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Per˙, travolto dagli scandali Kuczynski si dimette

Alla fine Pedro Pablo Kuczynski ha dovuto cedere. Coinvolto nello scandalo Odebrecht e indagato per aver tentato di sottrarsi all'impeachment comprando l'appoggio dei congressisti, il 21 marzo si Ŕ dimesso prima di essere destituito dal voto del Parlamento. GiÓ nel dicembre scorso l'ex presidente si era salvato da una richiesta di destituzione barattando la liberazione di Alberto Fujimori in cambio dell'appoggio del figlio del dittatore, Kenji, e del suo gruppo parlamentare. Un indulto umanitario che aveva suscitato l'indignazione popolare: migliaia di persone erano scese in piazza per protestare contro questo provvedimento di "clemenza".

Questa volta il salvataggio non c'Ŕ stato, anche perchÚ Ppk (come Kuczynski viene comunemente conosciuto) non disponeva pi¨ di monete di scambio. E alle prove della corruzione, che si sono venute accumulando contro di lui, si sono aggiunti i video che testimoniano la tentata compravendita di voti. La contrattazione, orchestrata a suo favore dall'alleato Kenji, Ŕ venuta alla luce perchÚ un membro del partito Fuerza Popular ha registrato le trattative rendendole pubbliche. L'episodio fa parte della guerra che da tempo oppone Kenji alla sorella Keiko per il controllo del movimento fujimorista. Agli inizi di marzo Kenji aveva abbandonato Fuerza Popular, ufficialmente per scrupoli morali, dopo le rivelazioni di un funzionario di Odebrecht che aveva parlato di un cospicuo finanziamento al partito per la campagna elettorale del 2011.

Kuczynski verrÓ sostituito dal vicepresidente MartÝn Vizcarra, che dovrebbe rimanere in carica fino al completamento del mandato nel luglio 2021. Da notare che anche Vizcarra era stato sospettato l'anno scorso di corruzione e aveva dovuto rinunciare all'incarico di ministro dei Trasporti e delle Comunicazioni: aveva infatti firmato, per la costruzione di un aeroporto, un contratto considerato troppo favorevole agli interessi del consorzio privato che aveva ottenuto l'appalto.

Le dimissioni di Ppk non porteranno, con ogni probabilitÓ, a un cambiamento nella politica neoliberista e filostatunitense del governo. Kuczynski si era mostrato talmente succube ai voleri di Washington da ritirare al presidente Maduro l'invito a partecipare al Vertice delle Americhe, programmato per il 13 e 14 aprile nella capitale peruviana. Del resto proprio qui Ŕ nato nel 2017 il Grupo de Lima, formato dai paesi pi¨ conservatori della regione, che appoggia tutte le richieste dell'opposizione venezuelana.

E non ci sarÓ neppure una vera svolta nella lotta alla corruzione. Come afferma la sociologa Anahi Durand, del Movimiento Nuevo Per˙ (l'organizzazione di sinistra guidata da Verˇnika Mendoza), Ŕ necessario portare fino in fondo le indagini sui politici corrotti, senza guardare in faccia a nessuno. Ma questo non basta. "Dal Movimiento Nuevo Per˙ abbiamo insistito su un tema chiave, il tema della Costituzione. Questa crisi di corruzione generalizzata Ŕ la conseguenza delle attuali regole del gioco. La Costituzione del 1993, approvata dopo il colpo di Stato del fujimorismo, Ŕ ancora vigente. L'attuale quadro costituzionale facilita queste situazioni di corruzione. Dunque noi diciamo: Va bene che se ne vada Ppk, ma vogliamo nuove elezioni e l'apertura di un processo costituente". (22/3/2018)

In archivio 2017 altre notizie sul Per˙:

Migliaia in piazza contro l'indulto a Fujimori (29/12/2017) 

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato