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Fallisce attentato contro Maduro

L'attacco accuratamente studiato e realizzato il 4 agosto con mezzi sofisticati aveva come bersaglio Nicolßs Maduro. Due droni dotati di cariche esplosive avrebbero dovuto esplodere nei pressi della tribuna dove il capo dello Stato, con accanto la moglie Cilia Flores e gli alti vertici delle forze armate, stava tenendo un discorso in occasione dell'anniversario della Guardia Nacional Bolivariana. L'attentato Ŕ fallito perchÚ apparati inibitori di segnali hanno neutralizzato il comando a distanza dei droni (uno dei due si Ŕ schiantato contro un edificio), ma ha comunque provocato il ferimento di sette militari.

Qualche ora dopo Maduro, in un discorso alla nazione, ha responsabilizzato dell'attacco l'estrema destra nazionale, ha indicato gli Stati Uniti quali finanziatori del piano e ha affermato di non avere dubbi che dietro il fallito attentato si celi il presidente colombiano Santos. Immediata la risposta di Bogotß e di Washington, che hanno respinto ogni accusa. Il fallito attentato Ŕ stato rivendicato su Twitter da una sigla sconosciuta, i Soldados de Franela. E in un comunicato letto a Miami dall'esponente dell'opposizione Patricia Poleo si dice che questa azione, denominata Operaciˇn FÚnix, Ŕ stata diretta da ufficiali e soldati della Fuerza Armada Nacional Bolivariana.

Non Ŕ la prima volta del resto che viene scoperto un progetto golpista orchestrato da militari, anche se le forze armate hanno ribadito pi¨ volte la loro fedeltÓ alla Repubblica Bolivariana. Gruppi composti da civili si sono resi protagonisti di altri tentativi di sovversione. Tra gli episodi che hanno avuto pi¨ risalto internazionale, il lancio di granate contro l'edificio del Tribunal Supremo de Justicia da un elicottero pilotato da Oscar PÚrez nel giugno del 2017. Attivamente ricercato in tutto il paese, PÚrez Ŕ morto nel gennaio di quest'anno in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza; con lui sono stati uccisi altri sei membri del suo gruppo.

Per l'attacco del 4 agosto sono stati arrestati otto sospetti, tra cui il deputato dell'opposizione Juan Requesens, e un mandato di cattura Ŕ stata spiccato nei confronti di un altro parlamentare, Julio Borges, rifugiato all'estero. Ma gli inquirenti hanno giÓ individuato altre dieci persone che ritengono direttamente collegate all'episodio. Gli attentatori sarebbero stati addestrati in una tenuta agricola in Colombia e avrebbero ricevuto in pagamento 50 milioni di dollari. In appoggio a Maduro, in migliaia hanno partecipato nella capitale a una manifestazione promossa dal Partido Socialista Unido de Venezuela.

Il governo di Caracas Ŕ sottoposto a continue aggressioni da pi¨ parti: ai tentativi golpisti si aggiungono le pressioni diplomatiche. In giugno l'Unione Europea, sulla scia della politica di Trump, ha annunciato nuove sanzioni a undici alti funzionari bolivariani. Tra loro Delcy RodrÝguez, che solo una decina di giorni prima era stata designata vicepresidente in sostituzione di Tareck El Aissami. Quest'ultimo Ŕ passato a dirigere il Ministero dell'Industria e della Produzione Nazionale, dicastero creato di recente con il compito di riattivare le forze produttive e contribuire a far fronte alla crisi economica e finanziaria.

La gravitÓ della crisi Ŕ stata riconosciuta dallo stesso Maduro che a fine luglio, nel suo intervento al IV Congresso del Psuv, ha ammesso senza mezzi termini: "I modelli produttivi che finora abbiamo provato sono falliti e la responsabilitÓ Ŕ nostra, Ŕ mia, Ŕ tua". Una coraggiosa autocritica "che contrasta con l'ostinazione con cui altri governanti insistono su ricette fallimentari", si legge nell'editoriale de La Jornada (1/8/2018). Il quotidiano messicano fornisce il quadro della situazione: "Un'iperinflazione di un milione per cento, un calo del 18% del pil, una forte diminuzione dei prodotti di base e un arretramento nelle conquiste sociali ottenute nei primi lustri del governo bolivariano". E ancora: "La depressione del settore agricolo, che riforniva il 75% del consumo nazionale ed Ŕ ora al 25%, il collasso industriale (gli impianti installati funzionano al 30% della loro capacitÓ) e il crollo della produzione petrolifera, principale fonte di divisa del paese, che Ŕ scesa da 3.200.000 barili al giorno nel 2008 a 1.500.000 nell'anno in corso".

Il capo dello Stato ha invitato i militanti del partito a rimboccarsi le maniche nonostante gli attacchi esterni. "L'imperialismo ci aggredisce? Basta piagnistei. Non mi vedete piagnucolare davanti all'imperialismo. Che ci aggredisca pure, noi dobbiamo produrre con aggressione o senza, con blocco o senza". Pochi giorni prima aveva annunciato un drastico programma di riconversione a partire dal 20 agosto, data dell'entrata in circolazione del nuovo BolÝvar Soberano (che elimina cinque zeri della vecchia moneta). In due anni circa, ha detto alla platea del Psuv, "calcolo che si possa raggiungere un alto livello di stabilitÓ e che possiamo vedere i primi segni della nuova prosperitÓ economica, senza abbandonare un secondo la protezione e la sicurezza sociale". (9/8/2018)

In archivio 2018 altre notizie sul Venezuela:

Nicolßs Maduro rieletto presidente (24/5/2018)

La destra del continente all'attacco del Venezuela (15/4/2018)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato