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Nuove adesioni allo Scudo delle Americhe Lo Scudo delle Americhe si allarga: agli undici paesi che avevano accolto fin da subito l'iniziativa promossa dalla Casa Bianca (Argentina, Bolivia, Costa Rica, Honduras, Ecuador, El Salvador, Guyana, Panama, Paraguay, Repubblica Dominicana, Trinidad and Tobago) se ne sono aggiunti altri tre. Oltre alla già preannunciata adesione del Cile, anche Colombia e Perù hanno ratificato la loro unione all'alleanza di estrema destra. "Salutiamo oggi la decisione politica del presidente Trump di guardare all'America Latina", ha affermato Keiko Fujimori in occasione della visita a Lima del segretario di Stato Usa, Marco Rubio. In realtà lo sguardo trumpiano alla regione latinoamericana è fortemente interessato. E se lo Scudo era stato inizialmente presentato come volto al collegamento regionale per una maggiore efficacia nella lotta alla criminalità organizzata, il documento firmato nella riunione del 22 settembre dichiara l'intenzione di "rafforzare la resilienza dell'emisfero occidentale" attraverso tre pilastri, "economia, sicurezza e coordinamento multilaterale" e pone come primo obiettivo: "Difendere le nostre economie potenziando la cooperazione economica, esplorande meccanismi di screening degli investimenti, salvaguardando le catene di approvvigionamento dei minerali critici da fonti diversificate e fidate e promuovendo normative affidabili sui fornitori delle infrastrutture digitali". Proprio questa estensione dei campi d'intervento ha indotto in Cile l'opposizione al governo Kast a contestare la firma all'accordo, perché includendo impegni in materia di sovranità, minerali critici, intelligence e sicurezza, la sua approvazione doveva passare dal Congresso. Proprio il 22 settembre i veri obiettivi della coalizione, al di là della lotta al "narcoterrorismo", sono stati chiaramente espressi da Donald Trump. "Possedete una ricchezza naturale immensa, forse la più grande del mondo, e non potete permettere che potenze straniere ostili se ne impadroniscano", ha affermato il presidente Usa, aggiungendo: "Dobbiamo assicurare il controllo dei nostri oleodotti, delle nostre risorse di terre rare e delle nostre rotte commerciali agricole". Sappiamo a chi si riferiva con questo "noi" e a chi pensava citando potenze straniere ostili: Washington ha da tempo chiarito l'intenzione di ridurre al minimo i rapporti economici del suo "cortile di casa" con Pechino. Sarà questo un problema non da poco per paesi come il Perù, i cui scambi commerciali con la Cina dovrebbero superare quest'anno i 50 miliardi di dollari, più del doppio rispetto all'intercambio di merci con gli Stati Uniti. E naturalmente, con il pretesto della lotta ai narcoterroristi, le truppe statunitensi hanno libero accesso a buona parte dell'America Latina. Il governo di Daniel Noboa è stato tra i primi ad autorizzare operazioni militari congiunte, nonostante la Costituzione dell'Ecuador proibisca l'installazione di basi militari straniere sul territorio nazionale. Non solo: le forze del Southern Command hanno affondato in acque ecuadoriane oltre una decina di imbarcazioni: otto pescatori risultano dispersi e oltre duecento sono stati arrestati con l'accusa di essere legati al gruppo criminale Los Choneros. La maggioranza di questi è stata in seguito liberata perché non è emersa alcuna prova a loro carico. Gli attacchi sono stati giustificati da Rubio che ha dichiarato: "L'Ecuador è stato molto cooperante e quando un paese è così noi ci uniamo all'operazione". Lo stesso Noboa ha informato sui suoi social dell'attiva partecipazione di militari statunitensi in azioni di polizia contro presunti membri del cartello messicano Jalisco Nueva Generación, che ha portato a trenta arresti e tre esecuzioni extragiudiziarie. In alcune province del paese è in vigore l'estado de excepción e il coprifuoco. (29/9/2026) Precedente articolo sullo Scudo delle Americhe: L'ultima trovata di Trump
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cura di Nicoletta Manuzzato |