PETIZIONE ALLE AUTORITA’ PERUVIANE IN DIFESA DEI DIRITTI DI PRIGIONIERI POLITICI PROCESSATI E/O ACCUSATI DI APPARTENERE AL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO TUPAC AMARU (MRTA)

 

Al Sig. Presidente della Repubblica del Perù – Alan Garcìa Perez

             Jiròn  de la Uniòn s/n  cuadra 1    - Lima  

Al Sig. Ministro della Giustizia del Perù – Aurelio Pastor

             Carlos Tenaud cuadra 3 s/n – Miraflores, Lima 18  

Al Sig. Direttore dell’INPE (Ist.Naz.Penitenziario) Jorge Leòn Ballén

             Jiròn Carabaya N° 456  - Lima  

 

Stimatissimi Signori,  

Apprendiamo con preoccupazione che di recente si sono verificati fatti ai danni dei  prigionieri politici peruviani.  Dopo l’entrata in vigore della legge che li priva dei Benefici  Penitenziari, 36 di loro, avendo richiesto un miglioramento delle condizioni carcerarie (minori restrizioni nell’erogazione dell’acqua, luce, alimenti e cure mediche), sono stati trasferiti improvvisamente dal carcere di Lima Miguel Castro Castro a quello di massima sicurezza di Pietras Gordas e ad altri istituti penitenziari lontani da Lima. Sappiamo anche che, oltre all’abolizione dei benefici  penitenziari,  si è verificato un irrigidimento delle condizioni di detenzione, come il divieto di dedicarsi ad attività di studio e di lavoro.  

Allo stesso tempo sappiamo che l’ex Presidente della Repubblica, Alberto Fujimori, condannato per crimini di lesa umanità, ha libero accesso all’esterno dell’edificio penitenziario In cui dovrebbe trovarsi recluso e riceve quotidianamente visite senza limiti di orari.  

Sappiamo che la Costituzione del Perù considera diritto fondamentale della persona l’uguaglianza di fronte alla legge e riteniamo che la cultura, il lavoro, la salute e l’alimentazione siano diritti inalienabili della persona umana.

Riteniamo che una società giusta debba considerare la detenzione non una vendetta, ma una  via per il reinserimento nella società civile e ci auguriamo che  l’irrigidimento delle condizioni di detenzione dei prigionieri politici, e la disparità di trattamento tra cittadini  della Repubblica non allontanino il Perù da un cammino di riconciliazione che gli permetterebbe di sanare  ferite profonde.  

Chiediamo quindi la reintroduzione dei Benefici Penitenziari e il ritorno dei 36 detenuti politici al carcere di Castro Castro, oltre alla garanzia di condizioni di vita accettabili all’interno delle carceri peruviane.  

Nella certezza di ottenere il vostro interessamento su quanto sopra esposto, trattandosi di giustizia e di umanità, ringraziando vi salutiamo distintamente.  

                                                                                                                               (Seguono firme)

Nome   ……………Città………….. paese  ……………firma

                 

(testo in lingua spagnola)

PETITORIO A LAS AUTORITADES PERUANAS EN DEFENSA DE LOS DERECHOS  DE LOS PRESOS POLITICOS PROCESADOS Y/O ACUSADOS DE PERTENECER AL MOVIMIENTO REVOLUCIONARIO TUPAC AMARU (MRTA)

 

Al Sr. Presidente de la Republica del Perù  - Alan Garcìa Perez

           Jiron de la Uniòn s/n  cuadra 1  -   Lima  

Al Sr. Ministro de Justicia del Perù  -  Aurelio Pastor

           Carlos Tenaud  cuadra 3 s/n  - Miraflores,   -  Lima  18  

Al Sr.  Director del   INPE  Jorge Leòn Ballén

            Jiron Carabaya   N° 456   -  Lima  

 

Estimados Señores,

Observamos con preocupaciòn que en los ultimos tempo  se vienen dando circumstancias de las quales son victimas los presos politicos peruanos.  Después de la promulgaciòn  de la ley que elimina los beneficios penitenciarios, 36 de ellos, después haber pedido una mejoria de las condiciones minimas de vida al interior de la prison ( reduciòn de las restricciones en el servicio de agua, electricidad, alimentaciòn,  atenciòn médica)  han sido transferidos de improviso del Penal  limeño  Miguel Castro Castro al Penal de màxima seguridad de Piedras Gordas y a otras càrceles  lejos de Lima. Sabemos  tambien que,  después de la aboliciòn de los beneficios  penitenciarios, las condiciones de la detenciòn se han vuelto màs rigidas, con la prohibiciòn, per ejemplo, de dedicarse a actividades de estudio y trabajo. 

Mientras que por otro lado somos testigos como el ex presidente  de la Repùblica, Alberto Kenya Fujimori,  condenado per crimenes de lesa  humanidad,  tiene la posibilidad de caminar libremente fuera de la càrcel  donde  deberia de estar encerrado y sin embargo recibe sus visitas sin ninguna restricciòn. 

Sabemos que la Constituciòn del Perù establece como un derecho fundamental de la persona la igualdad frente a la ley y creemos que la cultura, el trabajo, la salud y la alimentaciòn sean derechos inalienables de la persona humana.  

Opinamos, en fin,  que en una sociedad justa la detenciòn no tenga que ser una venganza , sino un camino para la reincorporaciòn dentro de la societad civil y esperamos que el endurecimiento de las condiciones  de detenciòn de los presos politicos y la desigualdad en el trato entre los ciudadanos de la Repùblica  no alejen al Perù del camino de reconciliaciòn que permita sanar sus heridas profundas.  

Por lo tanto pedimos la restituciòn de los beneficios penitenciarios, el retorno a la prisiòn de Castro Castro  de los 36  presos politicos  y la garantia de condiciones de vida aceptables dentro de las carceles peruanas.  

Con la certeza de obtener Vuestro interés por los expuesto, por ser justicia y humanidad, Los saludamos agradaciendoLes. 

                                                                                                              (Siguen firmas)