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Cuba, si è spenta la voce di Pablo Milanés

Yo pisaré las calles nuevamente de lo que fue Santiago ensangrentada y en una hermosa plaza liberada me detendré a llorar por los ausentes... I versi di questa canzone non potevano non commuovere chi aveva conosciuto il Cile di Allende, pieno di speranza e di fiducia nel futuro, ed era costretto a pensare a un paese schiacciato dalla feroce dittatura di Pinochet. Pablo Milanés la scrisse in pochi minuti nel 1974, colpito dalla notizia dell'uccisione di Miguel Henríquez. Il grande cantautore si è spento il 22 novembre a Madrid, all'età di 79 anni. Come ha ricordato il Ministero della Cultura dell'isola, "le sue canzoni e le sue magistrali interpretazioni integrano di diritto la colonna sonora della Rivoluzione Cubana. La sua morte avviene quando celebriamo il cinquantesimo anniversario di quello straordinario fatto culturale che fu la fondazione del Movimiento de la Nueva Trova, di cui è uno dei pilastri fondamentali".

Alla notizia della scomparsa c'è chi ha voluto mettere in dubbio la sua lealtà rivoluzionaria, ricordando le sue critiche ad alcuni provvedimenti del governo dell'Avana. A questi risponde la giornalista e accademica cubana Rosa Miriam Elizalde: "Pablo è morto e ci dicono che era il simbolo del desencanto, come se la vita di un trovador tanto prolifico e fondamentale, che ha trovato eco nell'emozione di milioni di persone, potesse essere ridotta a una sola parola, tanto priva di vita come una farfalla fissata con uno spillone". (23/11/2022)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato