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Cuba, l'Onu chiede nuovamente la fine dell'embargo

Anche quest'anno Cuba ha ottenuto l'appoggio quasi unanime dell'Assemblea Generale dell'Onu sul documento di condanna all'embargo statunitense: 189 i paesi a favore e solo due contrari, Stati Uniti e Israele. Prima della votazione erano stati respinti gli otto emendamenti presentati da Washington per tentare di screditare la politica cubana. La manovra Usa, definita un disonesto stratagemma dal ministro degli Esteri dell'Avana, Bruno Rodríguez, era riuscita solo ad allungare il dibattito.

"I popoli del mondo hanno votato per Cuba perché sanno che la nostra causa è veramente giusta", ha scritto su Twitter il presidente Miguel Díaz-Canel da Mosca, dove era giunto in visita ufficiale. Il viaggio di Díaz-Canel nella capitale russa e il suo incontro con Vladimir Putin sono il preludio a più stretti rapporti economici e commerciali tra i due paesi, come emerge dal comunicato congiunto emesso al termine dei colloqui. Progetti di cooperazione bilaterale verranno sviluppati nei settori dell'energia, del trasporto, della metallurgia, della biotecnologia.

Soltanto due anni fa, durante la presidenza Obama, la risoluzione contro il blocco non aveva registrato alcuna opposizione nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite: Stati Uniti e Israele avevano deciso di astenersi. Nel 2017, con l'arrivo dei repubblicani alla Casa Bianca, era tornata la tradizionale ostilità. E quest'anno, mentre all'Onu si votava per la fine dell'embargo, a Miami il consigliere per la Sicurezza Nazionale Usa John Bolton annunciava nuove dure misure contro l'Avana (e contro Caracas). In un discorso rivolto alla comunità degli esiliati cubani in vista delle elezioni di medio termine del 6 ottobre, Bolton assicurava che Trump era deciso a tener fede all'impegno di ribaltare la "politica sbagliata" del suo predecessore nei confronti dell'isola. (3/11/2018)

In archivio 2018 altre notizie su Cuba:

Díaz-Canel succede a Raúl Castro (20/4/2018) 

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato