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Panama, vittoria di Cortizo (Prd) alle presidenziali

L'imprenditore Laurentino Nito Cortizo Cohen, candidato del Partido Revolucionario Democrático fondato da Omar Torrijos, è il nuovo presidente eletto di Panama: nel voto del 5 maggio ha superato per uno stretto margine Rómulo Roux, di Cambio Democrático (la formazione di destra dell'ex capo di Stato Ricardo Martinelli, attualmente agli arresti per un'accusa di intercettazioni illegali). Al terzo posto l'indipendente Ricardo Lombana, seguito da José Blandón, appartenente al Partido Panameñista del presidente uscente Juan Carlos Varela. Sempre il 5 maggio è stata rinnovata l'Asamblea Nacional, dove il Prd ha conquistato la maggioranza relativa.

Tra le promesse di campagna del nuovo capo dello Stato, che assumerà le sue funzioni il primo luglio, vi è il recupero dell'alto tasso di crescita economica registrato in anni precedenti e la lotta contro la povertà e le disuguaglianze sociali. Cortizo ha annunciato anche l'intenzione di combattere la corruzione e di sviluppare le relazioni con Pechino (solo nel 2017 Panama ha riconosciuto la Repubblica Popolare Cinese, rompendo con Taiwan). Un ulteriore impegno della nuova amministrazione è il miglioramento dell'immagine internazionale del paese, divenuto il luogo simbolo dell'evasione fiscale, delle società offshore e del riciclaggio con lo scandalo dei Panama Papers.

Cambierà la politica del paese dopo questo voto? Il sociologo Marco A. Gandásegui hijo non nutre grandi speranze: "Cortizo non modificherà i rapporti di forza per beneficiare gli esclusi. Non ci saranno cambiamenti e non ha proposto piani per trasformare le enormi entrate del paese in leve per lo sviluppo nazionale". Solo due annunci del presidente eletto, a detta di Gandáseguy, si discostano dalle tendenze neoliberiste degli ultimi trent'anni: Cortizo "da una parte ha promesso di rivedere il Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti che ha rovinato la campagna panamense (e di passaggio il settore industriale). Gli agricoltori del paese sostengono che le importazioni di prodotti sovvenzionati dagli Stati Uniti (riso, mais, verdure e altri) rappresentano una concorrenza sleale. D'altra parte ha dichiarato che in politica estera rivedrà le posizioni di estrema destra degli ultimi sei governi panamensi per avvicinarsi maggiormente alla visione socialdemocratica di rispetto all'autodeterminazione dei popoli". (9/5/2019)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato