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Honduras, i dissidenti di Libre tornano all'ovile

Si è risolta la crisi politica scoppiata alla vigilia dell'insediamento di Xiomara Castro. Il 7 febbraio, dopo un accordo con Manuel Zelaya, coordinatore generale di Libre, i deputati dissidenti che avevano creato un Congresso parallelo sono tornati sui loro passi riconoscendo Luis Redondo, del partito Salvador de Honduras (Psh), come unico presidente del potere legislativo.

La nomina di Redondo faceva parte di un'intesa preelettorale per cui il Psh aveva appoggiato Xiomara alle presidenziali rinunciando alla candidatura di Salvador Nasralla: in caso di vittoria avrebbe ottenuto la presidenza della Camera. Dopo il responso delle urne, però, venti parlamentari di Libre si erano rifiutati di tener fede al patto e, con l'appoggio dell'opposizione (i vecchi partiti espressione delle élites dominanti, il Nacional e il Liberal), avevano eletto a capo del Congresso un esponente del loro gruppo, Jorge Cálix. Mentre gli altri deputati di Libre, insieme al Psh, nominavano Redondo, i dissidenti (rimasti in diciotto perché due si erano ben presto pentiti) venivano cacciati dal partito.

L'anomala situazione, che vedeva due organi legislativi contrapposti, aveva avuto ripercussioni sull'insediamento della nuova presidente, che il 27 gennaio aveva giurato nelle mani della giudice Karla Romero, mentre Redondo si era limitato a collocarle la fascia presidenziale. Alla cerimonia, che si era tenuta nello Stadio Nazionale di Tegucigalpa, avevano assistito tra gli altri il presidente eletto del Cile Gabriel Boric, gli ex capi di Stato Lula, Dilma Rousseff, Evo Morales, le vicepresidenti di Stati Uniti e Argentina, Kamala Harris e Cristina Fernández e il re di Spagna Felipe VI. Il momento più signficativo della giornata era stato la consegna alla neopresidente del bastón de mando delle comunità indigene da parte della figlia di Berta Cáceres, e attuale leader del Copinh, Bertha Zúñiga Cáceres.

"Questa data rimarrà nella storia come l'impronta di una generazione che ha deciso di essere libera e che erediterà alle generazioni future la possibilità di crescere", aveva detto nel suo discorso Xiomara Castro illustrando poi la drammatica situazione che il suo governo dovrà affrontare: "La catastrofe economica che abbiamo sofferto non ha paragone nella storia del paese e il suo impatto sulla vita della gente si riflette nell'aumento del 700% del debito. La miseria è aumentata del 74% circa, rendendo l'Honduras il paese più povero dell'America Latina".

Nella stessa giornata avevano giurato anche i membri del nuovo gabinetto. Tra questi il generale Ramón Sabillón, designato al MInistero della Sicurezza. Nel 2016, quando dirigeva la Policía Nacional, Sabillón si era guadagnato il rispetto popolare perché, disobbedendo a un ordine dall'alto, aveva arrestato alcuni narcotrafficanti: per questa sua decisione era stato destituito e costretto a lasciare l'Honduras. (8/2/2022)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato