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Honduras, giustizia a metà per Berta Cáceres

La coordinatrice del Copinh (Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras) Berta Cáceres venne uccisa la notte del 2 marzo 2016 da due killer penetrati nella sua abitazione. Nell'attacco rimase ferito l'ambientalista messicano Gustavo Castro. Il 29 novembre il processo di primo grado si è concluso riconoscendo la colpevolezza di sette degli otto imputati per quel delitto. Tra i condannati Sergio Rodríguez e Douglas Bustillo, funzionari della Desa, l'impresa che Berta combatteva perché, con il progetto idroelettrico Agua Zarca, minacciava il territorio e le risorse idriche della comunità lenca.

Nella sentenza non si fa però cenno a chi contrattò i killer, quasi che questi abbiano agito di loro iniziativa. E' quanto denunciano in un comunicato i familiari e il Copinh: "L'assassinio di Berta Cáceres fu pianificato dai dirigenti dell'impresa Desa per essere poi eseguito da sicari legati alle forze armate honduregne. Tuttavia la verità sul crimine e su tutti i suoi responsabili si è limitata a quanti sono stati ora giudicati, a causa degli irremovibili ostacoli che lo Stato dell'Honduras ha frapposto attraverso il suo pubblico ministero e i suoi tribunali per negare la verità come parte di una giustizia reale". I firmatari del documento accusano che "dietro tutta la trama di persecuzione, atti di ostilità, attacchi e minacce che hanno portato all'omicidio" c'è la famiglia Atala Zablah, maggiore azionista della Desa. Ma finora solo il presidente esecutivo della società, Roberto David Castillo, è stato arrestato sotto l'accusa di essere l'ideatore del crimine e sarà giudicato in un processo a parte.

La famiglia di Berta e il Copinh comunque non si arrendono. "L'impunità che hanno fin qui mostrato e di cui godono i mandanti di questo delitto fa parte della rete di corruzione e violenza che sostiene il modello estrattivo. Quel modello che saccheggia i nostri popoli e che noi vittime, insieme alle altre persone, comunità e organizzazioni ci impegniamo a combattere senza tregua, come ha fatto Berta Cáceres, finché la Dignità, la Verità e la Giustizia non prevarranno in questa causa e in tutte le lotte che nello stesso momento si stanno svolgendo in diversi territori dell'Honduras e del mondo", conclude il comunicato. (30/11/2018)

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a cura di Nicoletta Manuzzato