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Argentina, il primo desaparecido dell'era Macri

"Sparizione forzata". Questo il reato su cui si indaga ufficialmente in merito alla scomparsa di Santiago Maldonado, 28 anni, arrestato il primo agosto dalla GendarmerÝa Nacional nel corso di una brutale repressione contro la comunitÓ mapuche a Esquel (provincia di Chubut). Le autoritÓ non hanno dato finora alcuna risposta alle richieste delle organizzazioni per i diritti umani e alle decine di migliaia di persone che il 7 agosto sono scese in piazza per sollecitare la veritÓ sulla sorte di Santiago e per denunciare l'emergenza sociale che si vive nel paese. Anche durante la grande manifestazione convocata dalla Cgt (Confederaciˇn General del Trabajo) il 22 agosto, per protestare contro la politica economica del governo Macri, Ŕ stata chiesta la apariciˇn con vida del giovane.

Negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli attacchi alle popolazioni indigene, che rivendicano le loro terre ancestrali finite nelle mani di grandi terratenientes. Tra questi spicca il Gruppo Benetton, che nella Patagonia argentina possiede quasi un milione di ettari. Nella zona di Esquel i nativi avevano recuperato parte dei terreni usurpati, ma contro di loro si Ŕ scatenata la violenza della polizia. Secondo il racconto di diversi testimoni, Santiago Ŕ stato circondato e picchiato dagli agenti e fatto salire su una camionetta. Da quel momento di lui non si Ŕ saputo pi¨ nulla.

Il ricorso alla repressione contro la protesta sociale Ŕ diventato ormai una costante in Argentina. In luglio, dopo la decisione della transnazionale Pepsico di licenziare seicento dipendenti, un vero e proprio esercito Ŕ intervenuto per sgomberare lo stabilimento, che i lavoratori avevano occupato per impedire lo smantellamento degli impianti. Decine i feriti: colpiti dagli agenti anche giornalisti e fotografi che cercavano di documentare l'accaduto. Analogo trattamento era stato riservato il mese prima ai manifestanti che si erano accampati di fronte al Ministero dello Sviluppo Sociale per chiedere un incontro con la titolare del dicastero, Carolina Stanley: volevano denunciare la drammatica situazione creatasi con i licenziamenti di massa e con l'eliminazione dei trattamenti pensionistici a decine di migliaia di nuclei familiari. (25/8/2017)

In archivio 2017 altre notizie sull'Argentina:

Uccisa testimone contro i repressori (20/5/2017)

La protesta scende in piazza (7/4/2017)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato