Latinoamerica-online.it

Perú, schiacciante vittoria di Vizcarra al referendum

Il presidente Vizcarra ha ottenuto una schiacciante vittoria nel referendum del 9 dicembre su una serie di riforme costituzionali. La consultazione era stata promossa dallo stesso capo dello Stato e oltre l'85% degli elettori ha seguito le sue indicazioni, votando Sì ai primi tre quesiti (introduzione del divieto di due mandati consecutivi per i parlamentari, controllo sul finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, riforma giudiziaria con l'istituzione di un nuovo organismo incaricato di designare e destituire giudici e procuratori) e No al quarto (ritorno a un Parlamento bicamerale). Su quest'ultimo punto Vizcarra aveva deciso per la bocciatura dopo che la proposta era stata snaturata dagli emendamenti introdotti, in sede di discussione, dalla maggioranza fujimorista.

Con il suo voto l'elettorato ha voluto punire i responsabili dei casi di corruzione emersi recentemente, che hanno coinvolto politici fujimoristi e apristi e magistrati collusi. Per i grandi sconfitti, Keiko Fujimori e il suo alleato, l'ex presidente Alan García, i problemi non si fermano qui. La figlia del dittatore, arrestata una prima volta il 10 ottobre e liberata una settimana dopo, a fine mese è stata raggiunta da un nuovo mandato di carcerazione preventiva per riciclaggio e finanziamento illegale della campagna elettorale del 2011. Non va molto meglio al padre: Alberto Fujimori è ancora ricoverato in una clinica, ma potrebbe tornare in prigione appena dimesso, perché Vizcarra non ha promulgato la legge che gli garantiva la scarcerazione per limiti di età. E con Keiko in galera, il partito fujimorista è entrato in profonda crisi: divisioni interne e defezioni stanno mettendo in forse il suo potere nel Congresso.

Quanto ad Alan García, accusato di aver ricevuto tangenti dall'impresa brasiliana Odebrecht per la costruzione della metropolitana di Lima durante il suo secondo mandato (2006-2011), si è rifugiato nella residenza dell'ambasciatore uruguayano chiedendo asilo e proclamandosi perseguitato politico. Già alla fine della sua prima presidenza era riuscito a sottrarsi alla giustizia, che lo sospettava di corruzione, cercando protezione presso la rappresentanza diplomatica colombiana. Questa volta però gli è andata male: il governo di Montevideo ha respinto la sua richiesta. Anche per lui sembra dunque finita quell'impunità che lo ha accompagnato per decenni. (10/12/2018)

In archivio 2018 altre notizie sul Perú:

Fujimori si salva dal carcere con una legge ad personam (12/10/2018)

Travolto dagli scandali Kuczynski si dimette (22/3/2018) 

 

Latinoamerica-online.it

a cura di Nicoletta Manuzzato