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Paraguay sempre più a destra?

"Oggi il popolo paraguayano deve scegliere tra la dittatura e la democrazia". Così commentava Página/12 il 22 aprile, giorno in cui gli elettori erano chiamati a designare il nuovo capo dello Stato. Al termine di una votazione non certo limpida è stato proclamato vincitore un personaggio legato al periodo più buio della storia del paese: Mario Abdo Benítez, figlio dell'ex segretario privato di Stroessner, che nelle sue dichiarazioni ha sempre difeso la figura del defunto dittatore.

Con questa vittoria, ottenuta anche grazie all'appoggio incondizionato dei media, Abdo garantisce la permanenza al potere del Partido Colorado, da sempre espressione dell'oligarchia. Ma contrariamente ai sondaggi della vigilia, che pronosticavano una trentina di punti percentuali di distacco, il suo principale avversario, Efraín Alegre del Plra (Partido Liberal Radical Auténtico), è stato sconfitto per meno di 4 punti. Alegre era sostenuto da Alianza Ganar, coalizione eterogenea dove al Plra si affiancava il Frente Guazú, che presentava come candidato a vicepresidente il giornalista Leo Rubín. Il leader del Frente, l'ex presidente Fernando Lugo, aveva favorito la riedizione della vecchia alleanza per poter sconfiggere i colorados, nonostante nel 2012 fosse stato deposto da un colpo di Stato istituzionale proprio per il tradimento di un esponente del Partido Liberal Radical Auténtico, il suo vice Federico Franco.

L'economia del paese ha registrato una crescita considerevole negli ultimi anni. Ma le disuguaglianze non si sono attenuate, anzi. La situazione più drammatica si registra nelle campagne: alle lotte contadine per la terra i grandi proprietari rispondono con la violenza delle squadracce. Gli enormi interessi dell'agrobusiness, in particolare della coltivazione della soia, assicurano la totale impunità a queste bande e ai loro mandanti. Il 10 marzo, nel dipartimento di Canindeyú, María Ester Riveros è stata assassinata da due sicari di fronte alla capanna della cugina María Máxima Segovia. Quest'ultima, vero bersaglio dell'agguato, è la presidente della Comisión de Mujeres del Paraguay San Juan Poty: da un anno si batte per il recupero di alcuni lotti appartenenti all'Instituto Nacional de Desarrollo Rural y de la Tierra, che dovevano essere assegnati ai campesinos e che sono stati invece illegalmente occupati da una famiglia potente della zona. (24/4/2018)

In archivio 2017 altre notizie sul Paraguay:

Proteste contro la riforma costituzionale (18/4/2017)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato