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La scomparsa di Osvaldo Chato Peredo  (13/1/2021)

 

Cuba

Avviata l'unificazione monetaria  (16/1/2021)

 


La scomparsa di Osvaldo Chato Peredo

Si è spento il 12 gennaio, a Santa Cruz, Osvaldo Chato Peredo Leigue, uno degli ultimi protagonisti della guerriglia guevarista in Bolivia. Era nato nel 1941 a Trinidad, nel dipartimento del Beni, ed era fratello di Coco e Inti, compagni di lotta di Guevara a Ñancahuazú (il primo morì in combattimento nel settembre del 1967; il secondo - sfuggito alla cattura dopo la sconfitta del gruppo guerrigliero - venne assassinato due anni dopo dalle forze repressive a La Paz). Dopo l'uccisione di Inti, Chato Peredo si assunse il compito di proseguire la battaglia dell'Ejército de Liberación Nacional, come raccontò lui stesso nel libro Volvimos a la montañas. Nel 2017 a Milano, in un'intervista presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, spiegava: "Nel 1970 raggiungemmo la selva con una colonna guerrigliera di 67 giovani sotto il mio comando: fu la cosiddetta Guerriglia di Teoponte, che nelle nostre intenzioni era la continuazione di quella del Che. Ci sconfissero militarmente, però già allora questa guerriglia aveva una caratteristica molto importante: la struttura di comando era fondamentalmente indigena e contadina. L’unico bianco ero io. Gli altri, Vilca, il comandante in seconda, Mamani, eccetera, tutti erano dirigenti indigeni e in gran parte campesinos. Furono gli antesignani del processo che stiamo vivendo oggi: un governo indigeno".

L'esperienza terminò quando il Chato cadde prigioniero. Per sua fortuna aveva assunto il potere il generale Juan José Torres, nazionalista di sinistra, che ordinò la cessazione delle condanne a morte. Costretto all'esilio, Peredo si recò nel Cile di Allende e visse in seguito in clandestinità gli anni delle dittature, entrando e uscendo segretamente da Cile, Bolivia e Argentina. Con il ripristino della democrazia nella regione poté tornare in patria, dove esercitò la sua professione di medico. In questo ambito approfondì i processi di regressione, sviluppando una tecnica per recuperare dal subcosciente le cause all'origine della malattia e divulgando tali studi nei libri El camino a casa e Deshipnosis.

Non abbandonò però la politica: entrato nel Movimiento al Socialismo, nel 2006 fu eletto regidor del municipio di Santa Cruz, città roccaforte dell'estrema destra. Per questo suo impegno soffrì diversi attentati: tentativi di linciaggio e di sequestro, lanci di molotov e di granate contro la sua casa. Per volontà della famiglia le sue ceneri saranno in parte portate a Cuba, in parte versate nel fiume Mamoré, nell'Amazzonia boliviana.

13/1/2021


Cuba, avviata l'unificazione monetaria

Dal primo gennaio il peso convertible (Cuc, pari a un dollaro) ha smesso di circolare lasciando posto unicamente al peso cubano (Cup), al cambio ufficiale di 24 pesos per un dollaro. L'unificazione monetaria era una delle misure previste all'interno delle riforme economiche promosse da Raúl Castro ed era stata annunciata già sette anni fa. Questo cambiamento "metterà il paese in migliori condizioni per portare a termine le trasformazioni richieste dall'attuazione del nostro modello economico e sociale, garantendo a tutti i cubani la maggiore uguaglianza di opportunità, diritti e giustizia sociale", ha affermato il presidente Díaz-Canel. Il nuovo ordinamento monetario è accompagnato da una revisione di salari e pensioni e dall'eliminazione di sussidi ritenuti eccessivi, mentre vengono mantenuti i prezzi centralizzati per alcuni prodotti e servizi di base quali combustibili, elettricità e latte per l'alimentazione infantile.

L'abolizione della doppia moneta "non costituisce la soluzione magica a tutti i problemi presenti nella nostra economia. Tuttavia favorirà la creazione delle condizioni necessarie per avanzare in maniera più solida", ha avvertito Díaz-Canel. La riforma "non è priva di rischi, uno dei principali è che si produca un'inflazione superiore a quella pronosticata, acutizzata dall'attuale deficit dell'offerta", ha aggiunto, assicurando comunque che non saranno consentite speculazioni sui prezzi e che i trasgressori andranno incontro a severe sanzioni.

Nel corso del 2020 il pil cubano ha registrato un calo dell'11%: tra le cause il crollo del turismo internazionale provocato della pandemia, la forte contrazione del commercio estero e l'inasprimento del bloqueo statunitense (tra le entità colpite la Western Union, la via legale per l'invio delle rimesse dei cubani all'estero). In dicembre Donald Trump ha imposto ulteriori restrizioni ad aziende cubane, compresa la Kave Coffee, l'impresa che commercializza il caffè Cubita. E il 2021 è iniziato con l'annuncio che anche con il Banco Financiero Internacional gli statunitensi non potranno più realizzare transazioni: un altro tentativo di togliere ossigeno all'economia dell'isola.

L'ennesimo attacco è stato sferrato l'11 gennaio, con l'inclusione di Cuba nell'elenco dei paesi "patrocinatori del terrorismo". Un'accusa ridicola, che però implica un ulteriore indurimento del blocco e pone ostacoli all'intenzione di Joe Biden di riprendere la politica di Obama. Era stato infatti l'ex presidente democratico, nel 2015, a cancellare Cuba dalla lista nera e ad avviare la normalizzazione con l'Avana. A meno di una settimana dal passaggio dei poteri a Washington, Trump ha infine annunciato sanzioni contro il Ministero dell'Interno e contro il suo titolare, il generale di brigata Lázaro Alvarez Casas, ritenuto responsabile di "gravi violazioni dei diritti umani".

Nonostante tutte le difficoltà dell'embargo, che rende difficile anche l'importazione di dispositivi sanitari, l'Avana è riuscita a tenere sotto controllo la propagazione del Covid-19: grazie alla diffusione della medicina territoriale, la situazione sull'isola è ben diversa da quella drammatica di altre nazioni del continente. Da marzo, quando furono individuati i primi casi, sono stati confermati circa 17.000 contagi e poco più di 160 morti. Prosegue intanto la ricerca sui vaccini: ben quattro sono attualmente in fase di sperimentazione e due in particolare, Soberana 01 e Soberana 02, in carico a un'équipe composta in grande maggioranza da donne, sono i più avanzati nello sviluppo. Il frutto di questo lavoro è destinato non solo alla popolazione cubana, ma ai paesi del sud del mondo.

16/1/2021

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a cura di Nicoletta Manuzzato