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Emergencia y luto en México por el terremoto

Messico

Giornalisti e oppositori spiati dal governo

le intercettazioni attraverso un software israeliano

Giornalisti sempre più nel mirino. Il 14 giugno è stato rinvenuto il corpo carbonizzato di Salvador Adame Pardo, direttore di Canal 4TV di Múgica, Stato di Michoacán: era stato sequestrato in maggio. Il 22 agosto è stato ucciso a Hueyapan de Ocampo, Veracruz, Cándido Ríos Vázquez, corrispondente del Diario de Acayucan e fondatore de La Voz de Hueyapan. Ríos Vázquez aveva già ricevuto intimidazioni (era stato anche aggredito nel 2012 da autorità locali) e per questo era sotto protezione. Il 5 settembre a Yuriria, Guanajuato, è stato assassinato sulla porta di casa Juan Carlos Hernández Ríos: collaborava per un portale, La Bandera Noticias, che era stato più volte minacciato. Le vittime non sono solo messicane. Il 9 luglio nello Stato di Veracruz è stato colpito a morte il cineoperatore honduregno Edwin Rivera Paz, impegnato a documentare la vita dei migranti centroamericani. Rivera si era rifugiato in Messico dopo l'assassinio in gennaio, a San Pedro Sula (la città più violenta dell'Honduras), del giornalista televisivo Igor Abisaí Padilla Chávez, con cui aveva lavorato per il canale Hable como habla. segue

Sul Messico v. anche:

NAFTA Reloaded

Brasile

Il patrimonio pubblico non è in vendita

le privatizzazioni avviate dal governo Temer sono illegali

Di fronte alle iniziative del governo Temer di mettere sul mercato, fra altri beni pubblici, parti dell’Amazzonia e il settore elettrico, in una lettera aperta ad ambasciatori e investitori, senatori e deputati del Parlamento Brasiliano riuniti nel Fronte Popolare Misto per la Difesa della Sovranità Nazionale criticano le privatizzazioni annunciate e affermano che queste misure verranno annullate dal primo Capo di Stato eletto dal voto popolare. E verranno anche sottoposte a severa indagine. Firmano la lettera il senatore Roberto Requião (Pmdb-Paraná), presidente del Fronte, la senatrice Vanessa Grazziotin (PCdB-Amazonas) e i deputati Patrus Ananias (Pt-Minas Gerais), Glauber Braga (Psol-Rio de Janeiro) e Afonso Motta (Pdt-Rio Grande do Sul). Il Fronte, che riunisce in modo trasversale i parlamentari è stato formato il 20 giugno 2017 ed è importante strumento di promozione di iniziative per il ritorno alla legalità e il monitoraggio delle moltissime procedure illegali che transitano in Parlamento dopo l’insediamento di Michel Temer. Si traduce il testo della lettera aperta e del Manifesto sullo stesso tema. (T.I.) segue

 

Argentina

Il primo desaparecido dell'era Macri

Santiago Maldonado è stato sequestrato dalla polizia il primo agosto

"Sparizione forzata". Questo il reato su cui si indaga ufficialmente in merito alla scomparsa di Santiago Maldonado, 28 anni, arrestato il primo agosto dalla Gendarmería Nacional nel corso di una brutale repressione contro la comunità mapuche a Esquel (provincia di Chubut). Le autorità non hanno dato finora alcuna risposta alle richieste delle organizzazioni per i diritti umani e alle decine di migliaia di persone che il 7 agosto sono scese in piazza per sollecitare la verità sulla sorte di Santiago e per denunciare l'emergenza sociale che si vive nel paese. Anche durante la grande manifestazione convocata dalla Cgt (Confederación General del Trabajo) il 22 agosto, per protestare contro la politica economica del governo Macri, è stata chiesta la aparición con vida del giovane. Negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli attacchi alle popolazioni indigene, che rivendicano le loro terre ancestrali finite nelle mani di grandi terratenientes. Tra questi spicca il Gruppo Benetton, che nella Patagonia argentina possiede quasi un milione di ettari. Nella zona di Esquel i nativi avevano recuperato parte dei terreni usurpati, ma contro di loro si è scatenata la violenza della polizia. Secondo il racconto di diversi testimoni, Santiago è stato circondato e picchiato dagli agenti e fatto salire su una camionetta. Da quel momento di lui non si è saputo più nulla. segue

Sull'Argentina v. anche:

Carátulas y caretas

Noticias desde el Río de la Plata

Venezuela

Dialettica della transizione

Geraldina Colotti

Dall'Italia alla Francia, dalla Spagna all'America Latina si moltiplicano le analisi dei "critici-critici" sulla situazione in Venezuela. Si avverte, soprattutto in Italia, l'affannosa ricerca dell'aurea mediocritas da parte di una certa sinistra piccolo-borghese: l'assunzione di quell'aurea via di mezzo che consente, da una posizione intermedia, di cogliere la pagliuzza negli occhi degli altri per non vedere la trave nei propri. Contro il socialismo bolivariano ognuno agita i propri fantasmi rimettendo in circolo, spesso senza nominarli, dubbi e nodi irrisolti delle grandi rivoluzioni. Ma intanto, anche se "Maduro non è Chávez", come ripetono come un mantra i cantori dell'"aureo mezzo", i nemici che deve affrontare sono gli stessi che ha dovuto combattere Chávez. Maduro, se è per questo, non è neanche Allende ma – come ha fatto notare l'analista argentino Carlos Aznárez – le forze che vogliono abbatterlo sono le stesse, mutatis mutandis, che hanno stroncato la "primavera allendista" nel Cile del 1973. segue

 

Brasile

Militari Usa nell'Amazzonia brasiliana

in novembre parteciperanno a esercitazioni congiunte

La sentenza con cui il giudice Moro ha condannato Lula a nove anni e mezzo di carcere e all'interdizione da ogni incarico pubblico per 19 anni, per un reato di corruzione di cui non esiste alcuna prova (la proprietà di un appartamento a Guarujá, che sarebbe stato ottenuto in cambio di "favori politici"), costituisce l'ultimo atto del golpe consumato nell'agosto 2016 contro Dilma Rousseff. Se confermata in seconda istanza, la condanna impedirebbe infatti all'ex presidente di concorrere nel 2018 per un nuovo mandato. E renderebbe definitiva la regressione del Brasile a un passato in cui ai lavoratori e agli strati più svantaggiati era negato qualsiasi diritto. Lo dimostra la nuova legislazione del lavoro sancita dal Senato l'11 luglio, che cancella conquiste ottenute a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso e concede agli imprenditori un enorme potere contrattuale. Una legge che "ci farà ritornare alla schiavitù", ha commentato la senatrice petista Fátima Bezerra. Gli scioperi generali (a quello del 28 aprile è seguito un secondo il 30 giugno) e le proteste di massa, contro questa riforma e le misure di austerità che stanno impoverendo sempre più la popolazione, si scontrano con una repressione selvaggia. In maggio Temer è arrivato a mettere in campo l'esercito per "difendere" le sedi dei Ministeri a Brasilia: una misura, ritirata dopo meno di 24 ore di fronte a una valanga di critiche, che ha evidenziato ancor più la debolezza del regime. segue

Centro America

Al Messico il ruolo di "portinaio" degli Usa?

si estende la penetrazione di Washington in tutta l'area

Una Conference on Prosperity and Security in Central America, promossa congiuntamente da Stati Uniti e Messico alla presenza di esponenti del mondo degli affari e dei rappresentanti dei governi di Guatemala, Honduras e Salvador, si è svolta a metà giugno a Miami. In realtà, più che discutere di prosperità e sicurezza in Centro America, la conferenza mirava a disegnare le nuove strategie per una maggiore presenza militare di Washington e per l'aumento degli investimenti e della vendita di armi statunitensi nella regione. In questo contesto risulta cruciale il ruolo del governo di Peña Nieto. Un documento sottoscritto in maggio da decine di organizzazioni sociali messicane, centroamericane e statunitensi denunciava la pericolosa deriva della politica di Città del Messico: "In base a dichiarazioni ufficiose di funzionari del Ministero degli Esteri si può intuire che, in cambio del miglioramento della piattaforma di negoziato del Tlcan tra i due paesi, il governo messicano starebbe infine per concedere la realizzazione di operazioni ufficiali dell'esercito Usa su territorio nazionale". segue

Colombia

Le Farc dicono addio alle armi

ma i nemici della pace continuano a uccidere

"La nostra unica arma sarà la parola": questa frase di Rodrigo Londoño Timochenko segna il passaggio delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia alla lotta politica. Il 27 giugno a Mesetas (dipartimento del Meta) una cerimonia ha suggellato la conclusione della consegna delle armi individuali agli incaricati delle Nazioni Unite: con la loro fusione verranno costruiti tre monumenti. Al presidente Santos, che ringraziava le Farc per aver onorato i propri impegni, Londoño ha ricordato gli ex guerriglieri assassinati in questi ultimi mesi e ha denunciato la mancanza, da parte dello Stato, di azioni più decise per fermare gli omicidi di dirigenti sociali impegnati nel processo di pace. Chi non si rassegna a una soluzione politica del conflitto, infatti, continua a colpire. Tra le più recenti vittime il leader sindacale dell'Universidad del Valle Mauricio Vélez López, sequestrato e assassinato il 21 giugno nel dipartimento del Cauca. segue

Venezuela

Continua l'offensiva golpista

l'obiettivo è rendere ingovernabile il paese

Da quando, agli inizi di aprile, gli antichavisti hanno dato il via a una nuova seconda ondata di azioni destabilizzanti, sulla falsariga di quanto avvenuto nel 2014, i morti sono già 75. Atti di violenza, saccheggi, incendi di edifici pubblici, distruzioni di autobus si susseguono quasi quotidianamente, ad opera di bande organizzate che agiscono con tattiche militari. I tentativi di dialogo sono falliti per l'atteggiamento intransigente dell'opposizione, all'interno della quale le frange estremiste hanno da tempo preso il sopravvento: l'obiettivo è quello di rendere ingovernabile il paese per giustificare un golpe (poco probabile però, data la lealtà finora dimostrata dalle forze armate alla Repubblica Bolivariana) o un intervento esterno di tipo "umanitario". Quanto alla maggioranza della popolazione, appare nettamente divisa in due: lo evidenziano le grandi manifestazioni contrapposte come quelle che il 19 aprile a Caracas hanno portato in piazza, da una parte e dall'altra, centinaia di migliaia di persone. Alle tensioni interne si aggiungono le pressioni dei governi di destra del continente (Stati Uniti in testa), appoggiati dall'apparato mediatico internazionale. segue

Sull'argomento v. anche:

La última opción del penúltimo Maduro

Venezuela y los intelectuales de izquierda

¿Quién es el enemigo, camaradas de Marea Socialista?

Cumbre de la OEA deja abierta fisura en el hemisferio

Paraguay

Proteste contro la riforma costituzionale

il presidente Cartes rinuncia a ricandidarsi nel 2018

Il presidente Horacio Cartes, del Partido Colorado, ha deciso di non ricandidarsi alle elezioni del prossimo anno. Rinuncia dunque alla battaglia per la modifica della Costituzione, che attualmente proibisce l'esercizio di più mandati anche non consecutivi. L'emendamento che consentirebbe la rielezione è fortemente osteggiato da una parte dell'opposizione, in particolare dal Plra, il Partido Liberal Radical Auténtico. E' sostenuto invece dal Frente Guazú che promuove la candidatura dell'ex presidente Fernando Lugo, destituito da un colpo di Stato istituzionale nel 2012. Il 31 marzo, dopo l'approvazione dell'emendamento da parte del Senato, le proteste nel centro di Asunción erano state duramente represse dalle forze di sicurezza, provocando una trentina di feriti. Un gruppo di manifestanti era riuscito a penetrare nell'edificio del Congresso, appiccando un incendio. All'alba del giorno dopo la polizia aveva fatto irruzione nella sede del Plra, uccidendo il leader giovanile Rodrigo Quintana. segue

Sull'argomento v. anche:

Los alcances del estallido paraguayo

La metáfora del Congreso en llamas

Sud America

Negazionisti all'attacco

minacce e intimidazioni contro i difensori dei diritti umani

In Argentina il processo giudiziario per i crimini di lesa umanità si trova in "stato d'emergenza" per i sempre maggiori ostacoli che si frappongono ai giudizi contro gli ex repressori. Questa la denuncia emersa da un incontro di magistrati, avvocati, parlamentari e rappresentanti degli organismi in difesa dei diritti umani che si è tenuto il 10 aprile. Nel paese che più di tutti aveva progredito nel perseguire il terrorismo di Stato si registra un preoccupante arretramento. "Il processo di memoria, verità e giustizia ha smesso di essere una politica di Stato - afferma l'avvocata Elizabeth Gómez Alcorta - L'esecutivo ha smantellato quasi tutte le strutture che affiancavano cause penali e magistrati nella ricerca di testimoni e informazioni". "Mancano i giudici e mancano gli spazi fisici per portare avanti le udienze", segnala Angeles Ramos, della Procuraduría de Crímenes contra la Humanidad. segue

Sull'argomento v. anche:

Argentina, “Pretenden borrar la memoria”

Uruguay, en deuda con la justicia

Sud America

Gli Usa rafforzano la loro presenza

sotto assedio i paesi considerati ostili

Con la destra al potere nei due principali paesi sudamericani (elezione di Macri in Argentina, golpe istituzionale in Brasile) si registrano preoccupanti segnali di un ritorno al passato. In particolare assistiamo a una rinnovata presenza, militare e politica, degli Stati Uniti nella regione. Pochi mettono in dubbio il ruolo svolto da Washington nel pilotare la destituzione di Dilma Rousseff. Le compagnie petrolifere Usa da tempo miravano al controllo del cosiddetto pré-sal, i ricchi giacimenti petroliferi sottomarini il cui sfruttamento era stato riservato, dai governi Lula e Rousseff, a Petrobras. E infatti una delle prime decisioni del presidente illegittimo Temer è stata quella di aprire lo sfruttamento di tali risorse alle imprese private transnazionali. Intanto proseguono le trattative per la cessione agli Stati Uniti della base spaziale di Alcântara, nello Stato di Maranhão, tra l’opposizione delle popolazioni locali. Analoga situazione in Argentina, dove Mauricio Macri sta consegnando il paese nelle braccia di Washington. segue

Latinoamerica-online.it anno XVII

a cura di Nicoletta Manuzzato

Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 259 del 13/4/04