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Ecuador, il socio privilegiato degli Usa

Un giro di vite contro gli avversari politici e un rafforzamento dei già stretti legami con gli Stati Uniti. Questi gli obiettivi prioritari di Daniel Noboa. Per quanto riguarda il primo punto, va in tal senso la cancellazione del visto all'accademico spagnolo Fernando Casado, accusato di "incitare al disordine e destabilizzare il paese" e, grazie a una sentenza del Tribunal Contencioso Electoral, la proscrizione per nove mesi del maggior partito d'opposizione, Revolución Ciudadana, per il presunto reato di criminalità organizzata "a fini di riciclaggio". Gli esponenti di Rc non potranno così partecipare alle elezioni locali del prossimo febbraio, per le quali dovrebbero iscrivere la loro candidatura entro novembre.

Quanto ai rapporti con Washington, agli inizi di marzo il capo dello Stato ha annunciato sul suo account X "una nuova fase contro il narcoterrorismo e l'estrazione mineraria illegale" attraverso "operazioni congiunte con i nostri alleati della regione, compresi gli Stati Uniti". E il 7 ha partecipato al lancio dell'iniziativa trumpiana Shield of the Americas, un modo per aprire i confini del paese all'ingresso di truppe Usa dopo la bocciatura, da parte dell'elettorato, del referendum in cui chiedeva tra l'altro di cancellare dalla Costituzione il divieto di installare basi straniere su territorio nazionale. Del resto già da qualche tempo le Forze Speciali statunitensi, dipendenti dal Southern Command, avevano iniziato l'addestramento dei militari ecuadoriani. E l'11 marzo è stata inaugurata a Quito la nuova sede del Federal Bureau of Investigation, anche se agenti Fbi operavano già nel paese in base a un accordo di cooperazione in materia di sicurezza sottoscritto dall'ex presidente Guillermo Lasso nel 2023 e convalidato da Noboa l'anno successivo. E per compiacere Donald Trump, niente di meglio che la rottura delle relazioni diplomatiche con Cuba.

A differenza dunque della presidente messicana Claudia Sheinbaum, che ha sempre difeso con fermezza la sovranità nazionale, respingendo ogni ingresso di truppe straniere nonostante le pressioni del vicino del Nord, Noboa intende trasformare l'Ecuador nell'alleato privilegiato degli Usa, prendendo il posto che in precedenza aveva la Colombia.

E proprio con la Colombia è in corso una disputa commerciale che negli ultimi giorni ha minacciato di trasformarsi in guerra aperta, quando il presidente Gustavo Petro ha denunciato un bombardamento alla frontiera tra i due paesi, che ha provocato 27 morti. Noboa ha negato ogni responsabilità nell'accaduto, sostenendo che i militari ecuadoriani stavano effettuando un'offensiva contro gruppi di narcotrafficanti all'interno del loro territorio. In precedenza il governo di Quito aveva imposto un aumento dei dazi alla nazione vicina accusandola di non fare abbastanza sforzi per combattere i narcos e Bogotà aveva risposto adottando un'analoga misura. (18/3/2026)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato