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Articolo 11 della Costituzione: L'Italia ripudia la guerra. NO all'invio di armi! Contro Putin e contro la NATO

 

Il Cile dice no al progetto di nuova Costituzione

(9/9/2022) La vittoria del Rechazo era prevista dai sondaggi, ma non in questa misura: il 4 settembre quasi il 62% dei cileni ha detto no alla proposta di nuovo ordinamento dello Stato elaborata dalla Convención Constitucional. L'elettorato, che due anni fa si era nettamente pronunciato per la cancellazione dell'eredità di Pinochet, ha respinto un progetto estremamente avanzato: la prima Costituzione del mondo redatta in modo paritario da uomini e donne, un testo apertamente antineoliberista, che riconosce il diritto all'interruzione volontaria della gravidanza, all'educazione gratuita, all'acqua pubblica, all'aria pulita e definisce il Cile "uno Stato sociale e democratico di diritto (...) plurinazionale, interculturale, regionale ed ecologico". segue


Argentina, un attentato ampiamente annunciato

(3/9/2022) Los discursos del odio da parte dei settori più reazionari, che da anni hanno preso come bersaglio gli esponenti della sinistra e soprattutto Cristina Fernández, hanno armato la mano di Fernando Sabag Montiel, un giovane neonazista che la sera del primo settembre ha attentato alla vita della ex presidente quando questa stava salutando i suoi sostenitori prima di entrare in casa. Fortunatamente l'arma si è inceppata e l'attentatore è stato subito fermato. Le indagini diranno se Sabag ha agito di sua iniziativa o se faceva parte di un complotto più ampio. Rimane il fatto che molti nella destra vorrebbero "togliere di mezzo" una figura scomoda, che guida l'ala più progressista del peronismo in contrasto con il moderato capo dello Stato Alberto Fernández. segue


Brasile, la sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli

(3/9/2022) In questo momento di enorme tensione internazionale per una ridefinizione degli equilibri mondiali conseguenza di cambiamenti strutturali oggettivi in molte parti del pianeta, anche l’America del Sud è scossa da un clima esacerbato di istigazione all’odio, promozione della violenza politica, crescente protagonismo di forze variamente organizzate unite da ideologia e posizioni di estrema destra molto lontane da ogni progetto di Stato democratico di diritto. In questo quadro si collocano fatti di estrema gravità, il cui simbolo può essere indicato nell’attentato alla vice presidente argentina Cristina Fernández; ad esso si affianca l’attacco armato al presidente della Colombia Gustavo Petro e alla sua comitiva del 24 agosto e lo stesso giorno l’attacco nel centro di Santiago a Símón Boric, fratello del presidente cileno Gabriel. Questi casi noti sono solo la punta di una piramide di violenze e aggressioni che cercano di minare le regole della convivenza civile per aprire la strada a svolte autoritarie. Alimenta tali atti l’uso e la diffusione continuativa di un linguaggio insultante verso tutto ciò che non si condivide, dalla religione avvelenata dalle urla di accuse demoniache verso avversari politici e morali (della loro morale) da parte dei dirigenti delle megachiese pentecostali e neopentecostali, agli appelli ideologici dei neonazisti che sempre più si manifestano senza nessun ritegno alla luce del sole, dei razzisti strutturali che insultano negri, popolazioni ancestrali, poveri, di coloro che ritengono loro diritto uccidere persone transessuali e così via. La diffusione massiccia di notizie false colonizza le menti. È quindi un conforto la sentenza pronunciata dalla giuria del TPP su Pandemia e autoritarismo  che, utilizzando la logica e gli strumenti del diritto, ha espresso il suo verdetto sulle responsabilità di Jair Bolsonaro, in quanto investito della massima carica del potere esecutivo nella gestione della pandemia, di un numero elevato e non giustificato di decessi. (T.I.) segue

Sul Brasile v. anche il documento: Le aggregazioni pentecostali e neopentecostali  Tutti gli approfondimenti sul Brasile a cura di Teresa Isenburg a questo link

 

Messico, Ayotzinapa: "un crimine di Stato"

(29/8/2022) "Un crimine di Stato". È questa la verità che emerge dalle 103 pagine del rapporto della Comisión para la Verdad y el Acceso a la Justicia, voluta dal capo dello Stato López Obrador per indagare sul caso Ayotzinapa. Lo ha detto a chiare lettere Alejandro Encinas, viceministro di Gobernación e presidente della Commissione, presentando i risultati di quasi quattro anni di indagini. Al di là delle responsabilità dirette degli agenti municipali, in collusione con i narcotrafficanti del cartello Guerreros Unidos, nella sparizione dei 43 studenti a Iguala tra il 26 e il 27 settembre 2014, le autorità statali e federali sapevano "in tempo reale" quanto stava accadendo e non fecero nulla per salvare quei giovani. Eppure tra i 43 c'era un infiltrato dell'esercito, Julio César López Patolzin, incaricato di tenere sotto controllo l'attività politica degli alunni della Escuela Normal Rural di Ayotzinapa, considerata "un covo di sovversivi". Anche di lui non si è saputo più nulla dopo l'ultimo contatto, avvenuto il giorno stesso della scomparsa. segue

Nella foto: una manifestazione a Città del Messico per i 43 studenti (foto T.Q.)


La spada di Bolívar nella Colombia di Petro e Márquez

(8/8/2022) Con la statura politica che lo caratterizza e che ha dimostrato in quasi un decennio alla guida del paese, il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, si è congratulato con il suo omologo Gustavo Petro, che il 7 agosto ha prestato giuramento come nuovo capo di Stato della Colombia, insieme alla sua vice Francia Márquez, per il periodo 2022-2026. "Dobbiamo approfittare di questa seconda opportunità per il bene, la pace e la stabilità di Colombia e Venezuela", ha detto Maduro riprendendo il discorso di Petro, iniziato e concluso con il riferimento alla frase di Garcia Márquez, nel romanzo Cent’anni di solitudine: "Tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent’anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra". Invece, ha promesso Petro, "questa seconda opportunità si apre oggi. È il momento del cambio. Il nostro futuro non sta scritto. Possiamo scriverlo insieme in pace e nell’unità". Quindi ha detto che nessun paese dev’essere aggredito, e si è espresso a favore di una vera integrazione latinoamericana, basata sulla solidarietà e su pari condizioni. (G.C.) segue


La giustizia italiana contro i torturatori del Plan Cóndor

(27/7/2022) È iniziato il 14 luglio, presso la III Sezione della Corte d'Assise di Roma, il secondo processo contro Jorge Troccoli, l'italo-uruguayano membro dei servizi segreti della marina militare di Montevideo, già condannato all'ergastolo un anno fa per la scomparsa, nell'ambito del cosiddetto Plan Cóndor, di una ventina di oppositori alla dittatura. Questa volta Troccoli, che per sfuggire alla giustizia del suo paese si era rifugiato in Italia, è accusato dell'omicidio dell'uruguayana Elena Quinteros, dell'italiana Raffaella Filippazzi e del marito José Agustín Potenza, cittadino argentino. Sequestrati a Montevideo nel 1977 e portati in Paraguay, Filippazzi e Potenza vennero assassinati: i loro resti furono identificati nel 2016. Rimane desaparecida Elena Quinteros, militante del sindacato dei lavoratori dell'istruzione. Arrestata nel 1976, di lei si sa solo - dai racconti di altri prigionieri - che venne selvaggiamente torturata in un centro di detenzione clandestino dell'esercito uruguayano. segue


 

Ecuador, il lungo paro termina con una parziale vittoria

(1/7/2022) Sotto la guida della Conaie, la Confederación de Nacionalidades Indígenas del Ecuador, le comunità native hanno dato vita dal 13 giugno a uno sciopero nazionale, con numerosi blocchi stradali, contro l'aumento del prezzo dei combustibili e dei generi di prima necessità, per una moratoria nei pagamenti dovuti dai contadini alle banche e per la sospensione delle attività minerarie e petrolifere nei loro territori. Circa 14.000 indigeni sono confluiti nella capitale al grido di ¡Fuera Lasso, fuera! e la loro protesta si è saldata alla lotta dei movimenti sociali, dei sindacati, degli studenti, delle femministe. Il governo ha risposto con la dichiarazione dell'estado de excepción in sei province e con una feroce repressione che ha provocato sei morti, oltre trecento feriti e centinaia di detenuti. segue


 

La Colombia volta pagina

(22/6/2022) Il 19 giugno segna una data storica per la Colombia: con il 50,4% dei voti contro il 47,3% del suo avversario Rodolfo Hernández, Gustavo Petro è stato eletto presidente, carica che assumerà il 7 agosto diventando così il primo capo di Stato progressista del paese. Lo affiancherà l'avvocata femminista Francia Márquez, protagonista di tante battaglie per i diritti umani e per la salvaguardia dell'ambiente, la prima donna di origine africana a diventare vicepresidente. Il ballottaggio ha visto una partecipazione alle urne di quasi il 58% degli aventi diritto, un'alta percentuale per la nazione caraibica. Al termine dello scrutinio si è scatenata una vera e propria festa popolare: migliaia di persone sono scese in piazza a celebrare la vittoria. segue


 

Segnali di declino dell'egemonia statunitense

(11/6/2022) Il IX Vertice delle Americhe, che si è svolto a Los Angeles dal 6 al 10 giugno, non si è certo concluso con un bilancio positivo per gli Stati Uniti. La decisione di Washington di non estendere gli inviti a Cuba, Venezuela e Nicaragua, perché "non democratici", ha innescato l'inattesa risposta di molti capi di Stato dell'America Latina. In prima fila il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, che in segno di protesta per le esclusioni ha disertato l'incontro: "Non può esserci un Vertice delle Americhe se non partecipano tutti i paesi del continente americano, o meglio può esserci, ma noi riteniamo che questo significhi continuare con la vecchia politica di interventismo, di mancanza di rispetto verso le nazioni e i loro popoli", ha detto in uno dei suoi tradizionali incontri mattutini con la stampa. segue

Nella foto: López Obrador e Xiomara Castro, due degli assenti al IX Vertice delle Americhe


Giochi di guerra nel Mediterraneo Americano

(15/5/2022) Sono in corso dal 7 maggio, nella zona marittima dello Stato messicano di Quintana Roo, le manovre militari Tradewinds 2022, organizzate dal Southern Command statunitense con lo scopo di "pianificare e rispondere a situazioni di crisi". Al Messico (e al Belize per la parte terrestre) è affidato il compito di ospitare queste esercitazioni, che dureranno due settimane e che vedono la partecipazione di altre cinque nazioni del continente (Canada, Brasile, Colombia, Guyana, Suriname), di dodici Stati dei Caraibi e di tre paesi europei: Francia, Olanda e Inghilterra. Contemporaneamente la stessa zona del Quintana Roo è teatro della North American Maritime Security Initiative, che ha come obiettivo la collaborazione tra Stati Uniti, Canada e Messico per combattere il terrorismo e la delinquenza organizzata. segue



È morta Rosario Ibarra, la madre coraggio messicana

(17/4/2022) "Dobbiamo esigere dalle autorità, ma dobbiamo chiedere anche al popolo messicano che prenda coscienza. La costruzione di una società senza desaparecidos e senza impunità non si ottiene per decreto, in questo compito dobbiamo porre tutti i nostri sforzi". Così la maggiore delle figlie di Rosario Ibarra ha ricordato il senso della lotta instancabile condotta dalla madre per far luce sulle violazioni dei diritti umani negli anni della guerra sucia. Rosario Ibarra de la Garza è morta a Monterrey il 16 aprile, a 95 anni. Fino all'ultimo si è battuta per la verità sulla sorte degli scomparsi, da quando nel 1974 il figlio Jesús Piedra Ibarra, studente di medicina e militante della Liga Comunista "23 de septiembre", era stato sequestrato dalla polizia giudiziaria. Di lui, come di tanti altri giovani arrestati in quel periodo, non si seppe mai nulla. Trasferitasi da Monterrey a Città del Messico, Rosario bussò a tutte le porte, incontrò il presidente Echeverría, il ministro dell'Interno, vari vertici militari, ma inutilmente. Insieme ad altri familiari fondò il Comité Pro Defensa de Presos, Perseguidos, Desaparecidos y Exiliados Políticos e organizzò uno storico sciopero della fame nell'atrio della Cattedrale della capitale. segue

 

 

 

Latinoamerica-online.it anno XVIII

a cura di Nicoletta Manuzzato

Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 259 del 13/4/04