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Cuba, avviata l'unificazione monetaria

Dal primo gennaio il peso convertible (Cuc, pari a un dollaro) ha smesso di circolare lasciando posto unicamente al peso cubano (Cup), al cambio ufficiale di 24 pesos per un dollaro. L'unificazione monetaria era una delle misure previste all'interno delle riforme economiche promosse da Raúl Castro ed era stata annunciata già sette anni fa. Questo cambiamento "metterà il paese in migliori condizioni per portare a termine le trasformazioni richieste dall'attuazione del nostro modello economico e sociale, garantendo a tutti i cubani la maggiore uguaglianza di opportunità, diritti e giustizia sociale", ha affermato il presidente Díaz-Canel. Il nuovo ordinamento monetario è accompagnato da una revisione di salari e pensioni e dall'eliminazione di sussidi ritenuti eccessivi, mentre vengono mantenuti i prezzi centralizzati per alcuni prodotti e servizi di base quali combustibili, elettricità e latte per l'alimentazione infantile.

L'abolizione della doppia moneta "non costituisce la soluzione magica a tutti i problemi presenti nella nostra economia. Tuttavia favorirà la creazione delle condizioni necessarie per avanzare in maniera più solida", ha avvertito Díaz-Canel. La riforma "non è priva di rischi, uno dei principali è che si produca un'inflazione superiore a quella pronosticata, acutizzata dall'attuale deficit dell'offerta", ha aggiunto, assicurando comunque che non saranno consentite speculazioni sui prezzi e che i trasgressori andranno incontro a severe sanzioni.

Nel corso del 2020 il pil cubano ha registrato un calo dell'11%: tra le cause il crollo del turismo internazionale provocato della pandemia, la forte contrazione del commercio estero e l'inasprimento del bloqueo statunitense (tra le entità colpite la Western Union, la via legale per l'invio delle rimesse dei cubani all'estero). In dicembre Donald Trump ha imposto ulteriori restrizioni ad aziende cubane, compresa la Kave Coffee, l'impresa che commercializza il caffè Cubita. E il 2021 è iniziato con l'annuncio che anche con il Banco Financiero Internacional gli statunitensi non potranno più realizzare transazioni: un altro tentativo di togliere ossigeno all'economia dell'isola.

L'ennesimo attacco è stato sferrato l'11 gennaio, con l'inclusione di Cuba nell'elenco dei paesi "patrocinatori del terrorismo". Un'accusa ridicola, che però implica un ulteriore indurimento del blocco e pone ostacoli all'intenzione di Joe Biden di riprendere la politica di Obama. Era stato infatti l'ex presidente democratico, nel 2015, a cancellare Cuba dalla lista nera e ad avviare la normalizzazione con l'Avana. A meno di una settimana dal passaggio dei poteri a Washington, Trump ha infine annunciato sanzioni contro il Ministero dell'Interno e contro il suo titolare, il generale di brigata Lázaro Alvarez Casas, ritenuto responsabile di "gravi violazioni dei diritti umani".

Nonostante tutte le difficoltà dell'embargo, che rende difficile anche l'importazione di dispositivi sanitari, l'Avana è riuscita a tenere sotto controllo la propagazione del Covid-19: grazie alla diffusione della medicina territoriale, la situazione sull'isola è ben diversa da quella drammatica di altre nazioni del continente. Da marzo, quando furono individuati i primi casi, sono stati confermati circa 17.000 contagi e poco più di 160 morti. Prosegue intanto la ricerca sui vaccini: ben quattro sono attualmente in fase di sperimentazione e due in particolare, Soberana 01 e Soberana 02, in carico a un'équipe composta in grande maggioranza da donne, sono i più avanzati nello sviluppo. Il frutto di questo lavoro è destinato non solo alla popolazione cubana, ma ai paesi del sud del mondo. (16/1/2021)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato