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Claudia Sheinbaum sarÓ la prima presidenta del Messico

La vittoria era prevista, ma non in queste proporzioni. Domenica 2 giugno Claudia Sheinbaum Pardo, candidata della coalizione Sigamos Haciendo Historia (Morena-Partido del Trabajo-Partido Verde Ecologista de MÚxico), Ŕ stata eletta alla pi¨ alta carica dello Stato con quasi il 60% dei voti. Pi¨ del doppio di quelli ottenuti dalla seconda classificata, Xˇchitl Gßlvez Ruiz dell'alleanza Fuerza y Corazˇn por MÚxico (Pan-Pri-Prd), che si Ŕ fermata al 27%. Al terzo posto Jorge Alvarez Mßynez, del Movimiento Ciudadano, con il 10%. L'affluenza alle urne si Ŕ attestata sul 61%. Di Morena Ŕ anche la nuova jefa de Gobierno della capitale, Clara Brugada Molina, che ha sconfitto il suo avversario Santiago Taboada, legato al settore immobiliare. Dei partiti della coalizione Sigamos Haciendo Historia saranno inoltre i governatori di sei degli otto Stati in lizza in questa tornata: Veracruz, Morelos, Chiapas, Tabasco, Puebla, Yucatßn.

Claudia Sheinbaum, di origine lituana da parte di padre e bulgara da parte di madre (i nonni erano ebrei emigrati nella prima metÓ del Novecento) sarÓ la prima donna a presiedere il paese nordamericano. Il suo programma si situa nel solco di quell'humanismo mexicano proclamato da Lˇpez Obrador. Promette di continuare con le politiche sociali, di promuovere la paritÓ sostanziale delle donne, di rafforzare il servizio sanitario e la scuola pubblica. E si prevede un interesse particolare per la transizione energetica visto che, con un dottorato in ingegneria ambientale, ha fatto parte dell'Intergovernmental Panel on Climate Change, gruppo di esperti delle Nazioni Unite sul riscaldamento globale che nel 2007 fu insignito del Premio Nobel per la Pace.

Il successo di Sheinbaum Ŕ sicuramente legato alla popolaritÓ del presidente uscente, che nel corso della sua gestione Ŕ riuscito a strappare alla povertÓ nove milioni di persone grazie all'aumento del salario minimo e all'incremento delle pensioni e dei sussidi per le madri single, le persone disabili, gli studenti delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, ha bloccato le privatizzazioni della compagnia petrolifera Pemex e della Comisiˇn Federal de Electricidad, ha lanciato grandi progetti infrastrutturali come il Tren Interoceßnico, tra il Pacifico e l'Atlantico, e il Tren Maya, nelle zone che hanno visto fiorire la cultura maya (incontrando in quest'ultimo caso l'opposizione di parte delle comunitÓ indigene e del movimento zapatista).

Contro questa politica i settori conservatori hanno scatenato una vera e propria guerra fatta di menzogne, fake news e attacchi indiscriminati, con l'appoggio non troppo dissimulato degli Stati Uniti. Basti citare l'articolo del New York Times che in febbraio parlava di indagini su un presunto finanziamento del narcotraffico nel 2018 alla campagna elettorale di Amlo. Accuse smentite dalla stessa Casa Bianca, ma che sono tornate quest'anno contro Sheinbaum. L'estrema destra statunitense non vede certo di buon occhio la difesa della sovranitÓ nazionale da parte di Lˇpez Obrador: non sono pochi gli esponenti repubblicani che hanno suggerito di attaccare militarmente i narcos in territorio messicano.

La nuova presidente si trova di fronte un compito non facile: non solo portare avanti l'ereditÓ di Amlo, ma frenare l'ondata di violenza della delinquenza organizzata, che nei mesi precedenti il voto ha portato all'uccisione di oltre trenta tra candidati e candidate dei diversi schieramenti. "In Messico il neoliberismo Ŕ alle nostre spalle", aveva affermato Sheinbaum alla vigilia delle elezioni. A seppellirlo per sempre dovrebbe contribuire il buon risultato delle legislative: alla Camera Morena e alleati hanno ottenuto la maggioranza qualificata e potrebbero introdurre cambiamenti costituzioniali; al Senato - secondo risultati preliminari - per lo stesso risultato mancherebbero solo due seggi. (5/6/2024)

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a cura di Nicoletta Manuzzato