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Argentina, due nuove vittime della repressione

Lo hanno colpito alle spalle nel corso dell'attacco sferrato dalla polizia della provincia di Buenos Aires contro un centinaio di famiglie che cercavano di occupare alcuni terreni incolti a Ciudad Evita, nel dipartimento de La Matanza, a pochi chilometri dal centro della capitale. Rodolfo Orellana, 33 anni, militante della Confederaciˇn de Trabajadores de la EconomÝa Popular (Ctep) e padre di cinque figli, Ŕ morto all'alba del 22 novembre. Un video che circola in rete mostra i suoi ultimi istanti: il giovane Ŕ riverso in un prato mentre i suoi compagni cercano di rianimarlo e qualcuno chiede a gran voce un'ambulanza; in lontananza si sentono echeggiare altri spari.

La prima reazione ufficiale Ŕ stata quella di negare la responsabilitÓ delle forze di sicurezza, attribuendo la morte di Orellana a una coltellata nel corso di una lite tra gli occupanti. L'autopsia ha per˛ chiarito che a uccidere Ŕ stato un proiettile e i testimoni affermano che il tiro mortale Ŕ uscito dall'arma di una poliziotta. Due giorni dopo il copione si Ŕ ripetuto: Marcos Soria, 32 anni, anche lui militante della Ctep Ŕ stato assassinato dagli agenti della provincia di Cˇrdoba. Smentendo la versione della polizia, che parlava di un colpo alla testa dopo un tentato furto, il racconto dei familiari presenta una ben diversa ricostruzione: Soria, lavoratore agricolo presso una delle unitÓ produttive dell'organizzazione, Ŕ stato fermato e brutalmente picchiato da due poliziotti. Ha cercato di fuggire, ma Ŕ stato ripreso e ucciso a sangue freddo.

In ottobre le forze di sicurezza avevano caricato con violenza un corteo dell'opposizione che cercava di raggiungere la sede del Congresso, dove si stava discutendo il bilancio di previsione per il 2019: numerosi dimostranti erano stati feriti e decine arrestati. Il bilancio Ŕ stato infine approvato a metÓ novembre con l'appoggio del Peronismo Federal (gruppo peronista di destra): prevede ulteriori misure di austeritÓ in base alle richieste del Fondo Monetario Internazionale. I nuovi tagli non faranno che approfondire la crisi e accrescere l'esasperazione della popolazione, che si Ŕ giÓ manifestata con massicce adesioni agli scioperi generali proclamati dalle centrali sindacali (il 25 e 26 settembre un'astensione dal lavoro di 36 ore aveva paralizzato tutto il paese). (26/11/2018)

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Il Senato boccia la legalizzazione dell'aborto (9/8/2018)

"No alla militarizzazione dell'Argentina" (27/7/2018)

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a cura di Nicoletta Manuzzato