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Ecuador, i candidati correisti esclusi dal voto locale

Come già avvenuto con Revolución Ciudadana, proscritta per nove mesi con motivi pretestuosi, anche il Movimiento Amigo, con cui il correismo pensava di partecipare alle prossime elezioni locali, è stato sospeso dallo stesso Tribunal Contencioso Electoral per sospetto riciclaggio. Una decisione mossa evidentemente dal desiderio di escludere dalle urne gli avversari più temibili: guarda caso colpisce l'intera organizzazione politica e non i presunti responsabili ed è stata presa a meno di 24 ore dalla scadenza del termine per l'iscrizione alle consultazioni, rendendo così praticamente impossibile ai candidati della sinistra correre ai ripari. Senza contare che a fine marzo il Consejo Nacional Electoral aveva deciso di anticipare al 29 novembre il voto, inizialmente previsto per il 14 febbraio, giustificando lo spostamento con le previsioni di forti piogge, a causa del Niño, nei primi mesi del 2027.

A conferma del rapporto privilegiato del governo di Quito con Washington, il capo del Southern Command Francis L. Donovan ha assistito alla presentazione ufficiale, da parte del presidente Daniel Noboa, del nuovo Plan Nacional de Seguridad Integral 2025-2029, che prevede cooperazione internazionale e strategie di cybersicurezza contro la criminalità. Il militare statunitense si è riunito con il responsabile dello stato maggiore ecuadoriano, ha passato in rassegna le unità militari e ha visionato i piani operativi insieme alle autorità di intelligence.

In giugno, dopo una riunione al Pentagono con il segretario della Difesa Usa, Pete Hegseth, Noboa aveva decretato la concessione dell'immunità ai militari stranieri operanti nel "conflitto armato interno", in base "agli accordi internazionali sottoscritti dal paese" (l'Ecuador ha firmato tali accordi con Stati Uniti e Israele). E questo proprio quando l'Organizzazione Mondiale contro la Tortura ha incluso per la prima volta l'Ecuador nell'Indice Globale 2026, prendendo in esame oltre trecento casi di violenze e abusi da parte dei militari e delle forze di polizia nel corso degli ultimi due anni. Sono almeno 51 i desaparecidos, nella cui scomparsa sarebbero coinvolti agenti dello Stato. Le denunce raccolte documentano "un deterioramento sostanziale della situazione dei diritti umani, marcato dalla militarizzazione della sicurezza pubblica e dall'ampliamento dei poteri concessi alle forze armate senza un effettivo controllo civile".

Nel frattempo non fanno passi avanti le indagini sulla morte dell'attivista di origine polacca Monika Silva Koniuszek, uccisa l'8 giugno nella zona di Santa Elena, dove lottava per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione rurale. In un primo momento le autorità ecuadoriane avevano cercato di accreditare la tesi del suicidio, ma l'autopsia ha rivelato un forte colpo alla testa e segni di strangolamento. Monika aveva denunciato il ritrovamento di carichi di cocaina nei container della Noboa Trading, l'impresa di commercio delle banane di proprietà della famiglia del capo dello Stato, nonché la vendita irregolare di più di 1600 ettari di terre municipali a favore di alti funzionari della provincia e di parlamentari del partito di Noboa.

Quest'ultimo è stato anche chiamato in causa nella confessione di Wilmer Chavarría Pipo, uno dei capi del gruppo criminale Los Lobos, attualmente detenuto in Spagna. Pipo ha ammesso di aver ricevuto pressioni per incolpare l'ex presidente Rafael Correa dell'omicidio del candidato presidenziale Fernando Villavicencio, avvenuto nell'agosto 2023. Il delitto sarebbe stato commissionato proprio da Daniel Noboa perché Villavicencio era in possesso di prove del suo coinvolgimento in una serie di reati, tra cui l'abuso sessuale di minori. (19/7/2026)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato