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Latinoamerica-online.it l'informazione dall'America Latina e dai Caraibi |
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Brasile |
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Frena la crescita economica Le previsioni di crescita economica per il 2013 sono state riviste al ribasso dopo la diffusione, da parte dell'Instituto Brasileiro de Geografia e Estatistica, dei dati sulla produzione industriale di marzo. Produzione che è in leggero rialzo rispetto al mese precedente, ma rimane al disotto delle aspettative del mercato. A influire sugli insoddisfacenti risultati è stato in particolare il settore alimentare, a causa dell'aumento dell'inflazione e delle ripercussioni della crisi globale, che ha colpito duramente le esportazioni. Come conseguenza, scrive il 4 maggio il quotidiano Folha de S. Paulo, il Banco Bradesco ha ridotto dal 3,5 al 2,8% le aspettative di espansione del pil per l'anno in corso e dal 4 al 3,5% per il 2014. Ancora più pessimistiche le previsioni per il 2013 dell'agenzia Tendências, che passano dal 2,2 al 2%. Una prospettiva non certo entusiasmante per il Brasile e per i suoi partner commerciali, in particolare l'Argentina che negli ultimi anni ha costruito con il paese vicino una solida alleanza politica ed economica. segue Sul Brasile vi segnaliamo l'articolo: El precio de la fe se paga con poder político |
Paraguay |
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Torna al potere il Partito Colorado Horacio Cartes Jara è stato eletto il 21 aprile nuovo presidente del Paraguay. Il Partido Colorado del dittatore Stroessner torna così al potere dopo la parentesi progressista di Fernando Lugo, interrotta bruscamente dal colpo di Stato istituzionale del giugno 2012. Il Plra (Partido Liberal Radical Auténtico), che con il vicepresidente Federico Franco ha gestito il governo dopo la destituzione di Lugo, non è stato favorito da questo periodo di interregno: il suo candidato, Efraín Alegre, è giunto al secondo posto distaccato di nove punti percentuali. Neppure l'accordo elettorale sottoscritto nelle ultime settimane tra Plra e Unace, il raggruppamento del defunto generale Lino Oviedo, è servito a intaccare il successo dei colorados. segue Nella foto: il nuovo presidente paraguayano Horacio Cartes. |
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Venezuela |
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La destra all'attacco dopo l'elezione di Maduro Nicolás Maduro ha vinto di stretta misura le elezioni presidenziali del 14 aprile, ottenendo il 50,7% contro il 48,9% del candidato dell'opposizione Henrique Capriles. La decisione di quest'ultimo di non riconoscere la sconfitta, chiedendo il riconteggio dei voti e appellandosi alla piazza, ha scatenato la violenza dell'estrema destra: gli assalti alle sedi del Partido Socialista Unido de Venezuela e le aggressioni ai militanti chavisti nei centri di salute e nei mercati di prodotti a prezzi sussidiati hanno provocato otto morti e decine di feriti. "E' in corso il disconoscimento delle istituzioni democratiche. Questo si chiama golpismo", ha denunciato il neoeletto presidente: "Il progetto della destra è uccidere la rivoluzione e farla finita con i progressi rivoluzionari". Maduro ha poi accusato Washington di finanziare i gruppi responsabili degli attacchi. A questa cospirazione, ha aggiunto, va ascritto anche il sabotaggio alla rete elettrica, che ha l'obiettivo di "lasciare senza luce il Venezuela". segue Nella foto: il neoeletto presidente Nicolás Maduro. |
Colombia |
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Migliaia in piazza per la pace Almeno 30.000 persone hanno manifestato il 9 aprile a Bogotá, per esprimere il loro appoggio al dialogo di pace in corso tra il governo e le Farc. In piazza si sono ritrovati ex guerriglieri e soldati, movimenti di sinistra e membri del Partido de la U. Era presente lo stesso capo dello Stato, Juan Manuel Santos. Unici assenti: gli esponenti dell'estrema destra fautori della soluzione militare (tra questi i membri del Puro Centro Democrático dell'ex presidente Alvaro Uribe) e - sul fronte opposto - alcuni militanti del Polo Democrático Alternativo, che hanno accusato Santos di voler sfruttare l'iniziativa per promuovere la sua rielezione l'anno prossimo. La mobilitazione ha testimoniato il desiderio dell'intera società di vedere la fine del conflitto. "La pace è in marcia nelle strade del paese", ha detto l'ex senatrice Piedad Córdoba, di Marcha Patriótica. Al coro si è unito l'Eln, Ejército de Liberación Nacional, che in un comunicato ha invitato i colombiani a "unirsi in una voce unica per la speranza e per la pace". segue |
Uruguay |
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Approvato il matrimonio igualitario Con 71 voti a favore e 21 contrari, la Camera ha approvato il 10 aprile la Ley de Matrimonio Igualitario, che autorizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso. L'Uruguay segue così l'esempio dell'Argentina, diventando il secondo paese latinoamericano a legalizzare le nozze omosessuali. Il primo articolo della nuova legge riconosce "l'unione di due contraenti, qualunque sia la loro identità di genere o il loro orientamento sessuale, nei medesimi termini, con le stesse conseguenze e forme di scioglimento stabilite fino a qui dal Codice Civile". Una settimana prima era arrivato il sì del Senato, con 23 voti a favore su 31. In entrambe le Camere la legge è passata con l'appoggio non solo del Frente Amplio, ma anche di parte dei parlamentari dell'opposizione. Già in dicembre il testo aveva avuto il via libera dei deputati, ma le modifiche apportate dai senatori avevano imposto un nuovo passaggio alla Camera. segue |
Argentina |
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Decine di morti per le inondazioni Otto morti a Buenos Aires, più di cinquanta a La Plata e dintorni per le inondazioni seguite alle piogge torrenziali che all'inizio di aprile hanno colpito la regione. Un disastro annunciato: già lo scorso anno si erano registrati straripamenti e allagamenti, sia pure meno gravi. Come ha denunciato a Página/12 il professor Eduardo Reese, dell'Universidad Nacional de General Sarmiento, la responsabilità ricade nella mancanza di politiche pubbliche in difesa del territorio: tutta l'area metropolitana "ha conosciuto una crescita incontrollata: sono stati occupati bacini di fiumi, di torrenti, non si sono lasciati spazi verdi per il drenaggio delle acque". segue |
Perú |
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Confermata la prima cittadina di Lima Susana Villarán rimarrà prima cittadina di Lima. Il referendum che chiedeva la sua destituzione si è concluso, il 17 marzo, con la vittoria del no. Un risultato non scontato: fino a una settimana prima i sondaggi attribuivano al sì un vantaggio di dieci punti. Per la revoca del mandato di Villarán si erano battuti in prima fila personaggi squalificati come l'ex presidente Alan García e il precedente sindaco della capitale Luis Castañeda (la cui gestione è stata denunciata per corruzione), appoggiati dal partito fujimorista, da gruppi fondamentalisti evangelici e da quei lavoratori del trasporto pubblico contrari alla riforma del settore per il timore di perdere i benefici acquisiti. Sul fronte opposto erano schierati sindacati e movimenti progressisti, ma anche imprenditori ed esponenti non certo di sinistra, come l'ex presidente Alejandro Toledo e Lourdes Flores, leader del Partido Popular Cristiano, che nel 2010 era stata la principale avversaria di Villarán alle elezioni municipali. Si era invece mantenuto neutrale l'attuale capo dello Stato, Ollanta Humala, che comunque - a detta dei commentatori - esce rafforzato da questo referendum: un trionfo del sì avrebbe significato un punto a favore della destra più conservatrice e autoritaria. segue Nella foto: Susana Villarán, sindaco di Lima. |
Cuba |
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Cambiamenti economici e politici Proseguendo nel suo programma di "modernizzazione", il governo cubano ha autorizzato il mercato all'ingrosso di beni e servizi. Il provvedimento, pubblicato il 7 marzo sulla Gaceta Oficial, crea l'Empresa Comercializadora Mayorista de Productos Alimenticios y Otros Bienes de Consumo, che venderà a "persone giuridiche e altre forme di gestione non statali". Le transazioni verranno effettuate in moneta nazionale o in pesos convertibili (cuc). Era questa una richiesta formulata già da tempo dai lavoratori autonomi, che finora erano costretti ad acquistare materie prime e strumenti dalle rivendite statali (da più parti accusate di favorire l'aumento dei prezzi) o dalle persone che avevano il permesso di commercializzare prodotti esteri. segue Nella foto: Raúl Castro riconfermato presidente. Sarà il suo ultimo mandato, ha annunciato. |
Messico |
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La conversione neoliberista del Pri Il Partido Revolucionario Institucional, tornato al potere dopo l'intermezzo panista del periodo 2000-2012, cambia volto. Grazie a una modifica degli statuti adottata all'unanimità dall'assemblea dei delegati, i parlamentari del partito potranno votare a favore di una maggiore partecipazione privata nel settore petrolifero e dell'applicazione dell'Iva a medicinali e alimenti (provvedimento, quest'ultimo, che il Pri aveva bocciato quando era stato proposto dal Pan). Siamo di fronte a una trasformazione in senso neoliberista che pone l'attuale governo in sostanziale continuità con le due amministrazioni precedenti. Insieme all'alleato Partido Verde, il Pri può contare sulla maggioranza relativa in entrambe le Camere e ha già preannunciato la presentazione entro l'anno di riforme in materia energetica e fiscale. segue Nella foto: la leader del sindacato docenti, Elba Esther Gordillo, arrestata in febbraio. |
Cile |
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Sindacalista ucciso sul posto di lavoro E' stato trovato morto all'interno dell'azienda nel pomeriggio del 21 febbraio, ucciso con un colpo d'arma da fuoco alla testa. Juan Pablo Jiménez Garrido, 34 anni, presiedeva il sindacato dell'impresa Ingeniería Eléctrica Azeta che lavora in subappalto per la Chilectra, la maggiore distributrice di elettricità del Cile. Sindacalista combattivo, lo scorso anno Jiménez Garrido aveva guidato una dura vertenza che in dicembre aveva portato allo sciopero. Aveva inoltre segnalato più volte la mancata osservanza delle norme di sicurezza, che nel giugno 2012 aveva provocato un mortale incidente sul lavoro. segue Nella foto: i funerali del sindacalista assassinato. |
Honduras |
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Ancora sangue nelle campagne dell'Aguán Non si arrestano gli attacchi ai contadini delle campagne dell'Aguán, colpevoli di lottare contro lo strapotere dei latifondisti. Alle centinaia di procedimenti penali in corso per occupazione di terre si aggiungono le violenze dei militari impegnati nell'operazione Xatruch III e gli omicidi commessi da gruppi armati al soldo dei grandi proprietari. Il 24 febbraio sono stati rinvenuti i cadaveri di Yoni Adolfo Cruz, del Muca (Movimiento Unificado Campesino del Aguán), e Manuel Ezequiel Guillén, del Mocra (Movimiento Campesino Recuperación del Aguán), sequestrati tre giorni prima: i corpi presentavano segni di torture. Al Mocra apparteneva anche Juan Pérez, padre di nove figli (il maggiore di 11 anni), assassinato da sconosciuti il 2 febbraio. Nello stesso giorno veniva ucciso il giovane Wiliam Alvarado, del Muca. segue |
Uruguay |
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Ritorno all'impunità? Centinaia di persone si sono concentrate il 25 febbraio davanti alla sede della Corte Suprema per protestare contro la decisione di dichiarare incostituzionali i due primi articoli della legge 18.831, che riconoscendo come "crimini di lesa umanità" i delitti della dittatura, invalidava la Ley de Caducidad (l'amnistia ai repressori). Alla manifestazione, promossa dal Frente Amplio, dalla centrale sindacale Pit-Cnt e dai familiari dei desaparecidos, hanno partecipato anche la senatrice Lucía Topolansky, moglie del presidente Mujica, e lo scrittore Eduardo Galeano. La legge 18.831 ristabiliva il pieno esercizio dell'azione penale per i reati commessi "nell'applicazione del terrorismo di Stato fino al primo marzo 1985", che dunque non erano più soggetti a prescrizione. Quattro dei cinque giudici della Corte Suprema, rispondendo a un ricorso presentato da due colonnelli, hanno sentenziato che tali norme non possono avere valore retroattivo. Contrario all'incostituzionalità soltanto Ricardo Pérez Manrique, l'unico ad essere entrato in magistratura dopo la fine del regime militare. segue |
Il nuovo pontefice |
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Papa Bergoglio, una figura controversa Sono piaciuti i suoi primi atti: dalla scelta del nome Francesco alla decisione di non indossare i lussuosi paramenti papali. Il suo stile semplice e austero ha conquistato anche i non credenti. Un'elezione storica la sua: per la prima volta ascende al soglio pontificio un latinoamericano e un gesuita. Ma in Argentina la figura di Jorge Bergoglio, l'arcivescovo di Buenos Aires designato dal conclave a sostituire Benedetto XVI, è controversa e molte sono le ombre sul suo passato. Durante la dittatura Bergoglio, ancor giovane, era già provinciale della Compagnia di Gesù. Alcuni testimoni lo accusano di aver consegnato ai repressori due sacerdoti, Orlando Yorio e Francisco Jalics, che svolgevano lavoro sociale nelle villas miserias della capitale. Bergoglio avrebbe detto a Yorio e Jalics di abbandonare tale impegno e, al loro rifiuto, li avrebbe obbligati a lasciare la congregazione. Privati così della protezione ecclesiastica, nel maggio del 1976 i due furono sequestrati dai militari e "interrogati" per cinque mesi come sospetti sovversivi. Yorio morì nel 2000 in Uruguay senza essersi mai ripreso dalle torture subite. segue Nella foto: repressori accusati di crimini di lesa umanità portano appuntato sul petto un nastro con i colori del Vaticano. |
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Venezuela in lutto |
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E' morto Hugo Chávez Il presidente Hugo Chávez è morto alle 16.25 (ora locale) del 5 marzo all'Hospital Militar Carlos Arvelo di Caracas, dove era stato ricoverato il 18 febbraio al suo rientro da Cuba. L'annuncio è stato dato dal vicepresidente Maduro con un messaggio televisivo a reti unificate, nel corso del quale ha invitato la popolazione a vigilare per la pace. "Porteremo avanti il suo progetto", ha promesso Maduro. Poco dopo il ministro della Difesa, Diego Molero, accompagnato dagli alti comandi militari ha ribadito la fedeltà delle forze armate ai vertici dello Stato e la loro volontà di adempiere alla Costituzione. In precedenza il vicepresidente aveva denunciato che la malattia di cui soffriva Chávez gli era stata inoculata dai "nemici storici", come era avvenuto con il leader palestinese Arafat. Qualche ora prima dell'annuncio della morte del capo dello Stato, Maduro aveva anche informato dell'espulsione di un addetto militare dell'ambasciata statunitense, David Del Monaco, accusato di aver contattato membri delle forze armate venezuelane a fini di destabilizzazione. Poco dopo il ministro degli Esteri, Elías Jaua, annunciava l'espulsione di un secondo funzionario Usa, Devlin Costal. segue Nella foto: il corteo funebre accompagnato da un'immensa folla. Sulla figura di Hugo Chávez vi segnaliamo gli articoli: El niño pobre de Sabaneta e Si yo me callo |
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Ecuador |
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Doppia vittoria per Rafael Correa Rafael Correa riconfermato presidente al primo turno con circa il 57% dei voti e dominio assoluto in Parlamento del partito Alianza País: questi i risultati della giornata elettorale del 17 febbraio. Per Correa è stato un vero trionfo: il suo avversario immediato, il banchiere Guillermo Lasso, si è attestato attorno al 23%. Lasso comunque sembra accreditarsi come il leader di una nuova opposizione di destra, che raggruppa il mondo dell'industria e della finanza e che fa capo al neonato movimento Creo (Creando Oportunidades). Deludente il risultato dell'ex presidente Lucio Gutiérrez (Partido Sociedad Patriótica 21 de Enero), che non è arrivato al 7%, mentre il rappresentante dell'oligarchia bananiera Alvaro Noboa (Partido Renovador Institucional Acción Nacional) e l'outsider di destra Mauricio Rodas (Sociedad Unida Más Acción) sono rimasti sotto il 4%. segue Nella foto: Rafael Correa saluta i suoi sostenitori dopo la rielezione. |
Messico |
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Esplosione a Pemex: incidente o attentato? Nel pomeriggio del 31 gennaio una potente deflagrazione scuoteva l'edificio B2 del complesso che ospita gli uffici amministrativi di Pemex (Petróleos Mexicanos) a Città del Messico. L'esplosione, che sorprendeva gli impiegati del palazzo in piena attività, provocava 37 morti, decine di feriti e ingenti danni materiali. Fin dall'inizio si rincorrevano diverse ipotesi sulle cause, non ultima quella di un attentato. Il 4 febbraio il quotidiano La Jornada riportava le seguenti dichiarazioni di un comandante della polizia della capitale: "La squadra antiesplosivi della Secretaría de Seguridad Pública del Distretto Federale, giunta sul luogo dei fatti prima delle autorità federali, è riuscita a estrarre dalle macerie una valigia, che all'interno conteneva un congegno di colore nero con vari cilindri". segue Nella foto: i soccorsi ai feriti nell'esplosione. |
Cuba |
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Fidel Castro al seggio Le consultazioni legislative di domenica 3 febbraio hanno registrato la consueta alta affluenza, anche se con una flessione rispetto agli scorsi anni. Gli elettori erano chiamati alle urne per scegliere i 612 deputati dell'Asamblea Nacional e i membri delle Asambleas Provinciales del Poder Popular. La percentuale di votanti è stata del 90,8% (96,8% nel 2008) e le schede bianche o nulle si sono attestate intorno al 6% (erano meno del 5% cinque anni fa). Il freddo e la pioggia che hanno colpito buona parte del paese spiegano forse l'aumento dell'astensionismo, un dato che l'opposizione anticastrista ha invece interpretato come la testimonianza di una crescente disaffezione dei cubani nei confronti del sistema politico. segue Nella foto: Fidel Castro al seggio. |
Paraguay |
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Muore l'ex generale golpista Lino Oviedo L'ex generale Lino Oviedo, candidato presidenziale alle elezioni di aprile, è morto nelle prime ore del 3 febbraio quando l'elicottero in cui viaggiava si è schiantato al suolo a nord di Asunción. In quella stessa data, 24 anni prima, Oviedo era stato tra i protagonisti del golpe che aveva posto fine alla lunghissima dittatura di Alfredo Stroessner. In seguito aveva partecipato al tentato colpo di Stato contro il presidente Juan Carlos Wasmosy (1996) e nel marzo 1999 era stato accusato dell'omicidio del vicepresidente Luis María Argaña e di sette giovani manifestanti. Per questo aveva alternato il potere ai vertici dell'esercito con il carcere e l'esilio. All'interno del Partido Colorado aveva dato vita alla corrente Unace (Unión Nacional de Colorados Eticos), che si era poi trasformata in raggruppamento indipendente come Unión Nacional de Ciudadanos Eticos. Negli ultimi tempi aveva preso parte a una serie di cospirazioni contro il governo Lugo, culminate con la destituzione dell'ex vescovo nel giugno scorso. segue Nella foto: l'ex generale Lino Oviedo. |
Guatemala |
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Confermato il rinvio a giudizio per Ríos Montt Nonostante tutti gli sforzi dei difensori, che erano riusciti a far ricusare la giudice Patricia Flores (accusata di essere troppo di parte), l'ex dittatore Efraín Ríos Montt e l'ex capo dello spionaggio dell'esercito Mauricio Rodríguez Sánchez saranno processati per genocidio e crimini contro l'umanità. Lo ha deciso il giudice Miguel Angel Gálvez, riconoscendo valore probatorio alle decine di testimonianze, perizie e atti presentati dalla Procura, che provano la sanguinosa repressione militare effettuata contro le comunità ixil del Quiché tra il 1982 e il 1983. Mentre in tribunale si svolgeva l'udienza, all'esterno i militanti delle organizzazioni per i diritti umani ricordavano le 1771 vittime documentate di quei massacri, tra cui molti bambini. segue Nella foto: l'ex dittatore Ríos Montt. |
America Latina |
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Celac-Unione Europea: due opposte visioni dell'economia Un confronto tra due opposte visioni dei rapporti economici internazionali: questo il risultato del primo vertice tra Celac (Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños) e Unione Europea, svoltosi a Santiago del Cile il 26 e 27 gennaio. Da una parte il blocco delle nazioni latinoamericane progressiste, che puntano a stabilire nuove regole del gioco, dall'altra il tradizionale approccio neoliberista degli Stati europei, che si è riflesso nel documento finale, la Declaración de Santiago, e nei discorsi conclusivi dell'anfitrione, il cileno Sebastián Piñera, e del presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. In particolare Piñera ha chiarito, con toni più realisti del re, la base di questa "nuova alleanza strategica" tra i due blocchi prefigurata nella Dichiarazione: "più libero commercio e meno protezionismo". segue Nella foto: Dilma Rousseff, Sebastián Piñera e Cristina Fernández al vertice Celac-Unione Europea. Per maggiori notizie sulla Celac v. la pagina delle Organizzazioni |
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a cura di Nicoletta Manuzzato Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 259 del 13/4/04 |