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"Fidel non appartiene solo a Cuba"

"Fidel non appartiene solo a Cuba. Appartiene a tutti i rivoluzionari del mondo che ammirano la sua opera e condividono le sue idee. Appartiene a tutta l'umanità". Sono parole del presidente Díaz-Canel pronunciate il 13 agosto, durante le celebrazioni del centenario della nascita di Fidel Castro Ruz nel teatro Karl Marx dell'Avana, lo stesso dove nel 1975 si tenne il primo congresso del Pcc. In precedenza, tra il 6 e il 9 agosto, sull'isola si erano realizzati due importanti eventi: la IV Asamblea Continental de Alba-Movimientos, con delegazioni provenienti da 27 paesi, e il XXIV Encuentro Internacional de Partidos Comunistas y Obreros, che ha visto la partecipazione di 49 partiti comunisti e organizzazioni di lavoratori.

Al termine di quest'ultimo incontro, Miguel Díaz-Canel ha tracciato un quadro delle drammatiche conseguenze della crisi energetica provocata dall'inasprimento del bloqueo: 98.500 pazienti (di cui 12.000 bambini) in lista d'attesa per essere operati, 34.000 donne incinte prive di ecografie prenatali sufficienti, 67.000 minori di un anno che non hanno completato il ciclo vaccinale, 117.000 adulti e 1200 piccoli senza un trattamento adeguato per il tumore, solo un 30% di farmaci di base disponibili.

Non si arresta intanto l'offensiva statunitense, con nuove sanzioni contro attività economiche collegate a Gaesa (il conglomerato amministrato dalle Fuerzas Armadas Revolucionarias) e contro altre imprese statali, esponenti della gerarchia militare e dirigenti dell'Icap, l'Instituto Cubano de Amistad con los Pueblos, accusato dal segretario di Stato, Marco Rubio, di promuovere "una vasta rete sovversiva negli Usa destinata a identificare, catturare e radicalizzare" i cittadini statunitensi. La paura dell'amministrazione Trump verso questo "spirito sovversivo" è tale che diversi statunitensi, provenienti dall'Avana dove avevano partecipato alle commemorazioni per il centenario di Fidel, sono stati arrestati all'arrivo all'aeroporto di Miami. E se il ministro della Guerra, Pete Hegseth, ha recentemente ribadito che contro l'isola "tutte le opzioni sono sul tavolo, comprese quelle militari", Donald Trump ha appena prorogato fino al 17 settembre 2027 l'applicazione dell'embargo.

Le pressioni di Washington per isolare Cuba non risparmiano nessun paese della regione. L'ultimo episodio, in ordine di tempo, è l'espulsione di dieci diplomatici cubani dalla Repubblica Dominicana: una decisione che il Ministero degli Esteri dell'Avana ha definito un atto di sottomissione ai dettami del colosso del Nord. Come ha commentato Díaz-Canel su X, esistono legami geografici e storici tra i due paesi che non potranno spezzarsi, come dimostra la partecipazione del generale dominicano Máximo Gómez alla guerra d'indipendenza di Cuba. (25/8/2026)

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a cura di Nicoletta Manuzzato