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Bolivia, muore l'ex dittatore García Meza

Un altro ex dittatore si è portato nella tomba il segreto dei suoi crimini. Luis García Meza è deceduto a 88 anni nell'ospedale militare di La Paz e con la sua morte si chiude la speranza di conoscere la sorte dei desaparecidos del suo regime: tra questi lo scrittore e dirigente politico di sinistra Marcelo Quiroga Santa Cruz e il deputato Juan Carlos Flores Bedregal. I familiari degli scomparsi hanno inutilmente chiesto, per anni, l'apertura di tutti gli archivi delle forze armate. "Quanti sono stati assassinati nelle strade, nelle case, nei posti di lavoro? - afferma in un comunicato l'Asociación de Familiares de Detenidos, Desaparecidos y Mártires por la Liberación Nacional - Deploriamo che non si sia fatta giustizia".

García Meza era salito al potere deponendo con un golpe la presidente Lidia Gueiler nel luglio 1980 e vi era rimasto fino all'agosto 1981. In questo periodo, caratterizzato dalla corruzione e dalla protezione del narcotraffico, si era avvalso della collaborazione degli squadroni della morte al comando dell'ex criminale nazista Klaus Barbie, il Boia di Lione (che viveva in Bolivia sotto il falso nome di Klaus Altmann). Del gruppo facevano parte anche gli estremisti di destra Stefano Delle Chiaie e Pierluigi Pagliai, coinvolti nella strategia della tensione.

Rinviato a giudizio per violazione dei diritti umani e altri reati, nel 1993 García Meza era stato condannato a trent'anni di reclusione, ma aveva iniziato a scontare la pena nel 1995, dopo l'estradizione dal Brasile dove si era rifugiato. Nel 2017 era stato raggiunto da una seconda condanna, questa volta all'ergastolo, comminata dalla Terza Corte d'Assise di Roma nell'ambito del processo sul Plan Cóndor. (30/4/2018)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato