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Cile, Sebastián Piñera rieletto presidente

Sebastián Piñera, della coalizione di destra Chile Vamos, torna a guidare il Cile: al ballottaggio del 17 dicembre ha infatti superato, con il 54,57% dei voti, il suo avversario Alejandro Guillier (La Fuerza de la Mayoría). Imprenditore miliardario più volte denunciato per frode, pagamento di tangenti ed evasione di imposte, il candidato del potere finanziario aveva condotto attraverso i media una campagna allarmistica, preannunciando crisi economiche e crolli nel valore delle azioni in caso di vittoria di Guillier.

In realtà il programma di quest'ultimo, all'insegna della continuità con la gestione Bachelet, non aveva niente di rivoluzionario. Il secondo mandato di Michelle Bachelet ha visto alcuni passi avanti nella riforma dell'istruzione e soprattutto ha registrato la depenalizzazione dell'aborto in tre casi (stupro, rischio per la vita della madre e impossibilità del feto a sopravvivere). Ma resta ancora molto dell'eredità della dittatura, nel sistema previdenziale come nella sanità, e la disuguaglianza tra classi sociali rimane tra le più alte del continente.

Al primo turno, il 19 novembre, queste elezioni hanno dimostrato la poca credibilità dei sondaggi, che avevano pronosticato per Piñera un 45% di suffragi: invece il miliardario non è arrivato neppure al 37%. Al secondo posto Guillier con meno del 23%. La grande sorpresa è stata la giornalista Beatriz Sánchez, del Frente Amplio (sinistra), che ha superato il 20% mentre le inchieste le avevano attribuito solo l'8%. Al quarto posto José Antonio Kast (estrema destra pinochetista) con quasi l'8%, seguito da Carolina Goic (Democracia Cristiana) e Marco Enríquez-Ominami (Partido Progresista), entrambi sotto il 6%. Si è rotto così il classico schema politico cileno, che vedeva due grosse coalizioni disputarsi il governo: al centrosinistra la Concertación, a destra l'Alianza. Anche il Congresso è uscito trasformato dal voto e il nuovo presidente, che assumirà le sue funzioni nel marzo 2018, non potrà contare su una maggioranza parlamentare.

Per il ballottaggio Kast aveva subito garantito il suo sostegno a Piñera, Goic ed Enríquez-Ominami avevano assicurato il loro appoggio a Guillier. Fondamentale diventava a questo punto la posizione del Frente Amplio, raggruppamento di undici associazioni, alcune delle quali drasticamente contrarie a ogni accordo con gli esponenti della politica tradizionale. E anche se agli inizi di dicembre Beatriz Sánchez dichiarava che avrebbe votato "contro Sebastián Piñera", i risultati dimostrano che molti degli elettori del Frente Amplio hanno optato per l'astensione. (18/12/2017)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato