelettrico Agua Zarca, con cui la Desa minacciava le risorse idriche della comunità lenca. Ma anche se altre sette persone sono state condannate per l'esecuzione materiale del delitto, le organizzazioni per i diritti umani hanno ribadito l'importanza che si avanzi nell'individuazione dei mandanti. Vanno indagati in particolare i membri della potente famiglia Atala Zablah, azionisti di maggioranza dell'impresa. "La condanna di David Castillo non soddisfa l'esigenza di giustizia del popolo lenca. Lo Stato dell'Honduras è ancora in debito", ha affermato la figlia di Berta Cáceres, Bertha Zúñiga, attuale coordinatrice del Copinh.


Segnali di declino dell'egemonia statunitense

(11/6/2022) Il IX Vertice delle Americhe, che si è svolto a Los Angeles dal 6 al 10 giugno, non si è certo concluso con un bilancio positivo per gli Stati Uniti. La decisione di Washington di non estendere gli inviti a Cuba, Venezuela e Nicaragua, perché "non democratici", ha innescato l'inattesa risposta di molti capi di Stato dell'America Latina. In prima fila il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, che in segno di protesta per le esclusioni ha disertato l'incontro: "Non può esserci un Vertice delle Americhe se non partecipano tutti i paesi del continente americano, o meglio può esserci, ma noi riteniamo che questo significhi continuare con la vecchia politica di interventismo, di mancanza di rispetto verso le nazioni e i loro popoli", ha detto in uno dei suoi tradizionali incontri mattutini con la stampa. segue

Nella foto: López Obrador e Xiomara Castro, due degli assenti al IX Vertice delle Americhe


Giochi di guerra nel Mediterraneo Americano

(15/5/2022) Sono in corso dal 7 maggio, nella zona marittima dello Stato messicano di Quintana Roo, le manovre militari Tradewinds 2022, organizzate dal Southern Command statunitense con lo scopo di "pianificare e rispondere a situazioni di crisi". Al Messico (e al Belize per la parte terrestre) è affidato il compito di ospitare queste esercitazioni, che dureranno due settimane e che vedono la partecipazione di altre cinque nazioni del continente (Canada, Brasile, Colombia, Guyana, Suriname), di dodici Stati dei Caraibi e di tre paesi europei: Francia, Olanda e Inghilterra. Contemporaneamente la stessa zona del Quintana Roo è teatro della North American Maritime Security Initiative, che ha come obiettivo la collaborazione tra Stati Uniti, Canada e Messico per combattere il terrorismo e la delinquenza organizzata. segue



È morta Rosario Ibarra, la madre coraggio messicana

(17/4/2022) "Dobbiamo esigere dalle autorità, ma dobbiamo chiedere anche al popolo messicano che prenda coscienza. La costruzione di una società senza desaparecidos e senza impunità non si ottiene per decreto, in questo compito dobbiamo porre tutti i nostri sforzi". Così la maggiore delle figlie di Rosario Ibarra ha ricordato il senso della lotta instancabile condotta dalla madre per far luce sulle violazioni dei diritti umani negli anni della guerra sucia. Rosario Ibarra de la Garza è morta a Monterrey il 16 aprile, a 95 anni. Fino all'ultimo si è battuta per la verità sulla sorte degli scomparsi, da quando nel 1974 il figlio Jesús Piedra Ibarra, studente di medicina e militante della Liga Comunista "23 de septiembre", era stato sequestrato dalla polizia giudiziaria. Di lui, come di tanti altri giovani arrestati in quel periodo, non si seppe mai nulla. Trasferitasi da Monterrey a Città del Messico, Rosario bussò a tutte le porte, incontrò il presidente Echeverría, il ministro dell'Interno, vari vertici militari, ma inutilmente. Insieme ad altri familiari fondò il Comité Pro Defensa de Presos, Perseguidos, Desaparecidos y Exiliados Políticos e organizzò uno storico sciopero della fame nell'atrio della Cattedrale della capitale. segue

 

 

 

Latinoamerica-online.it anno XVIII

a cura di Nicoletta Manuzzato

Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 259 del 13/4/04