Latinoamerica-online.it

Honduras, dieci anni fa il golpe

In un Honduras militarizzato č stato ricordato, il 28 giugno, il decimo anniversario del golpe che - con il sostegno degli Stati Uniti - depose il legittimo presidente Manuel Zelaya. Come spiega in un'intervista a Página/12 Xiomara Castro, nel 2013 candidata presidenziale dell'opposizione, da allora "hanno approfondito sempre piů un modello neoliberista che ha privatizzato tutti i servizi pubblici, le risorse naturali e adesso vogliono privatizzare anche salute ed educazione. E a partire da questo si č stabilita una dittatura dove non c'č diritto di protesta, dove possono entrare nella tua casa senza un ordine giudiziario, sequestrarti i beni, arrestarti. Sei colpevole finché non dimostri il contrario. Dunque il paese e il popolo sono totalmente indifesi".

Sfidando il grande spiegamento di forze la gente č scesa in piazza contro il presidente Juan Orlando Hernández, al potere grazie ai clamorosi brogli elettorali del 2013 e del 2017 e con forti legami con il traffico di droga (il fratello Juan Antonio Hernández č in carcere negli Usa, accusato di essere a capo di una rete di narcotrafficanti). A Tegucigalpa i manifestanti si sono concentrati a migliaia nel Parque Central, dove si č tenuto anche un concerto. In precedenza le forze di sicurezza avevano impedito l'omaggio alle vittime del colpo di Stato, programmato dal Partido Libertad y Refundación (Libre) nella piazza Isis Obed Murillo, intitolata a un ragazzo ucciso nel 2009. A San Pedro Sula si sono verificati scontri con la polizia, intervenuta per rimuovere le barricate erette dai manifestanti.

Massicce proteste contro il presidente Hernández erano avvenute anche in gennaio, nel primo anniversario dell'insediamento del capo dello Stato per il suo secondo mandato, quando i cosiddetti chalecos rojos avevano bloccato le principali arterie del paese al grido di Fuera JOH, Fuera Dictadura. Alla fine di aprile maestri, studenti, medici e infermieri avevano dato vita a imponenti manifestazioni contro le riforme che aprivano la strada alla privatizzazione di sanitŕ e istruzione. Cortei, assemblee, scioperi e blocchi stradali erano continuati per tutto il mese di maggio. In giugno agli insegnanti e ai medici in lotta si erano aggiunti i taxisti e altri lavoratori del settore trasporti e in seguito anche gli agenti di polizia, cosa che aveva costretto il governo a ricorrere all'esercito. Il bilancio di questi mesi di repressione č di diversi morti. Decine i feriti; tra questi gli studenti colpiti dai proiettili della polizia militare, entrata il 24 giugno nel campus dell'Universidad Autónoma de Honduras violando l'autonomia universitaria. (29/6/2019)

In archivio 2018 la precedente notizia sull'Honduras:

Giustizia a metŕ per Berta Cáceres (30/11/2018)

 

Latinoamerica-online.it

a cura di Nicoletta Manuzzato