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Argentina, contro le proteste il governo sceglie la repressione Una feroce repressione è stata la risposta del governo Milei alle migliaia di manifestanti scesi in piazza il 6 agosto contro il progetto di legge di Inviolabilidad de la Propiedad Privada in discussione al Congresso. Per tre ore le forze di sicurezza hanno attaccato con proiettili di gomma, idranti e gas lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo i dimostranti pacifici, che inalberavano bandiere nazionali e cartelli con la scritta La patria no se vende. Centinaia le persone ferite, tra cui una fotografa ricoverata per una frattura al cranio; 28 le persone arrestate. Il dibattito al Senato si è concluso con una parziale disfatta per l'esecutivo, che per far approvare la legge ha dovuto rinunciare agli articoli più controversi, come quello che cancellava ogni limite all'acquisizione di terre argentine da parte di cittadini stranieri. È passata invece la norma che concede ai proprietari di immobili di sfrattare gli inquilini in ritardo anche di pochi giorni nel pagamento dell'affitto, quando tante famiglie sono costrette a indebitarsi solo per comprare il cibo. E la crisi che attanaglia il paese è stata messa in luce il 7 agosto da una nuova manifestazione, questa volta in occasione della festa di San Cayetano, patrono del lavoro. Migliaia di persone hanno aderito al corteo, convocato dalle organizzazioni sindacali, che si è diretto verso Plaza de Mayo per chiedere Paz, pan, tierra, techo y trabajo. Nella sua omelia l'arcivescovo di Buenos Aires, Jorge García Cuerva, ha affermato: "Una classe dirigente che a volte sembra guardare dall'altra parte ha la responsabilità e la soluzione concreta ai problemi economici e sociali". Una denuncia confermata dalla recente visita nel paese della titolare del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, che con insopportabile ingerenza, dopo aver presieduto una riunione di gabinetto alla Casa Rosada e alla sede di Yacimientos Petroliferos Fiscales (l'impresa statale che Milei vorrebbe privatizzare), ha consigliato di preservare le conquista del modello attuale, con i suoi enormi prestiti che ricadranno sulle spalle del popolo argentino. (8/8/2026) Precedente articolo sull'Argentina: Si è spenta Taty Almeida, presidente delle Madres de Plaza de Mayo
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cura di Nicoletta Manuzzato |