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El Salvador: in quattro anni oltre 500 morti nelle carceri Dall'instaurazione nell'aprile 2022 del régimen de excepción, secondo i dati del Socorro Jurídico Humanitario sono 504 le persone che hanno perso la vita mentre erano rinchiuse in centri di detenzione. Il 90% dei decessi riguarderebbe detenuti che non erano legati alle maras. E - sostiene il Sjh - le vittime potrebbero essere molte di più, addirittura duemila. Da quei centri vengono continue denunce di sovraffollamento, torture, mancanza di assistenza medica, mentre una commissione di esperti delle Nazioni Unite accusa El Salvador di possibili crimini di lesa umanità. Contro la sospensione delle garanzie costituzionali, usata non solo per combattere le bande criminali, ma per silenziare sindacalisti, ambientalisti, difensori dei diritti umani e chiunque si opponga al presidente Bukele, il 25 gennaio si era svolta nella capitale una massiccia manifestazione. Sonia Urrutia, della direzione del Bloque de Resistencia y Rebeldía Popular, aveva riassunto così le richieste dei dimostranti: "Esigiamo che cessi il regime d'eccezione". Nonostante questo, l'Asamblea Legislativa ha continuato ad approvarne ogni mese la proroga (l'ultima in ordine di tempo il 26 marzo). La stessa Asamblea Legislativa, controllata dal partito di Bukele Nuevas Ideas, aveva votato a fine luglio dello scorso anno una riforma della Costituzione per permettere la rielezione a tempo indefinito del capo dello Stato, estendendone il mandato da cinque a sei anni ed eliminando il ballottaggio. El Salvador si trasforma dunque sempre più in un regime autoritario. Del resto Bukele ha più volte ribadito che non lo preoccupa il fatto che lo chiamino dittatore. (29/3/2026)
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a cura di Nicoletta Manuzzato |