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Nicaragua, la scomparsa di Ernesto Cardenal

"Sono poeta, sacerdote e rivoluzionario": così si definiva Ernesto Cardenal Martínez, grande figura di intellettuale e di militante per la liberazione dei popoli, morto il primo marzo a Managua a 95 anni. Esponente della Teologia della Liberazione, impegnato nella lotta sociale e politica del suo paese, Cardenal fu una figura fondamentale della Rivoluzione Sandinista.

Nato a Granada, aveva frequentato la scuola in Nicaragua per poi seguire il corso di letteratura presso l'Unam, l'Universidad Nacional Autónoma de México. Alla fine degli anni Quaranta aveva proseguito gli studi a New York e aveva poi viaggiato in Europa, passando anche per l'Italia. Tornato in patria, aveva preso parte alla lotta contro la dinastia dei Somoza e nello stesso tempo aveva iniziato a farsi conoscere pubblicando le sue prime opere sulla rivista bilingue El Corno Emplumado, ponte tra la cultura latinoamericana e quella statunitense.

Entrato come novizio nell'Abbazia di Nostra Signora del Getsemani, nel Kentucky, ricevette gli ordini sacerdotali nel 1965 e fu tra i fondatori della comunità religiosa di Solentiname, un'isola nel Lago di Nicaragua che divenne il punto di riferimento per il cattolicesimo progressista latinoamericano. Diede un importante apporto alla lotta del Frente Sandinista de Liberación Nacional e, dopo l'abbattimento nel 1979 della dittatura di Anastasio Somoza, divenne ministro della Cultura, carica che mantenne fino al 1987. Fu proprio la sua partecipazione al governo sandinista che gli costò il severo rimprovero di papa Giovanni Paolo II, accanito avversario di ogni opzione di sinistra. Nel 1984 Wojtyla lo sospese a divinis e solo nel febbraio dello scorso anno papa Francesco lo riammise al ministero sacerdotale. Nel 1994 Ernesto Cardenal ruppe con il Fsln criticando la direzione personalistica di Daniel Ortega.

Tra le sue opere poetiche ricordiamo Hora Cero, Epigramas, Salmos, Oración por Marilyn Monroe y otros poemas, El Estrecho Dudoso, Mayapán, Homenaje a los indios americanos, Canto nacional, Oráculo sobre Managua, Canto a un país que nace, Tocar el cielo, Vuelos de victoria, Quetzalcóatl, Los ovnis de oro, Cántico Cósmico, El telescopio en la noche oscura, Somos polvo de estrellas, Hijos de las estrellas. Molti i riconoscimenti ricevuti, dal Premio Iberoamericano de Poesía Pablo Neruda alla Orden de la Liberación Cultural Rubén Darío al Premio Reina Sofía de Poesía Iberoamericana.

Nel 2003 fu insignito a Cuba della Orden José Martí, "per la sua traiettoria letteraria e la sua difesa incondizionata della Rivoluzione Cubana". Per Cardenal l'esperienza sull'isola caraibica fu fondamentale: "la più importante della mia vita dopo la conversione religiosa - raccontò in seguito - Fu in realtà una conversione alla rivoluzione. Prima credevo che dovessimo cercare un terzo cammino in America Latina, ma a Cuba scoprii che il cammino era il loro e che la loro rivoluzione era molto buona e avevo il dovere di appoggiarla". (2/3/2020)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato