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Honduras, venti contadini massacrati nel Bajo Aguán

Č stato uno dei peggiori massacri in un paese purtroppo abituato alla violenza. Venti contadini della regione del Bajo Aguán sono stati assassinati il 21 maggio mentre stavano per iniziare il lavoro in una piantagione di palma africana. Tra le vittime due ragazzi di 14 e 16 anni e tre sorelle sulla trentina. La comunitŕ aveva giŕ denunciato, qualche giorno prima, l'irruzione di agenti di polizia che avevano attaccato abitazioni e botteghe, bruciando mobili ed elettrodomestici. Anche nel caso di quest'ultima strage, secondo alcuni testimoni gli attaccanti vestivano uniformi della polizia.

La zona č da tempo teatro degli assalti di bande criminali che intendono espellere le famiglie dai loro terreni. Le comunitŕ da anni segnalano i legami tra questi gruppi armati e le forze di sicurezza, la magistratura e le imprese agroindustriali. Come afferma il Copinh (Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras), "il conflitto nasce dalla decisione politica di sottrarre le terre ai contadini e ridarle a latifondisti e agroindustriali. Chi osa protestare viene criminalizzato, arrestato, cacciato via, assassinato". In questo contesto il governo di Nasry Asfura ha approvato un nuovo pacchetto sicurezza, con riforme del codice penale che, con un'interpretazione estensiva, consentono interventi contro la protesta sociale, mentre un decreto del Congresso ha autorizzato l'esercito ad affiancare la polizia nel suo compito di mantenere l'ordine. (25/5/2026)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato