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¿De qué solidaridad habla la UE?

Honduras

Assassinata dirigente contadina

Continuano gli omicidi mirati in Honduras. Il 27 agosto la dirigente del movimento contadino Margarita Murillo è stata assassinata nei pressi del villaggio El Planón (dipartimento di Cortés). E' stava sorpresa dai sicari mentre stava lavorando in uno dei terreni recuperati dall'impresa Asociativa Campesinos de Producción Las Ventanas, di cui era presidente. Da decenni Murillo era in prima fila nella difesa delle comunità rurali: era stata tra i fondatori del Frente de Unidad Nacional Campesina e della Central General de Trabajadores del Campo. Ma la sua attività politica non si limitava ai problemi delle campagne: era coordinatrice per il dipartimento di Cortés del Frente Nacional de Resistencia Popular e aveva contribuito alla fondazione del Partido Libertad y Refundación (Libre). segue

Nella foto: Margarita Murillo, la dirigente contadina assassinata

Paraguay

Il movimento contadino contro il presidente

Il 15 agosto sono culminate, con una manifestazione davanti al Congresso, le tre giornate di mobilitazione nazionale contro la politica del presidente Cartes, che proprio quel giorno compiva il primo anno di mandato. Le organizzazioni contadine accusano Cartes di governare a favore dei latifondisti. "Durante il suo governo non sono stati fatti passi avanti nella redistribuzione della terra, ci sono stati solo sgomberi con la forza dei contadini che occupavano le terre. Non ci sono aiuti per i piccoli produttori e non c'è alcuna intenzione di presentare una legge di riforma agraria", ha affermato Marcial Gómez, della segreteria della Federación Nacional Campesina. segue

Nella foto: il presidente Horacio Cartes

Argentina

I nipoti ritrovati

"I suoi genitori le diedero il nome di Ana Libertad. Oggi lei è riuscita a conquistare questo bene tanto prezioso che i genitori le avevano augurato con il suo nome: benvenuta Anna alla tua libertà". Con queste parole Estela Barnes de Carlotto ha salutato, il 22 agosto, il ritrovamento di un'altra figlia di desaparecidos, che ha potuto finalmente recuperare la sua identità. La madre di Ana Libertad, Elena de la Cuadra, era incinta di cinque mesi quando venne sequestrata nel febbraio 1977 insieme al suo compagno Héctor Baratti. Entrambi erano militanti del Partido Comunista Marxista Leninista. I resti di Elena non sono mai stati ritrovati, quelli di Héctor sono stati identificati anni più tardi dall'Equipo Argentino de Antropología Forense. Ana Libertad, che vive in Europa e che ha accettato volontariamente di sottoporsi al controllo del Dna, non potrà però conoscere la nonna materna, Alicia Licha Zubasnabar, che fu la prima presidente delle Abuelas. Dopo una vita consacrata alla ricerca della nipote, Licha è morta nel 2008 all'età di 92 anni. segue

Nella foto: Estela de Carlotto con Guido, il nipote ritrovato

Brasile

La campagna di Marina Silva

Alle presidenziali del 5 ottobre Dilma Rousseff sembrava avviata verso una sicura rielezione, grazie anche al successo dei Mondiali di Calcio, terminati con un bilancio nettamente positivo. Non sul campo, dove la nazionale brasiliana non ha certo brillato, ma sul piano dell'organizzazione e su quello dell'ordine pubblico (le contestazioni sono state minori del previsto). Un fatto inatteso ha però scompaginato le carte: la morte il 13 agosto, in un incidente aereo, del candidato del Partido Socialista Brasileiro Eduardo Campos. Al terzo posto nelle intenzioni di voto, Campos non poteva aspirare al ballottaggio, che con tutta probabilità avrebbe visto contrapporsi la presidente in carica e Aécio Neves, del conservatore Partido da Social Democracia Brasileira. Alla scomparsa di Campos la candidatura socialista è stata assunta dalla sua compagna di formula, Marina Silva. La decisione è venuta dopo un aspro dibattito all'interno del partito: Silva infatti è lontana dalle posizioni del Psb, al quale si era legata lo scorso anno soltanto perché il raggruppamento da lei fondato non aveva ottenuto il numero di firme necessario per presentarsi all'appuntamento elettorale. segue

Nella foto: la candidata del Psb, Marina Silva. Sul Brasile v. anche gli articoli Donar a la campaña para luego cobrar Lo que está en juego en Brasil

Messico

La controriforma energetica

Con la promulgazione l'11 agosto del pacchetto di 21 leyes secundarias, si completa l'iter della riforma energetica voluta dal presidente Peña Nieto. Si tratta in realtà di una controriforma, affermano le opposizioni di sinistra denunciando la svendita dei beni della nazione a beneficio delle imprese straniere. Al tono trionfalista del capo dello Stato, che promette "una nuova fase di sviluppo e di benessere per le famiglie messicane", risponde in un'intervista a Radio Fórmula la senatrice del Prd Dolores Padierna, che parla di "una rapina ai danni del paese a favore di pochi". segue

Nella foto: Peña Nieto durante la promulgazione delle 21 leyes secundarias. Sul Messico v. anche l'articolo Presos políticos

Venezuela

Affiorano le divisioni nel Psuv

Dal 26 al 31 luglio Caracas ha ospitato il terzo Congresso del Psuv, il primo dopo la morte di Hugo Chávez. Nonostante il tentativo di mostrare compattezza con il costante riferimento alla figura del presidente defunto (proclamato "leader eterno"), gli oltre cinquecento delegati non hanno potuto nascondere le divisioni interne. Nel discorso introduttivo Nicolás Maduro, eletto a nuova guida del partito, ha chiesto "dibattito libero e costruttivo, azione creatrice e unitaria", ma anche "massima lealtà e disciplina", polemizzando con durezza contro quanti "aprono piccole brecce alla coesione della rivoluzione e così vengono applauditi dalle platee della destra, dove si scommette che un giorno il chavismo si disgreghi dall'interno". E il presidente del Parlamento, Diosdado Cabello, ha affermato: "Qui ci deve essere solo il gruppo del comandante Chávez", chiudendo a ogni dissenso, in particolare alle posizioni della corrente di sinistra Marea Socialista. segue

Nicaragua

Funestata la festa del 19 luglio

Cinque morti e 19 feriti: è questo il bilancio di due attacchi armati che hanno funestato la festa del 19 luglio. Gli agguati hanno avuto come bersaglio i pullman con a bordo i manifestanti che tornavano a casa dalla capitale dopo aver partecipato alle celebrazioni del 35° anniversario della Rivoluzione Sandinista. La maggioranza delle vittime si è registrata nella località Las Calabazas: sconosciuti hanno aperto il fuoco contro l'automezzo diretto verso il dipartimento di Estelí. L'altro agguato è avvenuto nella località di San Ramón (dipartimento di Matagalpa). Tre persone sospettate di aver preso parte a queste azioni sono state arrestate e saranno processate a Matagalpa. segue

Nella foto: migliaia di persone in piazza a Managua per celebrare il 35° anniversario della Rivoluzione Sandinista. Sul Nicaragua v. anche gli articoli: El Papa respaldó al cura sandinista; Nicaragua, Nicaragüita

Perú

Gravi sospetti sul ministro dell'Interno

Nuovo avvicendamento alla presidenza del Consiglio dei Ministri: il 22 luglio è stata la volta di Ana Jara Velásquez, del Partido Nacionalista Peruano, prima donna ad assumere tale incarico. Jara prende il posto di René Cornejo (che in febbraio aveva sostituito César Villanueva, dimessosi per contrasti con il ministro dell'Economia). Cornejo aveva presentato la sua rinuncia dopo le rivelazioni su un suo conflitto di interessi e sul tentativo di screditare il congressista che lo aveva denunciato. Non intende invece dimettersi l'ex generale Daniel Urresti, dal 23 giugno ministro dell'Interno, pur essendo sospettato di omicidio. Sarebbe infatti coinvolto nell'assassinio del corrispondente della rivista Caretas Hugo Bustíos Saavedra, avvenuto nel novembre 1988 presso Huanta, nel dipartimento di Ayacucho. Nonostante le richieste dell'opposizione, delle organizzazioni per i diritti umani e dell'Asociación Nacional de Periodistas del Perú, Urresti non vuole rinunciare e il presidente Humala gli ha ribadito il suo sostegno, affermando di credere "nella presunzione di innocenza". segue

Nella foto: il giornalista assassinato Hugo Bustíos. Sul Perú v. anche l'articolo Los límites de la justicia ordinaria y el Baguazo

Vertice Brics

Nasce a Fortaleza la banca dei Brics

Da Fortaleza, in Brasile, dove hanno tenuto il loro sesto vertice, i paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) hanno lanciato una sfida all'egemonia che la Banca Mondiale e il Fmi esercitano a livello globale. Il 15 luglio è stato firmato l'atto costitutivo della Nuova Banca per lo Sviluppo, che dovrebbe cominciare a operare entro due anni e potrà finanziare progetti di "infrastruttura e sviluppo sostenibile". Viene inoltre istituito un fondo contingente di riserve internazionali, con l'obiettivo di far fronte a movimenti speculativi e a problemi di bilancia dei pagamenti dei paesi del blocco. La banca dei Brics avrà un capitale di 100 miliardi di dollari, con un apporto iniziale di 50 miliardi (10 miliardi per ogni membro). La sede sarà a Shanghai e il primo presidente sarà indiano. Anche il fondo contingente sarà dotato di 100 miliardi di dollari, di cui 41 dalla Cina, 18 ciascuno da Brasile, Russia e India e 5 dal Sudafrica. segue

Nella foto: i capi di Stato dei cinque paesi Brics. Sui rapporti tra America Latina e Russia v. l'articolo El efecto búmeran del castigo a Moscú

Uruguay

Tabaré candidato del Frente Amplio

La vittoria su Constanza Moreira alle primarie del primo giugno, obbligatorie secondo il sistema elettorale uruguayano, ha consacrato l'ex presidente Tabaré Vázquez come candidato del Frente Amplio alla successione di José Mujica. A contrastare Tabaré saranno due avversari dai cognomi assai noti. Il senatore Pedro Bordaberry Herrán, che nel Partido Colorado ha sconfitto di larga misura José Amorín Batlle, è figlio dell'ex dittatore Juan María Bordaberry; il deputato Luis Lacalle Pou, che nel Partido Nacional (Blanco) si è imposto a sorpresa su Jorge Larrañaga, è figlio dell'ex presidente Luis Alberto Lacalle. L'affluenza alle urne è stata bassa: poco più di un terzo degli aventi diritto. Il primo turno delle presidenziali si terrà il 26 ottobre; nello stesso giorno gli elettori verranno chiamati a rinnovare il Parlamento. segue

Nella foto: Constanza Moreira, sconfitta da Tabaré Vázquez nelle primarie del Frente Amplio. Sull'Uruguay v. l'articolo ¿Por qué Uruguay solicitó integrarse al Trade in Services Agreement?

Cile

Condannata la Ley Antiterrorista

"Il Cile ha violato il principio di legalità e il diritto alla presunzione di innocenza" di sette membri della comunità mapuche e un'attivista, condannati a pene varianti dai cinque ai dieci anni per incendio doloso in base alla legislazione antiterrorista. Lo afferma la Corte Interamericana per i Diritti Umani, aggiungendo che nella motivazione delle sentenze si riscontrano "ragionamenti che denotano stereotipi e pregiudizi". Allo Stato cileno viene ingiunto di annullare le otto condanne cancellando anche ogni riferimento nei registri penali, di disporre il pagamento di indennizzi economici alle vittime (una di queste è morta nel frattempo) e di garantire loro cure mediche e psicologiche, nonché borse di studio per i figli. Il governo di Santiago ha assicurato che rispetterà quanto disposto dalla Corte. In marzo il relatore speciale dell'Onu, Ben Emmerson, in un suo rapporto aveva rilevato le contraddizioni tra la Ley Antiterrorista e il diritto a un processo giusto, esprimendo inoltre la sua preoccupazione per l'uso eccessivo della forza da parte di carabineros e polizia investigativa nei confronti della popolazione nativa. segue

Sul Cile v. anche El infierno Valparaíso

Argentina

Un paese in default?

Sui media di tutto il mondo si è parlato di fallimento e in effetti l'agenzia Standard and Poor's ha dichiarato il paese in "default selettivo". Ma il governo di Buenos Aires smentisce: "Si va in default quando non si paga. L'Argentina ha pagato e continuerà a pagare il suo debito", afferma il ministro dell'Economia, Axel Kicillof. I soldi destinati a quanti hanno accettato la rinegoziazione del debito (quasi il 93% del totale) sono depositati da un mese presso una banca statunitense, ma il versamento ai creditori è bloccato a causa della sentenza del giudice Usa Thomas Griesa, che ha accettato le richieste di un gruppo di speculatori. La volontà di una nazione e le dichiarazioni di appoggio da parte dei paesi del Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), di Unasur, Mercosur, Oea, Aladi, Celac e Gruppo dei 77 nulla possono, a quanto pare, contro le decisioni di un tribunale nordamericano. segue

Nella foto: il ministro dell'Economia Axel Kicillof. Sull'argomento v. gli articoli Buitres sobre Argentina Contraofensiva de la derecha internacional

Paraguay

Due giornalisti uccisi dai narcos

Due giornalisti assassinati in poco più di un mese nella zona alla frontiera con il Brasile. Il 19 giugno Edgar Fernández Fleitas è stato ucciso dai proiettili di due killer nel suo ufficio di Concepción, città nota per essere un centro del narcotraffico. Presso l'emittente Radio Belén Comunicaciones Fernández dirigeva il programma Ciudad de la furia, nel corso del quale aveva accusato di corruzione politici e magistrati complici dei cartelli della droga. Per questa sua attività aveva ricevuto numerose minacce. Il 16 maggio era morto Fausto Gabriel Alcaraz, di Radio Amambay, raggiunto dagli spari di due sicari mentre tornava a casa dal lavoro nella città di Pedro Juan Caballero. Anche Alcaraz aveva coraggiosamente denunciato i responsabili locali del narcotraffico. segue

Nella foto: il giornalista Fausto Gabriel Alcaraz

Ecuador

Il tentato golpe del 2010

Dietro la rivolta di alcuni reparti di polizia il 30 settembre 2010 vi fu un vero e proprio tentativo di golpe blando pianificato da settori dell'opposizione. Lo sostiene la commissione d'inchiesta istituita dal governo, che alla conclusione dei lavori ha consegnato alla Procura Generale tutto il materiale raccolto: decine di migliaia di documenti, audio e video. Si trattò di una cospirazione organizzata all'interno del paese, con il coinvolgimento di esponenti della politica, dell'economia e delle forze armate e con l'appoggio esterno di apparati dello spionaggio statunitense. L'obiettivo era quello di creare una situazione di crisi per forzare la destituzione del capo dello Stato, Rafael Correa. Il piano - ha affermato il presidente della commissione, Carlos Baca - faceva parte di un più ampio processo di destabilizzazione dei governi progressisti latinoamericani. segue

Nella foto: il presidente Rafael Correa durante il tentato colpo di Stato del 2010. Sull'Ecuador v. anche l'articolo: Acuerdo con la Unión Europea: ¿Una capitulación inevitable?

Colombia

Il presidente rieletto promette la pace

Con il 50,9% dei voti Juan Manuel Santos si è imposto nel ballottaggio del 15 giugno. Il suo avversario, Oscar Zuluaga, sostenuto dall'ex presidente Alvaro Uribe, si è fermato al 45%. Nel secondo turno Zuluaga, per garantirsi l'appoggio dell'ex candidata del Partido Conservador, Marta Lucía Ramírez, aveva attenuato gli attacchi al processo di pace: se in precedenza aveva annunciato che il giorno del suo insediamento avrebbe sospeso il dialogo con le Farc, in seguito aveva promesso di continuare le trattative, ponendo però condizioni che la guerriglia non avrebbe mai potuto accettare. Santos ha invece raccolto il sostegno di parte della sinistra, tra cui gli esponenti del Polo Democrático Alternativo Clara López e Iván Cepeda. Non si è trattato di un assegno in bianco: "Anche se abbiamo appoggiato la scelta dei cittadini di votare per la pace, non abbiamo rinunciato e non rinunceremo alla nostra condizione di opposizione politica - ha spiegato Cepeda al quotidiano argentino Página/12 - Se Santos manterrà il suo orientamento neoliberista in questo secondo mandato, faremo sentire un'altra volta la nostra voce in Parlamento e nelle piazze". Per ora il rieletto presidente, nel suo discorso dopo la vittoria, ha ribadito l'impegno di porre termine al conflitto e ha anche promesso riforme nel campo della sanità e dell'istruzione: "Questa è la fine di più di cinquant'anni di violenza e l'inizio di una nuova Colombia con maggiore libertà, con maggiore giustizia sociale". segue

Nella foto: il presidente rieletto Juan Manuel Santos

Venezuela

La fase degli omicidi mirati

Il 19 aprile il presidente Maduro ha celebrato il suo primo anno di governo. "Continuerò ad adempiere al giuramento fatto al nostro popolo, nessuno ci toglierà il diritto a essere felici, liberi e indipendenti", ha scritto su Twitter. Ma il Venezuela deve fronteggiare una pesante crisi economica (inflazione oltre il 57%, alto deficit fiscale e scarsità di prodotti di base dovuta al mercato nero e alle manovre di accaparramento), nel pieno di un'escalation di violenza provocata dai gruppi di estrema destra. Tre giorni prima un tribunale militare aveva accusato trenta ufficiali delle forze armate di cospirazione e istigazione alla rivolta. Tra di loro i generali dell'aviazione Oswaldo Hernández, José Machillanda e Carlos Millán, la cui cattura era stata annunciata in marzo, e il capitano a riposo della Guardia Nacional Juan Carlos Nieto. Intanto ai moti di piazza si sono aggiunti gli omicidi mirati: a fine aprile viene assassinato Eliécer Otaiza, ex capo del controspionaggio durante la presidenza di Hugo Chávez. Agli inizi di maggio è la volta di un agente della scorta presidenziale e di Fernando Blanco, consigliere comunale bolivariano di Santos Michelena (Stato di Aragua). segue

Sul Venezuela v. anche gli articoli: "Quieren la salida de Maduro"; El cambio desde abajo La subversión en Cuba y Venezuela

Honduras

Uccisi due militanti di Libre

Ancora uccisioni di oppositori politici in Honduras. Il 25 maggio a San Francisco de Opalaca, al termine di un'assemblea della comunità lenca, sicari dell'ex sindaco Socorro Sánchez hanno aperto il fuoco ferendo due militanti del partito Libre (Libertad y Refundación), Plutarco Bonilla e Irene Meza. In seguito l'auto su cui quest'ultimo veniva trasportato in ospedale è stata attaccata da un gruppo di armati, che hanno provocato un incidente e hanno finito Meza a colpi di pistola. Socorro Sánchez (Partido Nacional) era stato rieletto grazie ai brogli nelle consultazioni del novembre scorso, ma gli abitanti di San Francisco de Opalaca avevano contestato il risultato del voto occupando il municipio e insediando come primo cittadino il candidato di Libre, Entimo Vásquez. In febbraio il fratello di Entimo, Justiniano, era stato assassinato da ignoti killer. segue

Nella foto: Bertha Cáceres, coordinatrice del Copinh. Sull'Honduras v. l'articolo 100 días de gobierno

Messico

L'addio del subcomandante Marcos

José Luis Solís López (nome di battaglia Galeano), maestro nella Escuelita Zapatista de La Realidad, è stato trucidato il 2 maggio a colpi di machete e di arma da fuoco da membri della Cioac-H (Central Independiente de Obreros Agrícolas y Campesinos Histórica). Altri quindici zapatisti sono rimasti feriti. Gli aggressori hanno cercato di presentare l'accaduto come il risultato di uno scontro tra gruppi indigeni: si è trattato in realtà di un agguato condotto con logica militare e preceduto dalla distruzione di una scuola e di una clinica della comunità. E non è un fatto isolato, ma solo l'ultimo anello di una catena di attentati attuati da organizzazioni contadine legate al governo contro i militanti dell'Ezln. La Cioac, nata anticamente in seno alla sinistra per promuovere la lotta per la terra, negli anni Novanta era entrata in un processo di profonda decomposizione, perdendo gran parte della base e trasformandosi in un apparato clientelare al servizio del potere di turno. segue

Nella foto: Galeano, il maestro zapatista ucciso

Colombia

Al ballottaggio tra pace e guerra

La promessa della pace o la continuazione della guerra. E' stato questo il dilemma alla base delle consultazioni del 25 maggio, che si sono concluse con il rinvio al ballottaggio tra il presidente uscente, Juan Manuel Santos (Unidad Nacional), e Oscar Iván Zuluaga (Centro Democrático), appoggiato dall'ex capo di Stato Alvaro Uribe. Se Santos si è impegnato a proseguire il negoziato in corso con le Farc a Cuba, Zuluaga ha ripetuto il suo no a ogni colloquio con il gruppo guerrigliero: "Non possiamo lasciare che le Farc pretendano di comandare il paese dall'Avana". Con affermazioni come queste è riuscito a sopravanzare il suo rivale (29,2% contro il 25,6%), anche se non abbastanza per trionfare al primo turno. La sua immagine sembra non essere stata danneggiata dalle rivelazioni emerse negli ultimi tempi, che hanno portato alla rinuncia del responsabile della sua campagna elettorale, Luis Alfonso Hoyos. Sia questi che lo stesso Zuluaga - come appare in un video reso pubblico dalla rivista Semana - erano a conoscenza dell'attività di spionaggio dell'hacker Andrés Sepulveda, attualmente in prigione, mirante a boicottare le trattative di pace. segue

Nella foto: il candidato alla presidenza Zuluaga, che disputerà il ballottaggio con l'attuale capo di Stato, Santos. Sull'argomento v. anche l'articolo La vuelta del uribismo

Guatemala

Il Parlamento nega il genocidio

La Spagna continuerà l'inchiesta sui delitti commessi dalle forze armate del Guatemala contro la popolazione maya. Il giudice Santiago Pedraz ha deciso di non archiviare il caso nonostante la recente riforma legislativa promossa dal governo Rajoy, che limita l'applicazione  del principio della giurisdizione universale: secondo Pedraz, la competenza della giustizia spagnola "è indiscutibile" poiché i fatti indagati possono configurarsi come crimini di lesa umanità, tortura e genocidio e quindi essere considerati reati di terrorismo. Alla base della causa di cui il magistrato si occupa vi è la denuncia presentata nel 1999 dal Premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchú contro otto alti funzionari del suo paese. Secondo il rapporto della Comisión para el Esclarecimiento Histórico dell'Onu, la repressione dei militari nei 36 anni di guerra civile ha provocato la morte o la scomparsa di almeno 200.000 persone. segue

Nella foto: la manifestazione contro la risoluzione del Congresso che nega il genocidio. Sul cartello si legge: "La legge non cancella la storia; la nostra memoria lo sa: in Guatemala ci fu un genocidio"

 

archivio 2014

Latinoamerica-online.it  anno XIV

a cura di Nicoletta Manuzzato

Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 259 del 13/4/04