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Terremoto e tormenta tropicale devastano Haiti

Continuano le operazioni di soccorso delle popolazioni colpite dal terremoto di 7,2 gradi Richter che la mattina del 14 agosto ha devastato Haiti. L'epicentro Ŕ stato localizzato a circa dodici km. dalla localitÓ di Saint-Louis-du-Sud. Una seconda scossa, di 5,2 gradi, si Ŕ prodotta a 17 km. da Chantal, sempre nella parte sud occidentale del paese. Il sisma ha provocato pi¨ di 2.200 morti, oltre 300 dispersi e 12.000 feriti. Decine di migliaia le famiglie rimaste senza tetto per il crollo delle abitazioni. Alle distruzioni del terremoto si sono aggiunte, due giorni dopo, quelle causate dal passaggio della tempesta tropicale Grace, che con le sue piogge torrenziali ha reso ancora pi¨ difficile l'opera delle missioni umanitarie giunte da diverse nazioni: tra queste un contingente di medici e infermieri inviati dal governo cubano.

L'assistenza ai terremotati si scontra con la drammatica situazione del paese: ospedali stracolmi e con personale medico insufficiente, molte strade rese impraticabili dalle conseguenze delle scosse. I saccheggi sono all'ordine del giorno e i camion con i viveri diretti alle zone pi¨ isolate vengono spesso intercettati e sequestrati da gruppi criminali. L'ex poliziotto Jimmy ChÚrizier Barbecue, capo del G-9 (raggruppamento di nove bande che si dividono il controllo del territorio), in un video ha assicurato una tregua per permettere l'arrivo degli aiuti, ma non Ŕ detto che all'iniziativa aderiscano altri gruppi della delinquenza organizzata. Ad Haiti predomina il caos: ancor prima del sisma, le elezioni presidenziali e legislative previste per il 26 settembre erano state rinviate al 7 novembre.

Si sono appresi intanto nuovi particolari sull'omicidio, avvenuto il 7 luglio, del presidente Jovenel Mo´se. I mercenari colombiani attualmente in carcere hanno ammesso la loro responsabilitÓ e hanno accusato un ex funzionario del Ministero della Giustizia haitiano di aver ordinato l'assassinio. Gli attaccanti potevano contare sull'appoggio di un infitrato, l'autista di Mo´se, e sul coinvolgimento di alcune guardie presidenziali.

Restano nell'ombra per˛ i veri mandanti e non Ŕ chiaro neppure il movente. Si Ŕ pensato a lotte interne al partito del capo dello Stato o al tentativo di bloccare il referendum costituzionale voluto dallo stesso Mo´se per rafforzare il potere dell'esecutivo e per potersi ripresentare alle elezioni al termine del suo mandato. Ma il fatto che i protagonisti dell'attacco siano stati contrattati dalla compagnia statunitense CTU Security il cui proprietario, Tony Intriago, Ŕ un venezuelano legato all'opposizione antichavista e implicato probabilmente nel fallito attentato del 2018 contro Nicolßs Maduro, fa pensare piuttosto a un complotto internazionale.

Bisogna risalire per questo alle recenti prese di posizione di Port-au-Prince in politica estera. Poco pi¨ di un mese prima della sua morte, Mo´se aveva allacciato relazioni diplomatiche con Mosca ricevendo le credenziali di Sergey Melik-Bagdasarov, ambasciatore russo a Caracas, ponendo cosý le basi per un riavvicinamento con il governo Maduro. Aveva operato insomma una vera e propria svolta, considerando che in precedenza aveva riconosciuto come legittimo presidente venezuelano l'autoproclamato Juan Guaidˇ. E una svolta che non poteva certo entusiasmare Washington. il 17 giugno Mo´se si era recato in visita ufficiale in Turchia, paese con cui nel 2020 aveva giÓ stretto una serie di accordi di cooperazione: un'altra dimostrazione della sua intenzione di intraprendere rapporti internazionali al di fuori del controllo del cosiddetto Core Group (i rappresentanti di Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Canada, Unione Europea, Oea e Nazioni Unite). Il suo assassinio appare dunque un'ulteriore conferma che Haiti rimane una nazione a sovranitÓ limitata. (23/8/2021)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato