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Venezuela: “Turismo sostenibile, malgrado la pandemia”. Intervista esclusiva al ministro Alí Padrón

"Il governo Maduro rappresentante legittimo del Venezuela"

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella riunione del 6 dicembre, ha riconosciuto il governo di Nicolás Maduro come rappresentante legittimo del Venezuela. Solo sedici dei 193 Stati membri dell'Onu si sono dichiarati contrari. Un importante punto a favore della Repubblica Bolivariana: nel 2019 erano una sessantina le nazioni che avevano dichiarato il loro appoggio a Juan Guaidó. Per quest'ultimo il 2021 non è stato un anno favorevole: dall'insediamento in gennaio dell'Asamblea Nacional nata dalle legislative del 6 dicembre 2020, gli Stati membri dell'Ue non lo considerano più "presidente ad interim", ma solo "interlocutore privilegiato". segue


La speranza ha vinto la paura

"Oggi la speranza ha vinto la paura". Così Gabriel Boric, della coalizione Apruebo Dignidad (che raggruppa vari partiti e movimenti ecologisti e di sinistra tra cui il Frente Amplio e il Partido Comunista), ha sintetizzato il risultato delle presidenziali del 19 dicembre in Cile. Boric ha trionfato sull'esponente del Partido Republicano, l'ultraconservatore José Antonio Kast, con quasi il 56% dei voti: una vittoria non scontata, visto che il primo turno si era concluso con Kast in vantaggio per circa due punti percentuali. segue


Honduras, Xiomara Castro è la nuova presidente

Un voto storico: domenica 28 novembre Xiomara Castro Sarmiento ha vinto le presidenziali superando, di quasi quindici punti percentuali di distacco, il suo principale avversario Nasry Asfura, candidato del Partido Nacional attualmente al governo. Xiomara è la prima donna eletta alla massima carica dello Stato e con il trionfo di Libre (Partido Libertad y Refundación) si interrompe oltre un secolo di bipartitismo, in cui a occupare il potere erano le due principali formazioni, il Nacional e il Liberal. Ma soprattutto l'Honduras si avvia ad abbandonare quelle politiche neoliberiste che hanno drammaticamente aggravato la già critica situazione socioeconomica del paese (più del 60% della popolazione è povera, quasi il 40% versa in estrema povertà e sono dati sicuramente sottostimati). segue


Brasile, vaccini e dintorni

Mi sembra che forse possa essere di un certo interesse qualche notizia su pratiche ed esperienze di vaccinazione diverse da quelle europee. Traduco un'intervista alla seria rivista di divulgazione scientifica Ciência Hoje della SBPC/Società brasiliana per il progresso della scienza, del dottor Dimas Covas direttore dell’Istituto Butantan, importante centro sieroterapico di San Paolo con alle spalle un secolo di ricerca scientifica e produzione industriale nel settore dei vaccini (era stato fondato nel 1901 per far fronte a un'ondata di peste bubbonica nella città portuale di Santos). (T.I.) segue

Approfondimenti sul Brasile a cura di Teresa Isenburg a questo link


Caraibi, l'isola di Barbados diventa repubblica

Dal 30 novembre Barbados è ufficialmente una repubblica: terminano così quasi quattro secoli di dipendenza dalla corona britannica. La regina Elisabetta II non è più il capo dello Stato: al suo posto è stata proclamata presidente l'ex governatrice generale, Sandra Mason, che era stata eletta in ottobre dal Parlamento. Il suo nome era stato fatto in un messaggio congiunto dalla prima ministra, la laburista Mia Mottley, e dal leader dell'opposizione, il vescovo Joseph Atherley. Solo un senatore si era dichiarato contrario, ritirandosi dalla seduta. Avvocata di professione, tra i tanti incarichi ricoperti Mason ha fatto parte della Corte Suprema del suo paese e del Comitato delle Nazioni Unite per i Diritti del Bambino. segue  (nella foto: la nuova presidente, Sandra Mason)


Cuba, il 15-N "un'operazione fallita"

Una giornata "festiva": questo l'aggettivo usato dal ministro degli Esteri Bruno Rodríguez per definire il 15-N (15 novembre), giorno in cui gli appelli dei dissidenti a massicce proteste antigovernative sono caduti nel vuoto. Si è trattato di "un'operazione fallita" che hanno tentato di articolare dagli Stati Uniti, ha detto ancora Rodríguez. E il presidente Díaz-Canel ha scritto in Twitter: "Così si sveglia Cuba il 15 novembre, con più di 700.000 pioneros nelle aule, ricevendo amici, familiari e turisti, riattivando l'attività produttiva e con i casi di Covid in diminuzione". Il rientro degli alunni a scuola e la riapertura delle frontiere segnano il ritorno alla normalità dopo i peggiori mesi della pandemia. segue


Argentina, dal voto un segnale d'allarme per il governo

Il 14 novembre gli argentini sono stati chiamati alle urne per rinnovare metà dei seggi della Camera e un terzo del Senato. Il risultato costituisce un segnale d'allarme per il governo di Alberto Fernández: la coalizione di destra Juntos por el Cambio ha raccolto circa due milioni di voti in più rispetto al Frente de Todos, che rimane comunque il primo raggruppamento alla Camera e al Senato. Preoccupante l'ascesa del blocco di estrema destra Avanza Libertad, che ha ottenuto il 17% dei suffragi. Il calo di consensi del FdT appare minore rispetto alle primarie di settembre, in cui era stato superato da Juntos por el Cambio nella capitale e nelle province di maggior peso elettorale (Buenos Aires, Córdoba, Santa Fe, Mendoza). Questa situazione aveva suscitato un grosso dibattito interno: il settore più progressista legato a Cristina Fernández chiedeva un cambio di rotta, rimproverando al capo dello Stato una politica troppo moderata, che avrebbe provocato la delusione di gran parte del suo elettorato. segue (nella foto: Hebe de Bonafini durante la manifestazione di ottobre)


Nicaragua, Daniel Ortega rieletto presidente

Daniel Ortega è stato confermato presidente del Nicaragua per la quarta volta consecutiva, con oltre il 75% dei voti. Con lui è stata eletta vicepresidente la moglie, Rosario Murillo. Nettamente distanziati gli altri cinque candidati, quasi sconosciuti alla maggior parte dell'elettorato: il secondo classificato, Walter Espinoza del Partido Liberal Constitucionalista, si è attestato sul 14%. Il voto di domenica 7 novembre presenta però molti lati oscuri, in particolare il dato sull'affluenza alle urne, che secondo il governo ha superato il 65% degli aventi diritto, mentre a detta dell'opposizione non è arrivato al 20%. segue


Da Washington e da Madrid l'offensiva dell'estrema destra

La Dottrina Monroe continua a ispirare la politica di Washington: lo testimoniano due diplomatici Usa in America Latina. In un recente tweet Ken Salazar, ambasciatore a Città del Messico, riferisce di aver sostenuto, con il governo di López Obrador, "importanti riunioni" sul progetto di riforma energetica allo studio in Messico e di aver espresso "serie preoccupazioni da parte degli Stati Uniti. Ci siamo impegnati a continuare nei prossimi giorni il dialogo su questa critica questione" (gli investimenti di imprese Usa nel settore superano il miliardo di dollari). segue


Una grande perdita per gli studi precolombiani

Och bi: con questa espressione maya, che significa "ha intrapreso la sua strada", l'archeologo Leonardo López Luján ha informato della morte del padre, lo studioso di culture precolombiane Alfredo López Austin, avvenuta a Città del Messico il 15 ottobre. Nato nel 1936 a Ciudad Juárez, nello Stato messicano di Chihuahua, López Austin si era laureato in Legge, ma aveva poi abbandonato questo campo di studi per dedicarsi alla storia. Tra le sue opere ricordiamo Hombre-dios. Religión y política en el mundo náhuatl; El conejo en la cara de la Luna. Ensayos sobre mitología de la tradición mesoamericana; Cuerpo humano e ideología: las concepciones de los antiguos nahuas. Negli ultimi anni, in collaborazione con il ricercatore peruviano Luis Millones, si era dedicato al confronto tra la mitologia mesoamericana e quella andina. segue


Il rilancio della Celac

Si è tenuto il 18 settembre a Città del Messico il sesto vertice della Celac, la Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños. Vi hanno partecipato ben 31 paesi, di cui molti rappresentati ai più alti livelli. Un indubbio successo per il presidente messicano López Obrador, che esercitava la presidenza temporanea dell'organismo e che ha fortemente voluto questo summit per rilanciare l'integrazione regionale. segue


Messico, aborto depenalizzato in tutto il paese

La Suprema Corte de Justicia de la Nación all'unanimità ha dichiarato incostituzionali gli articoli del codice penale dello Stato di Coahuila che punivano l'interruzione volontaria della gravidanza. La sentenza ha una valenza generale e dovranno attenervisi i tribunali di tutto il territorio nazionale. Finora l'aborto era permesso solo a Città del Messico, Oaxaca, Veracruz e Hidalgo; nel resto del paese le donne che vi facevano ricorso rischiavano la prigione. Si calcola che ogni anno in Messico vengano praticati tra 750.000 e un milione di aborti volontari, di cui almeno un terzo con complicazioni che richiedono assistenza medica. segue


Terremoto e tormenta tropicale devastano Haiti

Continuano le operazioni di soccorso delle popolazioni colpite dal terremoto di 7,2 gradi Richter che la mattina del 14 agosto ha devastato Haiti. L'epicentro è stato localizzato a circa dodici km. dalla località di Saint-Louis-du-Sud. Una seconda scossa, di 5,2 gradi, si è prodotta a 17 km. da Chantal, sempre nella parte sud-occidentale del paese. Il sisma ha provocato più di 2.200 morti, oltre 300 dispersi e 12.000 feriti. Decine di migliaia le famiglie rimaste senza tetto per il crollo delle abitazioni. Alle distruzioni del terremoto si sono aggiunte, due giorni dopo, quelle causate dal passaggio della tempesta tropicale Grace, che con le sue piogge torrenziali ha reso ancora più difficile l'opera delle missioni umanitarie giunte da diverse nazioni: tra queste un contingente di medici e infermieri inviati dal governo cubano. segue


Bolivia, un nuovo Plan Cóndor dietro il golpe del 2019?

Un nuovo Plan Cóndor, simile al coordinamento tra le dittature del Cono Sur nel secolo scorso, ha operato in Bolivia nel 2019? E' un fatto che il regime di Jeanine Añez, che a La Paz aveva preso il posto del legittimo presidente Evo Morales dopo il colpo di Stato del 10 novembre, ha ricevuto non solo sostegno politico, ma anche appoggio materiale da parte dei governi di destra della regione. I particolari stanno emergendo soltanto ora, parallelamente ai procedimenti in corso contro i responsabili del golpe. segue


Perù, Pedro Castillo proclamato presidente

Il 19 luglio, con sei settimane di ritardo, è arrivata la proclamazione ufficiale: Pedro Castillo è il nuovo presidente del Perù. La cerimonia di insediamento avverrà il 28 luglio. Nel ballottaggio del 6 giugno il candidato di Perú Libre, partito che si richiama a Marx e a Mariategui, si è imposto con una differenza di più di 44.000 voti (50,12%). Keiko Fujimori (Fuerza Popular) ha tentato in ogni modo di invalidare la vittoria ottenuta dal suo avversario denunciando presunti brogli, senza però presentare alcuna prova concreta. Le consultazioni, che hanno visto un'affluenza del 74,5%, sono state giudicate trasparenti da tutti gli osservatori, compresa l'Organización de los Estados Americanos. segue


Processo Condor, la Cassazione conferma gli ergastoli

Quattordici ergastoli. La sentenza della Cassazione del 9 luglio ha messo la parola fine al processo per le violazioni dei diritti umani commesse nell'ambito del Plan Cóndor, il coordinamento criminale tra le dittature del Cono Sur negli anni Settanta e Ottanta. Respinti tutti i ricorsi contro le condanne pronunciate in Corte d'Appello, dovranno scontare il carcere a vita tre cileni e undici uruguayani che sequestrarono, torturarono e uccisero numerosi oppositori di origine italiana. In questo, come era già avvenuto in altri due processi contro repressori argentini, è stato fatto ricorso all'articolo 8 del Codice Penale, che consente di giudicare i responsabili di delitti compiuti all'estero contro nostri connazionali. Allo stesso modo è stato possibile condannare l'italo-uruguayano Jorge Néstor Troccoli, ex membro dei servizi segreti della marina militare di Montevideo, anche per la sparizione di una ventina di cittadini uruguayani. segue


Colombia, "il paese che sogniamo"

Tredici morti, molti dei quali - come testimoniano i video che ora circolano in Internet - uccisi da civili protetti dalle forze di sicurezza sono il tragico bilancio del 28 maggio a Cali. Si aggiungono alla sessantina di vittime, alle migliaia di feriti e alle centinaia di scomparsi, vittime della feroce repressione con cui il presidente Duque spera di fermare le massicce mobilitazioni antigovernative. I manifestanti però non si lasciano intimidire e da un mese occupano le piazze della capitale e delle principali città colombiane. Come recitava un cartello nelle vie di Bogotá: "Dall'altro lato della paura c'è il paese che sogniamo". segue


Cile, gli indipendenti in maggioranza nella Costituente

Con una Costituente in cui sono rappresentati in modo paritario uomini e donne, i cileni si preparano a seppellire definitivamente l'eredità di Pinochet. La composizione della Convención Constituyente uscita dalle urne del 15 e 16 maggio riflette una schiacciante sconfitta della destra, che pensava di essersi garantita una sorta di "potere di veto" imponendo la regola dei due terzi per l'approvazione degli articoli della nuova Carta Magna. Contando di ottenere il 35-40 per cento dei voti, era certa di poter impedire qualsiasi reale cambiamento del sistema. Ma gli elettori hanno deciso diversamente e l'alleanza Vamos por Chile, espressione della maggioranza attualmente al governo, ha dovuto accontentarsi di 37 seggi su 155. segue


Brasile, Lula riacquista i diritti politici

Il Supremo Tribunal Federal ha ratificato, il 15 aprile, l'annullamento delle condanne per corruzione contro Luiz Inácio Lula da Silva. A favore hanno votato otto degli undici giudici riuniti in seduta plenaria. Viene così confermata la sentenza del magistrato Luiz Edson Fachin, che l'8 marzo aveva dichiarato il tribunale di Curitiba incompetente a giudicare l'ex presidente e aveva ordinato che gli atti fossero trasferiti alla giustizia federale. La votazione non proclama l'innocenza di Lula, ma gli restituisce i diritti politici e quindi la possibilità di presentarsi candidato alle elezioni del 2022. E il 22 aprile sempre l'Alta Corte a maggioranza, convalidando quanto già aveva stabilito un mese prima la Seconda Sezione, ha riconosciuto la parzialità dell'ex giudice Sérgio Moro nei confronti di Lula, smontando definitivamente il castello di false accuse costruito nell'ambito dell'inchiesta Lava Jato. segue


Ecuador, le ragioni della sconfitta di Arauz

Contrariamente alle indicazioni dei sondaggi, l'11 aprile il banchiere Guillermo Lasso ha vinto le presidenziali in Ecuador. Per colmare il divario che lo separava dall'avversario Andrés Arauz, ottenendo oltre il 52% dei consensi, ha potuto contare su parte dei suffragi che nel primo turno erano andati al candidato del partito Pachakutik, Yaku Pérez, e a Xavier Hervas, di Izquierda Democrática. Un risultato della feroce campagna anticorreista portata avanti da tutti i principali media e della politica di persecuzione e di lawfare con cui il governo di Lenín Moreno ha cercato di cancellare ogni eredità del suo predecessore. segue


 

Latinoamerica-online.it anno XVIII

a cura di Nicoletta Manuzzato

Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 259 del 13/4/04