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Il Venezuela tra controllo Usa e segnali di resistenza

È iniziata il 19 aprile la Gran Peregrinación Nacional per una Venezuela Sin Sanciones y en Paz, che si snoderà attraverso tre direttrici principali partendo dagli Stati di Zulia, Táchira e Amazonas per concludersi il Primo Maggio nella capitale. La mobilitazione è stata lanciata dalla presidente incaricata Delcy Rodríguez con l'obiettivo di unificare settori politici, sociali e religiosi in una richiesta di massa per la pace e contro le sanzioni. Un appello all'unità del paese in un momento di particolare difficoltà, con il governo sotto controllo da parte degll'amministrazione Trump. Lo dimostrano i provvedimenti che Rodríguez è stata costretta ad adottare, come la riforma parziale della Ley Orgánica de Hidrocarburos, l'amnistia per i reati commessi durante le crisi politiche avvenute tra il 2002 e il 2025, il ristabilimento delle relazioni con il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.

La Gran Peregrinación Nacional è solo l'ultimo di una serie di atti di resistenza contro l'attacco statunitense. Il 3 febbraio lavoratori, studenti e militanti dei movimenti sociali avevano dato vita a un grande corteo, convocato dal Partido Socialista Unido de Venezuela, per esigere la liberazione di Nicolás Maduro e della deputata Cilia Flores, sequestrati un mese prima. E il 6 marzo Delcy Rodríguez aveva invitato i venezuelani a partecipare la domenica successiva alla votazione dei progetti destinati alle Comunas popolari, strutture di autogoverno comunitario per la gestione dei problemi locali. "In questo primo appuntamento dopo l'aggressione militare del 3 gennaio diciamo al mondo: il Venezuela continua il suo cammino di pace, di tranquillità, di sviluppo", aveva affermato la presidente: un chiaro segnale di continuità del chavismo e della sua democrazia diretta e partecipativa. (20/4/2026)

 

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a cura di Nicoletta Manuzzato