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America Latina, si prepara un nuovo Plan Cóndor?

Si prepara un nuovo Plan Cóndor con la scusa della lotta al crimine? Il 28 maggio, in una riunione nella capitale cilena, i rappresentanti di Argentina, Bolivia, Cile, Ecuador e Perù (tutti paesi governati dalla destra o dall'estrema destra) hanno concordato un coordinamento in materia di sicurezza, intelligence e controllo di frontiere, sottoscrivendo il Compromiso regional de Santiago contra la delincuencia organizada transnacional.

Già in aprile il presidente cileno José Antonio Kast aveva scelto Buenos Aires come meta del primo viaggio ufficiale dopo il suo insediamento. Nel corso di quella che lo stesso Kast ha definito "una riunione molto produttiva" con il suo omologo argentino Javier Milei, i due capi di Stato si sono impegnati ad approfondire un'agenda bilaterale in tema di integrazione economica, ma soprattutto contrasto alla delinquenza organizzata e all'immigrazione irregolare.

I colloqui non si sono però limitati a questo. Il nuovo inquilino de La Moneda ha sottolineato di poter contare "sulla piena collaborazione del governo argentino" per ottenere la cattura e l'estradizione di Galvarino Apablaza Guerra, importante leader del Frente Patriótico Manuel Rodríguez, accusato dell'uccisione del senatore Jaime Guzmán (l'ideologo della Costituzione di Pinochet). Arrestato e torturato in Cile, Apablaza venne poi espulso e riparò in Argentina dove nel 2010 ottenne lo status di rifugiato politico. Condizione di cui ha goduto fino al 2016, quando il governo di Mauricio Macri l'ha revocata, rompendo una tradizione di protezione internazionale che l'Argentina aveva fino allora rispettato. Da quel momento è iniziato un iter giudiziaio che non si è ancora concluso. Apablaza si è sempre dichiarato innocente e le prove contro di lui si basano unicamente su testimonianze che furono estorte con la tortura. In aprile Milei, nell'intento di fare un regalo al suo ospite cileno (che di Guzmán era amico), ha ottenuto dalla magistratura un ordine di arresto di Apablaza, che però è riuscito per ora a far perdere le sue tracce.

Il caso di Apablaza non è unico: un altro membro del Frente, Ricardo Palma Salamanca, arrestato dopo il caso Guzmán e torturato, era stato poi condannato all'ergastolo. Fuggito dal carcere e riparato in Francia, ha ottenuto lo status di rifugiato politico da Parigi, che ha negato al Cile la sua estradizione. Uno schiaffo agli eredi del pinochetismo, desiderosi di catturare gli ex guerriglieri che avevano osato sfidare in armi la dittatura. Nel 1973 molti cileni (ma anche uruguayani, boliviani, paraguayani) si rifugiarono in Argentina, dove il governo costituzionale li riconobbe come rifugiati, ma quando venne varato il Plan Cóndor tutte queste persone furono sequestrate e fatte sparire. "Una delle grandi vittime della dittatura è stata la Convenzione sui Rifugiati - afferma l'avvocato argentino di Apablaza, Rodolfo Yanzón - Oggi purtroppo lo stiamo ripetendo". (29/5/2026)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato