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Paraguay, le atrocitÓ dalle forze speciali

Per tutto il mese di marzo sono continuate le manifestazioni ad Asunciˇn, specie nella Plaza de Armas di fronte al Congresso. La destituzione del presidente Mario Abdo BenÝtez Ŕ chiesto a gran voce dal movimento sindacale, dalle femministe, dagli studenti, che gli rimproverano i numerosi casi di corruzione e una politica economica iperliberista che ha impoverito ancora di pi¨ la popolazione. A tutto questo si Ŕ aggiunta una pessima gestione della pandemia: negli ospedali mancano i medicinali, i letti, i dispositivi di protezione contro il contagio, come hanno denunciato i lavoratori della sanitÓ e i familiari dei malati. Ma una richiesta di impeachment del capo dello Stato e del suo vice, Hugo Velßzquez, Ŕ stata respinta mercoledý 17 dalla Camera con 42 voti contro 36 (due gli assenti). Il processo politico, promosso dal Partido Liberal Radical AutÚntico (Plra) e da altre formazioni minori d'opposizione, non ha potuto contare sull'appoggio di una frazione del Partido Colorado che, pur critica con Abdo, alla fine non gli ha fatto mancare il suo sostegno.

E' la seconda volta che il capo dello Stato viene messo sotto accusa in Parlamento: era accaduto nell'agosto di due anni fa, dopo la firma di un accordo segreto per la vendita di energia al Brasile, accordo che conteneva condizioni troppo favorevoli per il governo Bolsonaro. La sudditanza di Asunciˇn nei confronti di Brasilia non Ŕ sorprendente, vista la vicinanza ideologica tra i due presidenti: l'elezione nel 2018 di Abdo BenÝtez, figlio dell'ex segretario privato del dittatore Stroessner, ha rappresentato una conferma dell'ala pi¨ reazionaria dell'oligarchia, composta da grandi proprietari (secondo dati di Oxfam, l'1,6% della popolazione possiede l'80% delle terre) che alle rivendicazioni contadine hanno sempre risposto con la violenza delle squadracce.

La situazione nelle campagne si Ŕ fatta ancor pi¨ drammatica con la carta bianca data alle forze speciali nella lotta contro la guerriglia dell'Epp (Ejercito del Pueblo Paraguayo) che opera nel nord del paese, una zona abitata da comunitÓ indigene guaranÝ. Il 2 settembre dello scorso anno i soldati hanno rivendicato l'uccisione di due guerrigliere cadute in combattimento: si trattava in realtÓ di due cuginette argentine di undici e dodici anni, giunte all'accampamento per incontrarsi coi propri genitori. Le foto dei piccoli cadaveri, vestiti con l'uniforme dei combattenti, sono state inviate alla stampa come prova della vittoria militare su un pericoloso nucleo di "terroristi" e il capo dello Stato ha celebrato il successo dell'operazione. In seguito i corpi sono stati sotterrati in tutta fretta: secondo i famliari si Ŕ voluto cosý nascondere che le bambine erano state torturate. Una terza cuginetta, la quattordicenne Lichita, in fuga nonostante una ferita alla gamba, Ŕ stata vista per l'ultima volta a fine novembre: testimoni affermano che Ŕ stata catturata dai soldati. Da allora si susseguono le mobilitazioni per chiedere notizie sulla sua sorte e giustizia per le due piccole.

Una settimana dopo la morte delle bimbe, l'Epp ha sequestrato l'ex vicepresidente Oscar Denis. Per la sua liberazione Ŕ stata chiesta la distribuzione di alimenti alle comunitÓ indigene e la scarcerazione dei comandanti Alcides Oviedo e Carmen Villalba, i genitori di Lichita. Di fronte agli scarsi risultati ottenuti dalle forze speciali nella lotta alla "sovversione", un parlamentare colorado ha chiesto ufficialmente la cooperazione militare statunitense, ricordando che il Paraguay "Ŕ sempre stato un alleato strategico" di Washington. (28/3/2021)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato