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Honduras, insediamento tra le proteste

Juan Orlando Hernández si è insediato il 27 gennaio per un secondo mandato, in una seduta del Congresso tenuta presso l'Estadio Nacional pieno di suoi sostenitori. In un'altra zona della capitale si erano concentrati gli oppositori, con alla testa l'ex candidato Salvador Nasralla e l'ex presidente Manuel Zelaya. Non appena i manifestanti hanno mosso i primi passi in direzione dell'Estadio sono stati dispersi con gas lacrimogeni dalle forze di sicurezza.

Nel suo discorso di investitura Hernández ha fatto appello al dialogo e all'unità, cercando di far dimenticare i brogli grazie ai quali è stato rieletto. "Si è consolidata la dittatura, è un governo che ha il sigillo dello Stato, ma è privo di legittimità. Si impone in modo violento con i militari nelle strade", ha affermato Bertha Oliva, coordinatrice del Comité de Familiares de Detenidos Desaparecidos.

La violenza della repressione è ben documentata dal rapporto della Coalición contra la Impunidad, che ha comprovato l'uccisione di 33 persone da parte di polizia ed esercito nel periodo compreso tra il 26 novembre 2017 e il 23 gennaio 2018. "Donne e uomini che partecipavano alle manifestazioni pacifiche, dirigenti di movimenti sociali e di difesa dei diritti umani sono stati bersaglio di attacchi sistematici. Questi attacchi comprendono persecuzioni, controlli, pedinamenti, minacce di morte, intimidazioni, diffamazioni, calunnie, aggressioni fisiche, atti crudeli, disumani e degradanti, torture".

Nelle conclusioni il rapporto traccia un quadro dell'attuale situazione del paese: "La crisi postelettorale che si è risolta con l'imposizione, attraverso la forza poliziesco-militare, di questi risultati elettorali ha avuto molteplici cause strutturali. Tra di esse si possono distinguere la cooptazione e il controllo assoluto delle istituzioni da parte del gruppo politico, imprenditoriale e militare che appoggia l'attuale governante, così come il rifiuto di realizzare riforme elettorali". Sfidando la repressione, "la mobilitazione sociale è stata massiccia su tutto il territorio nazionale. Il rigetto verso l'attuale governo, per il suo elevato grado di corruzione, è stato evidenziato prima nelle urne e poi nelle strade". (28/1/2018)

In archivio 2017 altre notizie sull'Honduras: 

Brogli elettorali e resistenza popolare (23/12/2017)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato