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Honduras, il candidato di Trump proclamato presidente

Il 24 dicembre il Cne (Consejo Nacional Electoral) ha proclamato presidente con poco più del 40% dei suffragi Nasry Juan Asfura Zablah, del Partido Nacional. È questo il risultato di un colossale broglio per imporre il candidato apertamente sponsorizzato da Trump, che era arrivato a minacciare di tagliare gli aiuti al paese in caso di un diverso esito. L'annuncio della vittoria di Asfura è arrivato a quasi un mese dal voto del 30 novembre, senza le necessarie verifiche alle incongruenze presenti in vari verbali e senza una risposta ai tanti ricorsi presentati dai partiti. Come se non bastasse, il presidente statunitense aveva deciso a metà dicembre di concedere l'indulto all'ex capo di Stato honduregno Juan Orlando Hernández, detenuto negli Usa dove avrebbe dovuto scontare 45 anni di carcere per narcotraffico. Un gesto di chiaro appoggio ad Asfura, visto che Hernández è stato leader del Partido Nacional.

Al secondo posto, con meno di un punto percentuale di differenza, si è piazzato Salvador Nasralla, presentatore televisivo ed esponente del Partido Liberal, anch'egli di destra, che però contesta la vittoria di Asfura. Intorno al 20% Rixi Moncada Godoy, di Libertad y Refundación, già ministra del Lavoro e della Sicurezza Sociale con Zelaya e titolare della Difesa Nazionale con Xiomara Castro. Ma si tratta di dati non credibili, viste le tante irregolarità di queste consultazioni e la sfacciata intromissione della Casa Bianca. Basti pensare che i sondaggi prima del voto davano Moncada saldamente al primo posto. E che la divulgazione di sette audio pochi giorni prima del 30 novembre aveva rivelato le pressioni esercitate da imprenditori e politici di destra su Cossette López, del Cne, perché venissero alterati i risultati nel caso di una votazione favorevole alla candidata di Libre. All'indomani della proclamazione, mentre il neoeletto invitava alla "riconciliazione", Moncada scriveva su X: "In Honduras il Cne, seguendo le istruzione dell'impero, ha assassinato la nostra nascente democrazia". Alcuni giorni prima la presidente Castro aveva annunciato l'intenzione di denunciare il golpe elettorale e l'ingerenza di Washington "alle Nazioni Unite, all'Unione Europea, alla Celac e all'Organización de los Estados Americanos". Ma dalla comunità internazionale è venuto solo un silenzio complice. (26/12/2025)

Articolo precedente sull'Honduras: La risposta di Xiomara Castro a Trump

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato