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L'Argentina sempre più vicina a Israele e Usa

"Protezione dei beni comuni globali": con questa denominazione l'Argentina ha formalizzato in maggio un'alleanza militare con il Southern Command volta ad assicurare per cinque anni "la sicurezza marittima dell'Atlantico Sud". In tal modo il governo Milei, disconoscendo il diritto internazionale, cede a Washington la sovranità sulle sue acque territoriali. Già in gennaio era stata denunciata da più parti la decisione del capo dello Stato di sottrarre il controllo del porto di Ushuaia, porta d'accesso all'Antartide, alla provincia di Tierra del Fuego, governata da un oppositore, per venire incontro alla richiesta statunitense di installare qui una propria base per sommergibili, consolidando così la propria presenza in una zona strategica importante.

Del resto l'ingerenza del colosso del Nord nella politica argentina è ormai aperta: l'ambasciatore Usa, Peter Lamelas, ha suggerito che Buenos Aires dovrebbe "preoccuparsi" dei suoi legami in materia di "sicurezza, comunicazioni e infrastruttura chiave" con la Cina, dove vige "un sistema gestito da un governo comunista, che usa questo controllo per manipolare l'informazione e la gente".

Il mese precedente Milei si era invece recato in Israele (per la terza volta dall'inizio del suo mandato) firmando con Tel Aviv gli Accordi di Isacco, che prevedono un'espansione "della cooperazione nell'innovazione, nella tecnologia, nel commercio e nell'apertura economica", ma soprattutto un incremento del "coordinamento contro le organizzazioni terroristiche". Un quadro che, nelle intenzioni, mira a coinvolgere altri paesi latinoamericani.

Se Milei può contare sull'appoggio incondizionato di Usa e Israele, la sua popolarità è in netto calo in patria: secondo gli ultimi sondaggi, l'approvazione della sua gestione non arriva al 38%. Allo scandalo per la criptovaluta $Libra e a quello riguardante le tangenti riscosse dalla sorella Karina per l'acquisto di medicinali per i disabili si è aggiunto ora ora il caso del capo di gabinetto Manuel Adorni, cui si addebitano spese per 800.000 dollari quando il suo stipendio mensile si aggira sui 2.500 dollari.

E cresce l'opposizione popolare alla politica di tagli alla spesa pubblica: il 20 maggio migliaia di persone sono scese in piazza in tutto il paese, dando vita alla Marcha Federal de Salud, per protestare contro il mancato finanziamento degli ospedali pubblici e dei programmi per i disabili. La settimana precedente i partecipanti alla quarta Marcha Federal Universitaria avevano riempito le strade della capitale e delle altre principali città per esigere l'attuazione della legge che destina fondi alle università, legge approvata dal Congresso dopo i veti dello stesso Milei. Scienziati e ambientalisti contestano poi la riforma delle norme sulla protezione dei ghiacciai andini, entrata in vigore in aprile. La legge precedente, risalente al 2010, proibiva ogni attività mineraria e di prospezione in quelle regioni, indispensabili riserve d'acqua. La responsabilità sulla definizione delle aree protette è passata ora ai governi provinciali, molti dei quali non nascondono l'intenzione di lasciar campo libero all'industria mineraria, interessata alla presenza nel sottosuolo di rame e di litio. (30/5/2026)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato